La scherma nel territorio pesarese ha radici antiche. A testimonianza della pratica della scherma nello Stato d'Urbino, ora provincia di Pesaro e Urbino, si ricordi, tra gli altri, il trattato di scherma del 1610 dal titolo "Gran simulacro dell'arte e dell'uso della scherma di Ridolfo Capoferro di Cagli, Maestro dell'eccelsa nazione alemanna, nell'inclita città di Siena. Dedicato al Serenissimo Sig. Don Federigo Feltrio della Rovere Principe dello Stato d'Urbino", volume che rappresenta ancora oggi uno dei capisaldi della scherma moderna.
Le fonti sull'esistenza di una società sportiva schermistica nella città di Pesaro risalgono al 10 gennaio 1892, quando il giornale dell'epoca La Sveglia riporta la seguente notizia: "Oggi alle 3 la società schermistica pesarese iniziatrice, con altri di Fano, terrà un'accademia di tiro alla spada e alla sciabola nella ex chiesa di S. Filippo. Il trattenimento è diviso in tre parti; ad ogni intervallo si eseguirà scelta musica...". Fu così che i pesaresi incontrarono per la prima volta la scherma in un tranquillo pomeriggio in cui arte e sport si intrecciarono secondo il gusto dell'epoca.
In quel periodo e a seguire per qualche decennio, la scherma non ha le caratteristiche di una specifica specializzazione sportiva, ma piuttosto è vista come una branca della ginnastica, allora rappresentata a Pesaro dalla gloriosa "Vis Sauro".
Nei primi anni del '900 viene aperta la prima sala di scherma che annovera tra i suoi insegnanti i maestri Pacini e Jannucci di Ancona; successivamente, sulla scia delle grandi vittorie italiane alle Olimpiadi, la scherma acquista anche a Pesaro una sua distinta fisionomia.
Già nel 1935 si documenta un cospicuo numero di giovani e agguerriti schermidori, sotto la guida del maestro Giuseppe Greco, presso il circolo "23 Marzo" in Largo Mamiani.
Fra quei giovani c'è Ciro Renganeschi che a partire da quegli anni e poi per molto tempo ancora, può essere considerato uno dei principali fautori della vitale e fruttuosa presenza della scherma nella città di Pesaro; fu talmente contagiato da tale passione, da legare il suo nome per tutta la vita alle vicende di questo sport.
Sono gli anni in cui cominciano ad emergere, in egual misura nella vita e nella scherma, altri illustri pesaresi come Gastone Panzini, Bruno Alberini e Mario Semprini.
Nel 1941, sotto la guida del capitano Bruno Mancinelli, la scherma pesarese conquista una meritata e notevole rilevanza nella vita sportiva cittadina, con oltre cento allievi che incrociano le lame nella sala di Largo Mamiani e poi nel teatrino di S.Terenzio.
Un'altra guerra impone un'altra pausa anche alla pratica della scherma, ma con lo stesso vigore ed entusiasmo Ciro Renganeschi rifonda la società che viene affidata, nel 1946, all'insegnamento del leggendario Maestro Arturo Mattioli, un gentiluomo d'altri tempi. Già istruttore di ginnastica per disabili e invalidi di guerra, maestro d'armi del reggimento di artiglieria di Ferrara, allievo di grandi campioni del passato (come Pessina, Masaniello, Drosi), Mattioli ricostituisce il gruppo disperso dei vecchi schermitori e alleva un nutrito gruppo di giovani che si affermano a livello nazionale nelle tre specialità classiche: il fioretto, la spada e la sciabola.
Si ricorda ancora con commozione la figura di questo maestro che, al centro della pedana, quasi immobilizzato da una forma di artrite alle gambe, ma col braccio d'acciaio, teneva testa all'irruenza dei suoi giovani allievi. Sono anni di intensa passione e duro lavoro che vengono premiati con tanti successi in varie gare a livello nazionale.
Cominciano a mettersi in evidenza i campioni di qualche anno dopo: Mario Germani, che vince il campionato nazionale di fioretto del C.S.I. Centro Sportivo Italiano e si classifica al terzo posto nei campionati mondiali dei giovani; Giuseppe Mancini, che ottiene a Roma il primo posto nel fioretto e nella sciabola in una leva giovanile di oltre mille schermitori e successivamente conquista un'impressionante serie di titoli nelle rappresentative nazionali universitarie; Gianfranco Paolucci che, dopo il trasferimento a Milano all'inizio degli anni '60, otterrà nella spada i risultati più rilevanti, fra i quali una medaglia d'argento alle Olimpiadi di Tokio e una medaglia d'oro alle Universiadi di Parigi, oltre a un titolo nazionale assoluto e sei titoli nazionali a squadre.
