Il Regno di RattanakosinQuesto periodo storico è noto prevalentemente come "Regno di Rattanakosin" in Thailandia. (; ), detto anche Regno del Siam,A partire dal trattato Bowring del 1855, il Paese venne chiamato "Regno del Siam" negli accordi diplomatici. Cfr. fu il quarto grande regno dei siamesi nell'odierna Thailandia ed ebbe come capitale Rattanakosin, il vecchio nome di Bangkok. Il Regno di Rattanakosin fu preceduto dai regni di Sukhothai (dal 1238 al 1438), di Ayutthaya (dal 1351 al 1767), e di Thonburi (dal 1767 al 1782).
Il sistema di governo si basava sul modello del mandala, che concedeva un livello elevato di autonomia locale sotto l'influenza del Regno e permetteva al regno di governare in modo efficace la sua area di sovranità. Al suo apice, tra il 1805 e il 1812, il regno di Rattanakosin era composto da venticinque entità politiche, che spaziavano tra ducati, principati, federazioni e regni.
Il Regno fu fondato da Rama I della dinastia Chakri. La prima metà della sua storia fu caratterizzata dal consolidamento del potere nel sud-est asiatico continentale, costellata da scontri contro le potenze rivali della Birmania e Vietnam; la seconda metà vide l'avvento delle potenze coloniali di Gran Bretagna e Francia, durante il quale il Siam rimase l'unico Stato della regione a mantenere la propria indipendenza. Il regno di Rattanakosin durò fino al 1932 quando, con la concessione della costituzione, divenne il Regno Costituzionale del Siam.
Etimologia Il termine Rattanakosin in lingua thailandese significa città del gioiello e fu il nome dato all'allora villaggio di Bangkok, quando fu trasformato nella capitale del nuovo regno. Il gioiello, palladio della monarchia siamese, è la veneratissima sacra statua del Buddha di Smeraldo, che fu trasferita nel 1785 nella cappella Wat Phra Kaew del nuovo Grande palazzo reale dal monarca Rama I, che fu così fondatore del regno e della città di Rattanakosin, nonché della dinastia Chakri che tuttora guida il paese.
Storia
Fine dei regni di Ayutthaya e Thonburi
L'ultimo periodo di splendore per il Regno di Ayutthaya fu quello legato al monarca Borommakot, che morì nel 1758. Gli succedettero, nell'ordine, i due figli Uthumphon, il cui regno durò pochi mesi, ed Ekathat, la cui inettitudine portò all'inevitabile declino. Ne approfittarono i secolari nemici birmani, il cui nuovo re Hsinbyushin inviò un imponente esercito ad assoggettare i siamesi. Dopo un lunghissimo assedio Ayutthaya capitolò l'8 aprile 1767, i birmani rasero al suolo la capitale ed il re Ekathat morì mentre cercava di fuggire. Finiva così dopo 416 anni il glorioso regno di Ayutthaya.
I birmani non poterono effettuare un'occupazione capillare del paese: il grosso delle truppe dovette tornare in patria per arginare un'invasione cinese ed in Siam seguì quindi un periodo di caos e di anarchia; il paese allo sbando si spaccò in sei zone controllate da signori della guerra. Uno di questi fu Taksin, un eroico generale scampato all'assedio di Ayutthaya, che sottomise la zona costiera ad est di Bangkok ed organizzò la riscossa siamese. Mise assieme un'armata di 5.000 uomini, alla testa dei quali marciò sulla vecchia capitale dove, il 7 novembre 1767, sbaragliò le truppe birmane rimaste a presidiarla. A soli sette mesi dalla disfatta i siamesi erano riusciti a scacciare il nemico.
Acclamato re dai suoi uomini, Taksin constatò le difficoltà di ricostruire Ayutthaya e trasferì la capitale a Thonburi, 70 km più a sud, sulla riva destra del fiume Chao Phraya di fronte all'odierna Bangkok, che a quei tempi era un piccolo villaggio. Cominciò da qui la riunificazione del paese. Un parente di re Ekathat, il principe Teppipit, si era insediato sul trono di Phimai e aveva preso il controllo della zona di Nakhon Ratchasima nel nord est. In virtù delle sue discendenze reali si rifiutò di riconoscere Taksin come nuovo re del Siam. Questi inviò un esercito che sottomise e si annetté il regno di Phimai, il principe Teppipit fu giustiziato. Dopo questa impresa Taksin si fece incoronare il 28 dicembre 1768 col titolo di re Boromaraja IV, anche se tutti continuarono a chiamarlo "Re Taksin". Era nato, sulle ceneri del regno di Ayutthaya, il nuovo regno di Thonburi.
