Il Fotbal Club FCSB, denominato fino al 2017 Fotbal Club Steaua București (in italiano usualmente Steaua Bucarest) e conosciuto come Steaua, noto attualmente come FCSB, è una società calcistica rumena di Bucarest.
Fondata nel 1947 come sezione della polisportiva Asociația Sportivă a Armatei București (poi divenuta Clubul Sportiv al Armatei Steaua București), legata all'esercito rumeno, se n'è distaccata nel 1998 costituendosi in club privato.
Avendo vinto 28 campionati, 23 coppe e 8 supercoppe nazionali, è la squadra più titolata del proprio paese, oltre ad aver trascorso la propria intera storia in massima serie. È anche il club rumeno di maggior successo a livello internazionale. La Steaua è infatti l'unica squadra rumena ad aver vinto due trofei europei, la Coppa dei Campioni nel 1985-86 - prima società proveniente dall'Europa orientale a riuscirci - e la Supercoppa europea nel 1986. Altri piazzamenti internazionali di rilievo sono la finale di Coppa Intercontinentale disputata nel 1986, la finale di Coppa dei Campioni raggiunta nel 1988-89, la semifinale di Coppa dei Campioni raggiunta nel 1987-1988 e la semifinale di Coppa UEFA ottenuta nel 2005-2006.
La corrente denominazione è il frutto dei fatti avvenuti tra il 2014 ed il 2017, allorché il Ministero della Difesa rumeno contestò la legittimità della privatizzazione, fino a riottenere la proprietà esclusiva sui marchi e sul nome Steaua, obbligando la società a cambiare ufficialmente nome in FCSB. Nel 2017 l'esercito rifondò, pertanto, la sezione calcistica della propria società sportiva, avvalendosi di nome e marchio originari e facendola ripartire dalla Liga IV, quarta serie del campionato rumeno, oltre a proporsi come legittima detentrice della vecchia tradizione sportiva della Steaua.Steaua Bucarest is coming: ci pensa l'esercito (ciao ciao Becali!), Fox Sports, 15 luglio 2017.
La UEFA e la federcalcio rumena non condividono, tuttavia, quest'ultimo punto e, a dispetto della perdita di nome e marchio, riconoscono l'FCSB come legittima depositaria del palmarès e della storia calcistica della Steaua.
Storia
Gli esordi e gli anni d'oro della CCA (1947-1960)
La società polisportiva Asociația Sportivă a Armatei ("Associazione Sportiva dell'Esercito") venne fondata il 7 giugno 1947 su iniziativa di alcuni ufficiali della Casa Reale di Romania. L'istituzione avvenne a seguito di un decreto firmato dal generale Mihail Lascăr, alto comandante dell'Armata Reale rumena. La prima delle otto sezioni iniziali dell'ASA Bucarest fu quella calcistica, allenata da Coloman Braun-Bogdan, che fu ammessa direttamente in Divizia A al posto del radiato . La squadra fu rinominata CSCA (acronimo di Clubul Sportiv Central al Armatei) nel 1948 e CCA (Casa Centrală a Armatei) nel 1950.
Nel 1949 la CSCA vinse il suo primo trofeo, la Coppa di Romania, battendo 2-1 in finale il .
Con il nome CCA il club riuscì a vincere tre campionati di fila, nel 1951, nel 1952 e nel 1953, oltre a tre coppe di Romania, nel 1950, nel 1951 e nel 1952.
Gli anni 1950 furono l'epoca d'oro della CCA, divenuta una delle squadre più importanti del paese. Nel 1956 la nazionale rumena, composta quasi esclusivamente da giocatori della CCA, affrontò e sconfisse per 1-0 la a Belgrado. Sempre nel 1956, allenata da Ștefan Dobay, vinse nuovamente la Divizia A e nell'autunno dello stesso anno intraprese una tournée in Inghilterra, dove ottenne risultati degni di nota contro squadre del calibro dell'. Fu il preludio al debutto in Coppa dei Campioni nell'autunno 1957, in una partita contro il .
La Steaua (1960-1985) Alla fine del 1960 la CCA cambiò il suo nome ancora una volta in Clubul Sportiv al Armatei (CSA) Steaua București, assumendo la stella anche nel nome oltre che come simbolo (in lingua rumena Steaua significa "Stella").
Seguì un periodo relativamente modesto di quasi due decenni, in cui il club vinse solo tre campionati, ma ben nove coppe nazionali, grazie alle quali si guadagnò il soprannome di "specialista delle coppe".
