Figlio dell'Imām fatimide al-Zafir, succedette al fratello al-Fa'iz bi-naṣr Allāh (o, più semplicemente, al-Fa'iz) e divenne così il quattordicesimo e ultimo Imam fatimide.

Morì senza che Saladino, suo visir, consentisse al figlio di succedergli, decretando così conclusa la dinastia fatimide, durata per 262 anni.

Regnò dal 1160 al 1171 e, dopo la sua morte il 13 settembre del 1171, Saladinowāsiṭa fatimide, era arrivato in Egitto con lo zio Shīrkūh, comandante dell'esercito zengide che sconfisse le armate fatimidi. Succeduto a Shīrkūh (deceduto improvvisamente), i Fatimidi non ebbero altra possibilità se non quella di affidargli tutto il potere, pur di conservare la nominale legittimità del supremo potere alla loro dinastia. annetté formalmente i domini fatimidi ai possedimenti del suo signore zengide Norandino e ordinò ai sudditi di seguitare a pronunciare la khuṭba della salat di mezzogiorno (ṣalāt al-ẓuhr) nelle moschee, secondo le disposizioni impartite poco prima della morte di al-ʿĀḍid, in onore e in riconoscimento del Califfo abbaside di Baghdad, riportando così ufficialmente l'Egitto nell'alveo del sunnismo.

Note

Bibliografia

Voci correlate Fatimidi Saladino

Collegamenti esterni al-Fāṭimiyyūn/I Fatimidi

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