Salvador è una città del Brasile, capitale dello Stato di Bahia, parte della mesoregione Metropolitana de Salvador e della microregione di Salvador.
Fondata dai portoghesi come São Salvador da Bahia de Todos os Santos, è oggi ufficialmente chiamata soltanto Salvador. Viene chiamata dai suoi abitanti anche solamente Bahia, dicitura, quest'ultima, che è stata poi utilizzata per dare il nome all'intero Stato di cui Salvador è la capitale. Spesso, fuori dal Brasile, viene chiamata anche Salvador da Bahia. Salvador è la quinta città più popolosa del Brasile, dopo San Paolo, Rio de Janeiro, Brasilia e Fortaleza, ed è la seconda (dopo Fortaleza) tra quelle della regione del Nordeste.
Geografia fisica
Territorio Salvador si trova sulle coste dell'oceano Atlantico e le sue coste si alternano da sabbiose a rocciose. La terraferma è prevalentemente pianeggiante perciò è una zona molto edificabile. Ma non bisogna illudersi perché lo Stato Baiano è percorso dal terribile sertão, un immenso deserto secco tipicamente brasiliano.
Nel sertão l'eccezione la fa il Parque Nacional da Chapada Diamantina, un'oasi di boschi e montagne con percorsi d'acqua e cascate emozionanti. I residenti di Salvador vengono chiamati soteropolitani, dalla versione greca del nome Salvador (Salvatore), vale a dire Soteropolis, traducibile letteralmente come "città del Salvatore".
Clima Il clima a Salvador è tropicale, caratterizzato dalle frequenti ma brevi precipitazioni; il caldo è costante. Il record di temperatura è di 37 gradi, il minimo raggiunto di 15 gradi.
In inverno le temperature si abbassano mediamente di un paio di gradi rispetto all'estate.
Parametri climatici medi di Salvador de Bahía Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura massima media (°C) 30 30 30 30 29 28 27 27 28 28 29 30 29 Temperatura media (°C) 27 27 27 27 26 25 25 25 25 26 26 27 26 Temperatura minima media (°C) 23 24 24 23 23 22 21 21 22 22 23 23 23 Giorni di pioggia 11 13 15 20 21 21 21 19 17 14 14 13 199Fonte:
Storia I primi contatti con gli europei
L'area dell'attuale Salvador era abitata dai Tapuio, che vennero cacciati, intorno al X-XI secolo, dai Tupi. All'arrivo dei primi europei, agli inizi del XVI secolo, il principale gruppo Tupi nella regione di Salvador era costituito da Tupinamba.
La spedizione della Seconda Armata d'India al comando di Pedro Álvares Cabral sbarcò probabilmente a sud della Baia di Ognissanti. Circa un anno dopo, una seconda spedizione portoghese guidata da Gonçalo Coelho, che vedeva anche la partecipazione di Amerigo Vespucci, approdò il 1º novembre 1501 sul sito dell'attuale Salvador. In quell'occasione l'insenatura dove gettarono l'ancora venne chiamata con il suo nome attuale di "Baia di Ognissanti", dal nome della chiesa fiorentina della sua famiglia (San Salvatore in Ognissanti) e della festività di Tutti i Santi, celebrata nel giorno della scoperta.
Tuttavia la prima presenza europea a carattere stabile risale al 1509 o 1510, con il naufragio di una nave francese, tra i cui membri dell'equipaggio figurava anche Diogo Álvares (in seguito noto con il nome di Caramuru). Questo personaggio avrebbe avuto un ruolo di grande rilievo nella fase iniziale della colonizzazione di Bahia, fungendo da intermediario tra le popolazioni locali Tupinamba e le spedizioni europee nella regione. Nel 1534 venne edificata la cappella di Nossa Senhora da Graça, su iniziativa di Diogo Álvares e della sua consorte, Catarina Paraguaçu. Sul sito di questa primitiva struttura, oggi scomparsa, venne edificato il complesso dellIgreja e Abadia de Nossa Senhora da Graça, nell'odierno quartiere Graça di Salvador.