Sulle ali dell'entusiasmo, negli anni seguenti Taksin continuò la serie di successi militari: portò a termine l'unificazione del paese, respinse tutti i tentativi birmani di riconquistare il Siam, riconquistò la maggior parte del Regno Lanna del nord, sottraendolo alla secolare occupazione birmana, sconfisse ed occupò i tre regni laosiani di Champasak, Vientiane e Luang Prabang, costrinse al vassallaggio alcuni sultanati malesi e sottomise la Cambogia.
Nel corso di queste guerre i suoi principali collaboratori furono due suoi amici d'infanzia: i generali e fratelli Thong Duang e Bunma. Per i meriti acquisiti sui campi di battaglia, Taksin conferì loro diverse onorificenze, tra cui Somdet Chao Phraya Maha Kshatriyaseuk (duca e primo ministro) per Thong Duang, e Chao Phraya Surasi (principe e governatore di Phitsanulok) per Bunma. Dopo la vittoriosa campagna di Vientiane, Thong Duang riportò in Siam la veneratissima sacra statua del Buddha di Smeraldo, che divenne il palladio della monarchia.
Nel 1781, dopo aver spedito in Cambogia un esercito agli ordini dei due fratelli, Taksin cominciò a dare i primi segni di squilibrio mentale e di fanatismo religioso, e cominciarono a sommarsi le testimonianze dei suoi episodi di demenza; con la Birmania alle porte il Siam aveva bisogno di un monarca forte e si cominciò a mettere in dubbio che lui lo fosse.
Le condizioni di miseria che avevano fatto seguito alle guerre avevano prostrato il paese, si erano moltiplicati i crimini nelle strade e la corruzione tra le file dell'amministrazione e dell'esercito. Taksin fece giustiziare diversi alti ufficiali, creando un crescente malcontento delle truppe. L'atmosfera a Thonburi era talmente tesa da sfociare nel colpo di Stato del 1782, guidato da Phraya San, che occupò Thonburi e costrinse il re a lasciare il trono e a rifugiarsi in un monastero. Il generale Somdet Chao Phraya Chakri si trovava a combattere in Cambogia, e quando venne a sapere dell'accaduto tornò subito a Thonburi alla testa di un esercito. Restaurò la pace, eseguendo arresti e punendo gli autori del colpo di Stato e, secondo le fonti locali, decise di mettere a morte il vecchio amico Taksin, che fu decapitato il 6 aprile del 1782. Lo stesso giorno si proclamò re del Siam.Nidhi Eoseewong. (1986). Thai politics in the reign of the King of Thon Buri. Bangkok: Arts & Culture Publishing House. pp. 575.
Dopo soli 14 anni aveva termine il Regno e la dinastia di Thonburi, che ebbero come unico monarca l'eroe nazionale Taksin.
Regno di Rattanakosin
Con l'acclamazione a re di Chao Phraya Chakri il 6 luglio 1782, era nato il Regno di Rattanakosin, nome che fu mantenuto fino al 1932, e la dinastia Chakri, che tuttora regna con re Vajiralongkorn, detto anche Rama X. Ancora oggi il 6 luglio è un giorno di festa nazionale chiamato giorno dei Chakri.
