La festa della Madonna del Carmelo si svolge a Santa Venerina, nella frazione di Bongiardo, in provincia di Catania.

Storia

Le origini del culto La devozione popolare verso la Madonna del Carmelo a Bongiardo appare con ogni probabilità di origine anteriore alla costruzione dell’attuale edificio sacro. Le testimonianze storiche e artistiche suggeriscono infatti la presenza di un culto mariano già profondamente radicato nella comunità locale prima della fondazione della chiesa, delineando un quadro di significativa continuità religiosa e culturale nel territorio.

Uno degli indizi più rilevanti dell’antichità di questa devozione è rappresentato dal canto devozionale intitolato Salvi Rigina Carmilitana, la cui esecuzione è tradizionalmente esclusiva della comunità di Bongiardo. Si tratta di una melodia liturgica peculiare, non attestata in altre realtà legate al culto carmelitano o mariano, e che per caratteristiche stilistiche e per la tradizione orale che la accompagna viene fatta risalire con buona probabilità a un periodo precedente alla costruzione dell’attuale chiesa.

XVIII secolo La festa in onore di Maria Santissima del Carmelo in Bongiardo fu istituita il 24 dicembre 1726 per volontà di Francesco Pulvirenti, originario di Aci San Filippo, il quale destinò una dote alla fondazione della chiesa nel borgo di Bongiardo. Nell’atto di dotazione egli stabilì che il nuovo edificio sacro fosse dedicato alla Madonna del Carmelo e dispose che, ogni anno, il 16 luglio, giorno tradizionalmente dedicato alla Vergine del Carmine, si celebrasse solennemente la relativa festività.

Presumibilmente negli stessi anni, in una bottega di Acireale veniva realizzata la statua della Madonna del Carmelo, destinata a divenire nel tempo il principale oggetto di devozione per la comunità di Bongiardo.

Nel corso del Settecento, tuttavia, un ruolo di particolare rilievo nel culto era rivestito anche dal quadro "Madonna del Carmine con altri santi", collocato sull’altare maggiore della chiesa. Questa immagine costituiva uno dei principali punti di riferimento della devozione dei bongiardesi, soprattutto durante la cosiddetta quindicina, ovvero il periodo di quindici giorni che precede la festa liturgica del 16 luglio, dedicata alla Madonna del Carmelo. In quei giorni di preparazione spirituale la comunità si raccoglieva in chiesa per preghiere, celebrazioni e atti di devozione che culminavano nella solennità della festa.

Per quanto riguarda le manifestazioni esterne del culto, non si possiedono notizie documentarie certe relative alla presenza di una processione in età settecentesca. È tuttavia verosimile che una qualche forma di corteo devozionale fosse comunque praticata dai fedeli, probabilmente in maniera più semplice e spontanea rispetto alle forme odierne, e che si svolgesse nel giorno stesso della solennità liturgica del 16 luglio, coinvolgendo la popolazione del borgo in un momento collettivo di preghiera e di festa.

Espansione del culto nelle zone limitrofe Il culto della Madonna del Carmelo di Bongiardo si diffuse progressivamente “a macchia d’olio” nelle zone circostanti il borgo, conquistando con gradualità la devozione delle comunità vicine. Questa espansione non fu soltanto spirituale, ma anche materiale: la presenza della Madonna del Carmelo cominciò a segnare il paesaggio e la vita quotidiana dei fedeli, integrandosi nelle pratiche religiose e sociali dei villaggi limitrofi.

Tra la seconda metà del Settecento e l’Ottocento, fino ai primi decenni del Novecento, furono costruite numerose edicole votive dedicate alla Madonna del Carmine. Questi piccoli luoghi di devozione, spesso collocati lungo sentieri, crocevia o piazzette, fungevano da punti di riferimento per la preghiera quotidiana e da simboli tangibili della presenza protettiva della Vergine. Alcune di queste edicole contenevano veri e propri affreschi ispirati alla statua della Madonna di Bongiardo, riproducendo con cura i tratti iconografici e le caratteristiche della scultura principale, permettendo così ai fedeli di avvicinarsi alla devozione anche lontano dal luogo centrale di culto.