Nel 1535 giunse nella regione di Bahia il primo capitano donatario portoghese, Francisco Pereira Coutinho, il quale era stato investito della Capitaneria della Baía de Todos os Santos da re Giovanni III del Portogallo. Coutinho fondò l'insediamento di Arraial do Pereira il 20 novembre 1536, nei pressi dell'odierna Ladeira da Barra. Questo villaggio, dodici anni dopo, all'epoca della fondazione ufficiale della città di Salvador, assunse il nome di Vila Velha.
Le popolazioni indigene che abitavano nella regione mal sopportavano Pereira Coutinho a causa della sua prepotenza e dei suoi atti di violenza. Una rivolta organizzata dalle popolazioni indigene costrinse Coutinho a rifugiarsi a Porto Seguro con Diogo Álvares. Nel viaggio di ritorno verso Salvador, incontrarono una forte tempesta che li fece naufragare sull'isola di Itaparica. I Tupinamba catturarono i membri dell'equipaggio e Francisco Pereira Coutinho fu ucciso e divorato in un banchetto antropofagico, mentre Diogo Álvares venne liberato.
Fondazione e periodo coloniale
Il 29 marzo del 1549 approdò, nei pressi della Ponta do Padrão, nell'attuale quartiere della Barra, una spedizione portoghese guidata da Tomé de Sousa. Il gruppo aveva l'ordine di fondare un insediamento fortificato nell'area, che avrebbe dovuto avere il nome di São Salvador. L'insediamento avrebbe dovuto inoltre assumere le funzioni di capitale della Colonia del Brasile, con Tomé de Sousa quale primo governatore. La spedizione comprendeva circa trecentoventi individui stipendiati con mansioni amministrative, tra questi il primo medico del Brasile, Jorge Valadares e il primo farmacista, Diogo de Castro; circa seicento soldati; un gruppo composito comprendente individui di varia estrazione sociale (da fidalgos a degredados); diversi gesuiti, tra cui spiccano le figure di Manuel da Nóbrega, João de Azpilcueta Navarro e Leonardo Nunes. La spedizione comprendeva un numero molto esiguo di donne, e la scarsità di donne europee sarebbe stata un aspetto comune nel Brasile coloniale.
L'ammiraglio olandese Piet Hein conquistò e saccheggiò la città nel 1624. Salvador rimase sotto il controllo della Repubblica delle Sette Province Unite fino alla sua riconquista nel maggio del 1625 da parte di una flotta ispano-portoghese. Salvador rimase nelle mani dell'Impero spagnolo (che controllava anche i possedimenti portoghesi in virtù dell'Unione Iberica) nonostante due successivi tentativi della Repubblica, insediata nel Nordest del Brasile (Brasile olandese), di riprenderne il controllo. Entrambe le spedizioni, guidate da Giovanni Maurizio di Nassau-Siegen, terminarono con la sconfitta olandese (prima e seconda battaglia di Salvador de Bahia).
Salvador fu la prima capitale brasiliana e uno dei suoi principali porti. La città rimase dal XVI sino al XIX secolo uno dei centri principali della tratta degli schiavi nelle Americhe, e si stima che vi furono sbarcati africani, destinati a varie attività economiche nella colonia del Brasile. Nonostante il divieto di importare schiavi in Brasile approvato nel 1850 (Lei Eusébio de Queirós), tale tratta continuò in maniera clandestina sino alla definitiva abolizione della schiavitù nel 1888 con la Lei Áurea. La popolazione di origine africana a Bahia e a Salvador, sia in condizione di schiavitù che libera, fu molto significativa, esercitando un'influenza notevole sulla società e sulla cultura locale. Il francese Guy Le Gentil de La Barbinais, che visitò Bahia nel 1717, stimò un numero di circa africani sbarcati annualmente a Salvador, a fronte di una popolazione locale in condizione di schiavitù di circa persone. Di contro, il viceré Vasco Fernandes César de Meneses, nella sua corrispondenza con il re del Portogallo, stimò il numero di schiavi arrivati a Salvador nel quadriennio 1720-1724 intorno a individui (tale conteggio tuttavia includeva solamente schiavi provenienti dalla Costa da Mina nel Golfo di Guinea). La popolazione totale di Salvador si aggirava intorno alle unità nel 1706, raggiungendo le unità nel 1757.