Dal dopoguerra alla fine degli anni settanta la Steaua conquistò nove volte la Divizia A e tredici volte la Coppa di Romania, senza mai retrocedere in seconda divisione, avviando inoltre un'accesa rivalità con la , l'altra grande squadra della capitale rumena. Tra i risultati rilevanti sul piano europeo di questo periodo la Steaua raggiunse i quarti di finale di Coppa delle Coppe 1971-1972 sconfiggendo il , ma fu eliminata dal di Franz Beckenbauer, pur pareggiando i due incontri (1-1 e 0-0).
L'inizio degli anni ottanta rappresentò un periodo di crisi in termine di risultati, caratterizzato da un grande ricambio di giocatori. Il digiuno di successi perdurò fino all'arrivo dell'allenatore Emerich Jenei, con cui, a sette anni dall'ultimo titolo nazionale, la Steaua tornò a vincere il campionato nella stagione 1984-1985.
I successi internazionali (1985-1989)
Jenei, coadiuvato da Anghel Iordănescu, che da calciatore era stato il miglior marcatore nella storia dei rossoblù, puntò su un gruppo ben amalgamato, con giocatori di ottimo livello: tra essi spiccavano il capitano Tudorel Stoica, Victor Pițurcă, László Bölöni, Miodrag Belodedici e il portiere Helmut Duckadam.
La formazione risultò la sorpresa della Coppa dei Campioni 1985-1986, arrivando fino in finale dopo aver superato in successione , , e . La finale andò in scena il 7 maggio 1986 allo stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia, in Spagna, in cui la Steaua si trovò di fronte al , allenato da Terry Venables. Pur sospinti da oltre 70.000 tifosi (i rumeni presenti furono invece pochissimi, a causa delle restrizioni sull'espatrio imposte dalla dittatura di Ceaușescu), i catalani vennero ingabbiati dalla rete difensiva della Steaua, che riuscì a portare la partita ai calci di rigore. Qui salì in cattedra l'estremo difensore rumeno Duckadam, che parò tutti e quattro i tiri dal dischetto degli spagnoli. La Steaua, composta da giocatori di rilievo come Marius Lăcătuș, Bölöni, Pițurcă, Belodedici, Adrian Bumbescu e Gavril Balint, fu la prima squadra dell’Europa dell’Est a vincere la Coppa dei Campioni.
Da campione d'Europa la Steaua partecipò alle successive Coppa Intercontinentale e Supercoppa europea. Non riuscì a vincere la prima, battuta 1-0 a Tokyo dagli argentini del , ma conquistò la seconda, 1-0 con gol del giovane Gheorghe Hagi (futuro pilastro della Steaua), a spese della di Valerij Lobanovs'kyj.
Due anni dopo il trionfo di Siviglia la Steaua, allenata da Anghel Iordănescu, giunse in semifinale di Coppa dei Campioni 1987-1988, dove però venne eliminata dai portoghesi del (0-0 e 0-2). L'anno dopo tornò in finale, nuovamente in Spagna, a Barcellona. Questa volta i rumeni affrontarono il di Arrigo Sacchi, ma subirono una pesante sconfitta per 4-0 con doppiette di Ruud Gullit e Marco Van Basten.
In questo periodo a livello nazionale dominò il proprio campionato, vincendo cinque titoli consecutivi tra il 1985 e il 1989, oltre a tre Coppe di Romania.
Dopo la rivoluzione rumena (1989-2017) Negli anni novanta rimase ai vertici del calcio rumeno con ben sei scudetti consecutivi dal 1992-1993 al 1997-1998, staccando nettamente la Dinamo nel computo dei titoli vinti. In campo europeo invece raggiunse i quarti di finale della Coppa delle Coppe 1992-1993 e si qualificò per tre volte consecutive alla fase a gironi della Champions League (dal 1994-1995 al 1996-1997), ma non passò mai il turno.
Nel 1998 la squadra venne privatizzata e scorporata dalla società polisportiva dell'esercito, assumendo il nome di FC Steaua București, società presieduta da Viorel Păunescu. Cinque anni dopo, nel 2003, passò quindi nelle mani del politico e imprenditore George "Gigi" Becali. Lo stile manageriale di Becali fu negli anni a seguire fonte di critiche da parte dei tifosi e dell'opinione pubblica. Fu autore di una gestione patriarcale della squadra e protagonista di controverse prese di posizione sul piano societario, oltre che politico. Becali interferì ripetutamente sul lavoro dei suoi subalterni, arrivando a criticare apertamente i calciatori e provando a influenzare le scelte degli allenatori.