Oggi alcune di queste testimonianze artistiche e architettoniche sono ancora visibili, integrate nel paesaggio rurale, mentre altre sono andate perdute nel tempo a causa del degrado, delle intemperie o dei mutamenti legati all’urbanizzazione.

XIX secolo

Nel corso dell’Ottocento il culto della Madonna del Carmelo a Bongiardo assunse una forma più definita anche dal punto di vista liturgico e organizzativo. Un decreto vescovile stabilì infatti che la festa esterna, con la relativa processione per le vie del paese, dovesse celebrarsi la domenica successiva al 16 luglio, giorno della solennità liturgica della Madonna del Carmelo. Tale disposizione rispondeva all’esigenza di permettere una partecipazione più ampia dei fedeli e contribuì a strutturare in modo più stabile le celebrazioni della comunità.

Nel novembre del 1841 la chiesa di Bongiardo fu inoltre teatro di un episodio ritenuto miracoloso dalla tradizione locale. Leonardo Musumeci, gravemente avvelenato dopo aver consumato funghi raccolti nei dintorni, fu condotto dai familiari presso la chiesa della Madonna del Carmelo, alla quale fecero voto ponendogli al collo anche l’abitino della Vergine. Secondo le testimonianze dell’epoca, durante la notte le sue condizioni migliorarono sensibilmente e il giorno seguente poté recarsi in chiesa per sciogliere il voto. L’episodio contribuì a rafforzare ulteriormente la devozione della comunità bongiardese verso la Madonna del Carmelo.

Nella seconda metà dell’Ottocento fu realizzata la vara, il sontuoso baldacchino destinato a trasportare la statua della Madonna del Carmelo durante le celebrazioni e le processioni.

Verso la fine del secolo, attorno al 1880, si colloca inoltre la composizione dell’inno O Regina del Santo Carmelo, canto devozionale dedicato alla Madonna del Carmine e destinato a essere eseguito durante le celebrazioni locali. L’opera, di autore anonimo, sarebbe stata composta negli anni successivi al terremoto del 1879 e si inserisce nel clima di rinascita religiosa e sociale che seguì l’evento sismico, particolarmente avvertito nelle comunità dell’area etnea. Secondo la tradizione orale e alcune considerazioni sul testo, una parte dell’inno sarebbe stata composta anche in omaggio al cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, ricordato per il suo impegno pastorale e per l’attenzione mostrata nella ricostruzione della chiesa di Bongiardo dopo la calamità.

XX secolo Nel 1934, monsignor Giovanni Maugeri, figura ecclesiastica di rilievo dell’epoca, commissionò la celebre Cantata con l’intento di onorare la memoria del proprio fratello, don Luciano Maugeri, primo parroco della Chiesa di Bongiardo, divenuta parrocchia nel 1926. Oltre alla commissione musicale, monsignor Maugeri consegnò al compositore Salvatore Nicolosi Sciuto un testo poetico scritto diversi anni prima da don Luciano, con l’indicazione che venisse trasformato in musica. Questo componimento, di carattere profondamente devozionale, costituì la base lirica su cui Nicolosi Sciuto strutturò l’intera Cantata.

Originariamente concepita come composizione per organo, l’opera fu completata dallo stesso Nicolosi Sciuto verso la fine degli anni Trenta. Il progetto di orchestrarla per banda musicale, tuttavia, dovette essere sospeso a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che impedì la prosecuzione dell’elaborazione strumentale e ne ritardò temporaneamente la diffusione.

La storica festa del 1945 Nel 1945, la festa assunse un significato particolarmente solenne e partecipato, rappresentando per la comunità di Bongiardo un momento di rinascita collettiva e di gratitudine per il ritorno dei giovani soldati dal fronte. Fu definita dai testimoni dell’epoca come una vera e propria "festa 'ranni", non solo per l’intensità del sentimento religioso, ma anche per la straordinaria partecipazione popolare.