Salvador rimase capitale fino al 1763, quando venne sostituita da Rio de Janeiro. Nel 1798 la città fu il teatro della cosiddetta Revolta dos Alfaiates o Conjuração Baiana, una sollevazione popolare a carattere republicano, independentista e antischiavista. La rivolta venne repressa dalle autorità e si concluse con decine di arresti e con l'esecuzione di quattro esponenti di spicco.
Un evento chiave nella storia del Brasile fu il trasferimento della corte portoghese nella colonia in seguito all'invasione francese del Portogallo. La flotta, che comprendeva imbarcazioni portoghesi scortate da navi britanniche, giunse a Salvador il 22 gennaio del 1808. Lo sbarco della famiglia reale si ebbe il 24 gennaio. Il 28 gennaio venne promulgato da parte del principe reggente Giovanni il Decreto de Abertura dos Portos às Nações Amigas, che prevedeva il libero accesso a scopi commerciali delle navi di nazioni amiche ai porti brasiliani, ponendo fine al cosiddetto Pacto Colonial fino ad allora in vigore. L'approvazione di tale misura ebbe importanti conseguenze economiche per il Brasile. I benefici per Salvador derivanti dalla presenza della corte non furono tuttavia solo in ambito economico. Grazie alle richieste del medico José Correia Picanço, il 18 febbraio 1808 il principe Giovanni approvò l'istituzione della prima facoltà di medicina del Brasile, lEscola de Cirurgia da Bahia, antesignana dell'odierna Faculdade de Medicina da Bahia da Universidade Federal da Bahia.
Nel 1810 Marcos de Noronha e Brito venne nominato governatore di Bahia, mantenendo tale incarico sino al 1818. Sotto il suo governo la città di Salvador vide l'apertura di scuole, l'istituzione della prima biblioteca pubblica, la creazione del primo periodico (lIdade d'Ouro do Brazil, attivo dal 1811 al 1823), la conclusione della costruzione del Teatro São João.
Salvador rimase sotto il controllo portoghese fino al 1823. La battaglia di Pirajá (8 novembre 1822), combattuta nella località di Cabrito-Campinas-Pirajá a nord-est della città, vide le forze indipendentiste del generale Pierre Labatut, coadiuvato da José de Barros Falcão de Lacerda, respingere i tentativi portoghesi, sotto il comando di Inácio Luís Madeira de Melo, di rompere il blocco via terra. Nell'aprile del 1823 giunse a supporto delle forze indipendentiste una forza navale comandata da Thomas Cochrane. Un tentativo della marina portoghese, sotto il comando di João Félix Pereira de Campos, di rompere il blocco navale (battaglia del 4 maggio) non ottenne risultati significativi. Le forze portoghesi abbandonarono la città di Salvador tra l'1 e il 2 luglio 1823. Il 2 luglio fecero ingresso in città le forze indipendentiste. L'indipendenza del Brasile sarebbe stata riconosciuta nel 1825. Il 2 luglio è nello Stato di Bahia un giorno festivo (Dia da Independência da Bahia o Dois de Julho) e gli eventi storici che portarono all'indipendenza vengono celebrati a Salvador con il Desfile do Dois de Julho, corteo che si snoda nelle vie cittadine partendo da Largo da Lapinha fino a raggiungere Campo Grande o Praça Dois de Julho.
Periodo imperiale Nel gennaio del 1835 Salvador fu teatro della cosiddetta rivolta dei Malê, schiavi africani di religione musulmana. La rivolta venne soffocata tra il 24 ed il 25 gennaio. Tra i partecipanti o sospetti partecipanti della rivolta, quattro vennero fucilati, altri vennero esiliati o subirono brutali flagellazioni. La sollevazione, pur fallimentare, contribuì all'indebolimento della schiavitù in Brasile, che tuttavia sarebbe stata abolita solo nel 1888 con la Lei Áurea.
Salvador nel XX secolo