La Steaua partecipò all'edizione 2004-2005 della Coppa UEFA, raggiungendo i quarti di finale, dove venne eliminata dal con un risultato complessivo di 0-2 (0-0 andata; 0-2 ritorno). Nello stesso anno conquistò il 22º scudetto. Nella stagione 2005-2006 sfiorò l'impresa di tornare in una finale europea, precisamente di Coppa UEFA. Dopo aver battuto nei sedicesimi l' (3-1 e 0-1), negli ottavi il (0-0 e 3-0) e nei quarti i concittadini del (1-1 e 0-0), in semifinale si arrese al : vinta l'andata in casa (1-0), in Inghilterra la Steaua subì una rimonta del Boro (2-4). Vinse però il campionato, il secondo dell'era Becali.
Nelle tre stagioni successive tornò a disputare la Champions League. Nell'edizione 2006-2007 fu inserita in un gruppo con , e . Aggiudicatasi il terzo posto, proseguì in Coppa UEFA, dove venne eliminata ai sedicesimi di finale dal . Nelle annate 2007-2008 e 2008-2009 invece arrivò ultima nel girone. Nella stagione 2011-2012 fu protagonista di un buon cammino in Europa League, in cui fu eliminata dal ai sedicesimi.
Mentre sotto Becali la gestione della squadra fu segnata da numerosi avvicendamenti della guida tecnica, la Steaua non riuscì più a vincere il campionato fino alla stagione 2012-2013. In quell'anno la formazione, allenata dall'ex calciatore del club Laurențiu Reghecampf, tornò a laurearsi campione di Romania (con 16 punti di vantaggio sulla seconda), a sette anni dall'ultimo trionfo, e per la ventiquattresima volta nella propria storia. In Europa League 2012-2013, dopo aver eliminato l', si fermò agli ottavi della competizione, battuta dal , poi vincitore del trofeo.
Nella stagione seguente vinse nuovamente il campionato e arrivò ai gironi di Champions League, per l'ultima volta nel decennio. Nel 2014-2015 sotto la guida del nuovo allenatore Constantin Gâlcă vinse il campionato per la terza volta consecutiva, oltre a riuscire in un treble conquistando anche la ventiduesima Coppa di Romania e la prima Coppa di Lega.
Il FCSB (dal 2017) Frattanto il Ministerul Apărării Naționale (Ministero della Difesa rumeno), insoddisfatto della gestione del club da parte di Becali, contestò giudiziariamente la liceità della privatizzazione del 1998: nel dicembre 2014 l'alta corte nazionale revocò alla società il diritto d'uso dello stemma storico della Steaua e dello stadio Ghencea. Nel marzo 2017 il tribunale supremo accolse un ulteriore ricorso del Ministero della Difesa, obbligando la società a rinunciare anche alla denominazione Steaua (riavocata all'esercito): la società di Becali cambiò dunque ufficialmente nome in Fotbal Club FCSB, continuando però ad utilizzare informalmente il nome di Steaua Bucarest (avallata temporaneamente in tal senso da UEFA e federcalcio rumena).
Dopo una serie di secondi posti in campionato tra il 2018 e il 2023 – principalmente alle spalle del – e a una qualificazione ai sedicesimi di Europa League nella stagione 2017-2018 (in cui i rossoblù di Nicolae Dică furono eliminati dalla ), nel 2022 prese parte per la prima volta alla Conference League, dopo un'assenza di cinque anni dalla fase finale di una competizione europea.
Con la nuova denominazione il FCSB vinse due campionati consecutivi nel 2023-2024 e nel 2024-2025. Nel 2025 inoltre, superata la fase campionato, raggiunse gli ottavi di Europa League, arrendendosi all'. Partecipò alla fase finale di Europa League anche l'anno successivo, ma fu subito eliminato. La stagione 2025-2026 poi segnò un record negativo, quello della prima volta fuori dalla poule scudetto del campionato (formato introdotto nel 2015). Pur arrivato all'ottavo posto, il FCSB riuscì comunque a qualificarsi ai preliminari di Conference League 2026-2027 tramite gli spareggi.
Cronistoria