Biografia

Figlio del dottor Giacomo Filippo D'Aste e di Margherita Rughi, Ippolito Nino venne battezzato il giorno 14 dicembre 1810 nella parrocchia di Recco con il nome di Ippolito Giuseppe Benedetto.

Di schieramento liberal-democratico e amico del poeta genovese Gian Carlo Di Negro, fu insegnante calligrafo presso la scuola di lingua, geografia, aritmetica e disegno di Genova. Collaboratore del giornale genovese L'EsperoIl giornale, diretto da Federico Alizeri e patrocinato nel 1840 da Gian Carlo Di Negro, venne chiuso nel 1845 dalla polizia del Regno di Sardegna, partecipò e collaborò alle celebrazioni per le riforme del pontefice Pio IX e del re Carlo Alberto di Savoia tra il 1846 e il 1847.

Come autore e scrittore drammaturgo compose diverse opere liriche e pièces teatrali comiche e drammatiche, queste ultime d'impronta nettamente filo patriottiche e verso il modello di Vittorio Alfieri. Tra le sue opere si ricordano le tragedie Sansone (1861), Spartaco (1863) e Mosè (1866); nel 1840 realizzò inoltre un modello di calligrafia per l'attività scolastica.

Morì a Genova il 13 settembre 1866 durante un'epidemia di colera ("peste asiatica" nella definizione corrente dell'epoca).

A Ippolito D'Aste è intitolata la biblioteca comunale di Recco, nel Genovesato, e una via della cittadina natia ligure. Anche suo figlio, Ippolito Tito (1844-1935), prolifico commediografo e drammaturgo, ne seguì le orme letterarie.

Note

Bibliografia

Voci correlate Ippolito Tito D'Aste

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