Negli anni cinquanta si assiste ad una svolta significativa per la scherma pesarese, che le fa acquisire una posizione migliore e più stabile: un accordo con i dirigenti del circolo UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia) permette agli atleti di essere ospitati nelle sale del Palazzo Baldassini.
Nobile di casato, il Marchese Baldassini non poteva infatti che scegliere una disciplina nobile per eccellenza: la scherma. Egli stesso raccontava di avere appreso i segreti di quell'arte antica e cavalleresca dal maestro Ettore Jannucci, nel lontano 1908.
Nella sala superiore del Circolo U.N.U.C.I. (che dalla sua fondazione, il 6 gennaio 1951, ospitava anche l'attività agonistica) si allenano due futuri olimpionici di "Pentathlon moderno": Adriano Facchini e Giulio Giunta.
Fra gli schermitori di quegli anni, ricchi di soddisfazione, è importante menzionare atleti come Umberto Martinelli, Orfeo Gennari, Giorgio Picareta, Marta Cermatori, Ezio Redeghieri, Carlo Apolloni, Sandro Olivieri, Fausto Genova, Piero e Marcello Marcelli, Giovanni Marcucci, Lucio Bui, Ferruccio Ferrucci (alcuni di questi, ancora bambini), Arnaldo Ninchi, Mario Mancini, Franco Canalini. Si mette in luce nella pratica della scherma anche Sandro Riminucci, in seguito fuoriclasse della pallacanestro.
Il primo gennaio 1953 il C.O.N.I. procede alla prima affiliazione delle società schermistiche italiane: Pesaro vi accede col numero 116 e con la sigla PSUNU (PS+U.N.U.C.I.) che ancora oggi la contraddistingue. Il nome della società è un modo per ricordare, anche ai giovani atleti, che la storia della scherma pesarese è ricca di persone che hanno investito passione e intelligenza in questa disciplina sportiva.
Presso la sala di Palazzo Baldassini riprende l'attività sportiva anche il padrone di casa, il marchese Alessandro Baldassini, insieme a Vincenzo Mazzotta, una punto di riferimento del sodalizio tra la città e la scherma e per quasi cinquant'anni Presidente del Circolo e della sezione provinciale dell'U.N.U.C.I.
Fra le nuove leve emergono Luigi Fabbrini, Giovanni Rotondi, Silvio Presepi, Alberto Cardinali, Giorgio Girelli, Sergio Gori, Giacomo Giovanni Peli e Marco Tomassoli. C'è anche un'agguerrita squadra femminile di fioretto, con Maria Diana Paolucci, Marcella Baldassarri, Simona Zalaffi, Raffaella Tedeschi, Pinci Mariotti, Giovanna Grilli.
Il maestro Mattioli lascia affranto la pedana nel 1956, sostituito da colleghi che poi lasceranno una traccia indelebile nella storia schermistica pesarese: prima il Maestro Pietro La Noce, poi il Maestro Vincenzo Tarsitano, costantemente affiancati da Ciro Renganeschi.
Nel 1974, dopo un periodo di chiusura, riapre la sala scherma trasferitasi in via dell'Acquedotto, sotto la spinta del colonnello D'Amore, comandante del 28º Reggimento Pavia, e dei dirigenti dell'U.N.U.C.I.
La conduzione tecnica è affidata al Maestro Salvatore Limone, proveniente dalla Scuola Militare di Orvieto della Federazione Italiana Scherma e la società prende il nome di "Drago Verde" sino al 1977 anno in cui rifonda la vecchia U.N.U.C.I. di Ciro Renganeschi col nome di "U.N.U.C.I. Drago Verde".
Successivamente si ritorna in via Baldassini, con le buone lame di Andrea Atanasio (nazionale di pentathlon moderno), Massimo Panteghini, Ciro Limone, Piero Picozzi, Vittoria Bui, Tina Limone, Umberto Mazzini (olimpionico ad Atlanta '96 nel pentathlon) e Francesco Furlani (2 titoli nazionali di spada e diverse partecipazioni alla coppa del mondo).