Inoltre, in quello stesso anno, avvenne la prima esecuzione pubblica della Cantata, tra il 21 e il 22 luglio 1945.

La piazza del paese era gremita, tanto che numerose persone furono costrette ad arrampicarsi persino sui pilastri della ringhiera delle scuole pur di riuscire ad assistere al passaggio del simulacro. In segno di ringraziamento e per estendere la benedizione della Patrona, la processione toccò anche il quartiere di Dagala del Re, evento eccezionale che fu accompagnato da spettacolari fuochi d’artificio in ogni quartiere attraversato, descritti dalle cronache e dalla memoria popolare come senza precedenti per ricchezza e bellezza.

L’eccezionalità della festa del 1945 lasciò un segno profondo nella tradizione locale, tanto che, a partire da quell’anno, si stabilì l’usanza di far giungere la processione della Madonna del Carmelo a Dagala del Re ogni vent'anni.

L'incoronazione del venerato simulacro della Madonna del Carmine Il 16 luglio 1974, durante il suo ultimo giorno di episcopato nell'arcidiocesi di Catania, l'arcivescovo Guido Luigi Bentivoglio compì un gesto solenne e significativo per la comunità di Bongiardo. In una cerimonia di grande valore religioso, l'arcivescovo incoronò solennemente con rito il venerato simulacro della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo di Bongiardo. Questo atto di venerazione fu un momento di grande devozione e un riconoscimento ufficiale dell'importanza spirituale del culto mariano nella comunità locale. Il gesto di monsignor Bentivoglio fu accolto con grande partecipazione e emozione dai fedeli, che vedevano in quell'incoronazione un segno di affetto e di devozione alla Madonna del Carmelo, ma anche una testimonianza della presenza costante della Chiesa nella vita quotidiana della comunità di Bongiardo.

XXI secolo A partire dal 2002, anno in cui la chiesa parrocchiale è stata dichiarata inagibile, le celebrazioni religiose e civili si sono temporaneamente spostate in sedi alternative. In particolare, fino al 2014, si sono svolte presso una struttura provvisoria comunemente nota come "chiesa-tenda", allestita per garantire la continuità del culto e della vita parrocchiale, e, successivamente, nell’oratorio parrocchiale, costruito in occasione del terremoto e ampliato nei primi anni del anni 2010, dove, a tutt'oggi, si svolgono le celebrazione e la festa.

Festeggiamenti

Quindicina Il quartiere di Bongiardo celebra con profonda devozione la propria patrona, la Madonna del Carmelo, attraverso un ricco programma di festeggiamenti che si articolano in più giornate e coinvolgono l’intera comunità. Le celebrazioni costituiscono un momento centrale della vita religiosa e culturale del borgo, fondendo elementi liturgici, devozionali e tradizioni popolari tramandate nel tempo.

Dal 1º al 15 luglio si svolge la tradizionale quindicina in preparazione alla festa: ogni pomeriggio i fedeli si riuniscono per la recita del Santo Rosario e della Coroncina, in un clima di raccoglimento e di profonda devozione mariana.

La sera del 15 luglio ha luogo la suggestiva “Marcia della Fede”, una processione fiaccolata che attraversa le vie del borgo mentre i partecipanti recitano il Santo Rosario. La celebrazione si conclude con la recita solenne dei Vespri, che introducono spiritualmente alla giornata della solennità.

Solennità liturgica della Beata Vergine del Monte Carmelo Il 16 luglio, giorno della solennità della Madonna del Carmelo, le celebrazioni iniziano fin dalle prime luci dell’alba. Dopo la recita del Santo Rosario, vengono intonati il Salvi Rigina Carmilitana e le Litanie Lauretane. Al canto del Sancta Maria viene solennemente svelato il venerato simulacro della Madonna del Carmine, momento particolarmente intenso e partecipato dai fedeli. Durante l’intera giornata si susseguono celebrazioni liturgiche e momenti di preghiera dedicati alla Vergine del Carmelo, tra cui anche il tradizionale Omaggio floreale alla Beata Vergine. La sera si tiene la Solenne Celebrazione Eucaristica.