Rama I (Regnò dal 1782 al 1809)
Thong Duang nacque ad Ayutthaya nel 1736 e si fece proclamare re il 6 aprile 1782 col nome di Somdet Chao Phraya Chakri, molti anni dopo la sua morte avrebbe ricevuto i nomi regali di Buddha Yodfa Chulaloke e Rama I il Grande. Trasferì la capitale sulla sponda orientale del Chao Phraya, e scelse il villaggio di Bangkok che era di fronte a Thonburi. Tra i vari motivi che determinarono questa scelta ci fu l'esigenza di proteggersi dai birmani che venivano da ovest: gli eventuali assalti avrebbero trovato difficoltà ad attraversare l'ampio fiume. Inoltre Rama I voleva ricostruire un Siam nuovo dalle fondamenta, proiettato verso una nuova era. Il re diede alla nuova città il nome di Rattanakosin (che significa "la città del gioiello", dove per gioiello si intende il Buddha di Smeraldo), nonché un lunghissimo nome cerimoniale, in seguito leggermente modificato dal re Rama IV, la cui abbreviazione è il nome thailandese ufficiale odierno della città: Khrung Thep Maha Nakhon (la grande città degli angeli). In Thailandia ed in Laos è conosciuta più semplicemente con il nome di Khrung Thep (La città degli angeli). In occidente si è continuato a chiamarla Bangkok.
I lavori di costruzione della nuova capitale furono imponenti, il Grande Palazzo Reale e l'adiacente cappella reale Wat Phra Kaew che ospitava il Buddha di Smeraldo, furono inaugurati nel 1785 il giorno dell'incoronazione di Rama I. Nelle vicinanze fu costruito il Palazzo Davanti, residenza dell'erede al trono, che fu assegnata dal re al fratello Bunma, nominato anche Somdet Phra Bawornrajchao Maha Sura Singhanat, titolo equivalente a quello di duca.
La città confinava ad ovest ed a sud con un'ansa del fiume Chao Phraya, a nord ed a est fu scavato un canale che si congiungeva alle due estremità con il fiume stesso, formando così un'isola difficilmente attaccabile, tuttora conosciuta come isola di Rattanakosin e centro storico di Bangkok.
Durante il suo regno furono numerose le guerre con la Birmania, la più grande delle quali fu la prima, conosciuta in Thailandia come la guerra dei nove eserciti, tante furono le armate con cui il nuovo re birmano Bodawpaya attaccò nel 1785. Tutte le armate furono sconfitte ed il Siam rafforzò i suoi confini meridionali e settentrionali. Bodawpaya non si diede per vinto e continuò anche negli anni successivi a tentare di sottomettere il Siam. In totale le guerre siamesi-birmane furono sei durante il regno di Rama I. Due di queste furono tentativi siamesi falliti di annettersi province meridionali birmane. Con queste campagne Rama I riuscì ad ottenere il controllo a nord di tutte le 57 province del regno vassallo Lanna, molte delle quali erano state per secoli sotto la dominazione birmana, alcune di queste province erano territori shan. I sultanati settentrionali malesi di Kedah, Perlis, Kelantan e Trengganu, impressionati dalle vittorie siamesi, si sottomisero e i loro territori divennero stati vassalli.
In Vietnam del sud una rivolta guidata dai fratelli Tây Sơn aveva spodestato la famiglia regnante Nguyễn. Un sopravvissuto, Nguyễn Ánh, chiese l'intervento siamese e Rama I inviò un'armata che conquistò alcune province vietnamite ai confini con la Cambogia, ma fu sgominata nel suo tentativo di arrivare alla capitale Saigon. I siamesi dovettero ritirarsi ma conservarono il controllo delle province occupate. In seguito Nguyễn Ánh sarebbe riuscito nel suo intento con l'aiuto dei francesi, ed oltre che riconquistare i suoi territori avrebbe unificato l'intero Vietnam divenendone imperatore col nome di Gia Long nel 1802. La Cambogia, che Rama I aveva conquistato come generale di Taksin, rimase vassallo del Siam fino al 1807, quando il nuovo re Ang Chan II decise di sottomettersi al vietnamita Gia Long, e l'ormai vecchio Rama I non ebbe il tempo di riconquistarla.
Nei suoi ventisette anni di regno Rama I si dimostrò un eccellente governatore riorganizzando l'assetto amministrativo e territoriale del paese. Ricostruì le varie città, ristrutturò le fortezze e promosse l'economia con saggi provvedimenti e favorendo, al pari del suo predecessore Taksin, l'immigrazione cinese. Riformò le leggi dello Stato ed il canone buddhista. Promosse molte iniziative anche in campo artistico e letterario.
Nel 1803 il fratello Bunma morì e fu nominato erede al trono il figlio di Rama I Chim, detto principe Isarasundhorn, che succedette al padre alla sua morte il 7 settembre 1809.
Rama II (Regnò dal 1809 al 1824)