In questi anni l'attività schermistica regala alla società pesarese numerosi titoli regionali nelle diverse categorie e la partecipazione ad alcune finali nazionali, testimoniando la qualità della scuola e le competenze del maestro Limone che già da diversi anni è maestro della nazionale under 20, con la quale collabora in tutte e tre le armi.
In questo periodo si mettono in luce alcuni brillanti giovani come Virgilio Cecchini, Fabrizio Cataffo, Giorgio D'Angelo, Vincenzo Siano, Giovanni Bolognini nel maschile e Vittoria Bui, Cristina Storoni, Sabrina D'Angelo, Roberta Colonna nel femminile.
A seguire arriveranno anche i successi regionali e nazionali di Ciro Limone, Michele Ravagli, Mauro Siano, Stefano Bazzocchi, Matteo Franca, Tina Limone, Francesco Furlani che nel 1988, a soli diciotto anni entra a far parte della nazionale italiana Under 20 per la prova di coppa del mondo in Germania a Laupheim.
Nel 1987 nasce un sodalizio con la società "Lama 2000" di Pentathlon la quale si avvarrà della ormai ultraquarantennale esperienza dell'U.N.U.C.I. Drago Verde per la parte schermistica.
Sulla scia dei successi ottenuti il "vivaio" dell'U.N.U.C.I. Drago Verde produce altri atleti che hanno le capacità di mettersi in evidenza sia in campo regionale che nazionale come Lorenzo Tovani, Paolo Rinaldi, Filippo Antoniello, Mattia Pedone, Giovanni Bolognini, Giulio Salvi nel settore maschile e Antonella Marchionni, Nicoletta Morante, Linda Vampa in quello femminile.
I risultati più brillanti sono conseguiti sempre da Francesco Furlani che ai campionati italiani di categoria nell'89 arriva quinto, nel 90 secondo e nel 93 vince i campionati italiani universitari e il titolo italiano nel gennaio del 96. Nel 1997 la vecchia società U.N.U.C.I. Scherma Pesaro prese il nome di A.S.D. Club Scherma Pesaro, avendo tutte le carte in regola per continuare, con entusiasmo e determinazione, a rappresentare la tradizione della scherma nel territorio pesarese.
Nel 1999 vengono svolti a Pesaro i Campionati Italiani Giovanissimi e, terminata la possibilità di allenarsi in via Baldassini, il Comune di Pesaro mette a disposizione della scuola di scherma un impianto sportivo in via delle rondini zona Ledimar, ancora oggi la sede del Club, creando i presupposti per una ennesima fase di rilancio della scherma nella città di Pesaro.
Il 15 settembre 2001 il Club Scherma Pesaro rinnova il proprio consiglio direttivo, Francesco Furlani diventa presidente, Luca Corvace vice presidente, Alessandro Azzolini segretario, Giovanni Bolognini e Gianluca Vennarini consiglieri.
Sotto la guida del Maestro Salvatore Limone, del presidente Francesco Furlani il Club Scherma Pesaro ricomincia a raccogliere una serie di risultati importanti sia a livello regionale che nazionale.
In questa fase si mettono particolarmente in luce Luca Olivieri, Giulio Mangiaracina, le sorelle Ilaria ed Evelina Langella, Tania Cardinali, Maria Teresa Rubino, Claudia Pellegrini oltre ai soliti "veterani" Marchionni, Pedone e Furlani che da presidente continua a partecipare e a vincere tanto che nel 2004 festeggia il suo 25º successo agli interregionali di Osimo.
Nel 2005 la squadra di Spada Maschile composta da Furlani, Mangiaracina, Antoniello e Circolone conquista la serie B e il club conquista la Coppa Italia per il terzo anno consecutivo nella spada con Maria Teresa Greco e con Ilaria Langella.
Il 2005 è anche l'anno di Enrico Porfido che conquista un terzo posto nazionale nei giovanissimi spada a Rimini.
Nel 2007 si mettono in luce vincendo gare regionali Francesca Greco, Cecilia Ciarrocchi, Stefano Gennari e la squadra femminile di spada formata da Maria Teresa Greco, Antonella Marchionni e Tania Cardinali conquista la B1.
Il 2008 è ancora all'insegna dei successi riportati nelle prove OPEN dai solidi Mangiaracina, Pedone, Marchionni, Cardinali e dalle sorelle Greco.