Alonso de Corduba, di chiare ascendenze spagnole fu titolare di una bottega di pittura a Bitonto (Bari) dove risiedette tra il 1594 e 1619, al cui periodo si rifanno le notizie documentarie pervenuteci. Sappiamo che si sposò due volte e dalla seconda moglie nacque il figlio Francesco anche lui pittore e incisore noto.

Nel 1595 realizza per la Chiesa di San Giovanni Battista in Turi una tela della Madonna del Rosario con Domenico di Guzmán, Santa Caterina da Siena e SantiM. S. Calò 1969, La pittura del Cinquecento e del primo Seicento in Terra di Bari, Ed. Adriatica, Bari pp. 189-191. G. Lerede 2005, La Madonna del Rosario. Di un antico dipinto nella Chiesa di S. Giovanni Battista a Turi, in 'Sulletracce', quaderno del Centro Studi di Storia e Cultura di Turi, Schena Editore, pp 95-109., con ai margini quindici ovali con le poste del Rosario.

Di due opere commissionate nel 1596 e 1597, raffiguranti unAnnunciazione e un Battesimo di Cristo, segnatamente per la Chiesa dell'Annunziata e per la Cattedrale di Bitonto, non abbiamo notizie circa la loro effettiva realizzazione.A. Castellano, Noterelle d'arte pugliese, in La Rassegna pugliese, V (1970), p. 386 S. Milillo, Docum. ined. per la storia dell'arte in Puglia, ibid., 1975, nn. 16-17, pp. 44 s.

Sempre al 1597, risale una Vergine in gloria tra s. Giov. Battista e s. Antonio abate, tuttora esistente nella Chiesa del Carmine di Bitonto, commissionata da un nobile genovese sposato con una donna bitontina.

Al 1602 e 1603 risalgono le tele datate e firmate del Martirio di San Lorenzo e della Vergine Immacolata tra San Francesco e San Leonardo, rispettivamente per la chiesa del Carmine di Giovinazzo, e per la chiesa di S. Teresa a Bitonto, ora nella Pinacoteca A. Marena della stessa città.

Nel 1604 realizza Quarta una Madonna del Rosario per la chiesa di S. Domenico a Ruvo, dipinta a Bitonto nel 1604 e donata ai frati domenicani dal chierico ruvese Fabrizio De Amato. V. Pellegrini, Guida alle chiese di Ruvo, Molfetta 1967, p. 27 Nel 1608 realizza una tela raffigurante una Madonna Glycophilousa tra S. Donato di Arezzo e S. Vincenzo Ferreri ora nella Pinacoteca A. Marena a Bitonto. La sua pittura pur rivolta verso tendenze tardo manieristiche napoletane introdotte in Puglia da Gaspar Hovic e dal suo allievo Andrea Bordoni, rimarrà intrappolata dalle esigenze devozionali controriformistiche di una classe di nobili di provincia e di zelanti ecclesiastici, pur cercando uno svecchiamento della stessa.

Note

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