Deir el-Zor (, talvolta chiamata Deir ez-Zor, Dayr az-Zawr, Deir al-Zur) è la città più grande della Siria orientale e la settima più grande del paese. Situata sulle rive dell'Eufrate, a 450 km a nord-est della capitale Damasco, Deir ez-Zor è capoluogo del governatorato omonimo.
Etimologia Ad-Deir è un'abbreviazione comune per Deir ez-Zor. Nella lingua siriaca della popolazione cristiana assira, Zeʿūrta (ܙܥܘܪܬܐ) significa "piccolo"; quindi, Dīrā Zeʿūrta significa "piccola abitazione".R. Payne Smith, Thesaurus Syriacus, s.v. ܕܝܪܐ; ܙܥܘܪܬܐ Il nome attuale, che è stato esteso alla regione circostante, indica un antico sito per uno dei monasteri siriaci appartati paleocristiani fondati durante la persecuzione dei cristiani nell'Impero Romano e nell'età apostolica in tutta la Mesopotamia.Moffett, S. H. (1992): A History of Christianity in Asia: Beginnings to 1500. Harper, San Francisco. Anche se si ritiene che Deir (ܕܝܪܐ), che in arabo (preso in prestito dal siriaco) significa "monastero", sia stato mantenuto durante le varie rinominazioni medievali e moderne, Zor, che indica la boscaglia sulla riva del fiume, è apparso solo in alcuni documenti tardo ottomani del Deir ez-Zor Vilayet.Shaw, S. J. (1978): The Ottoman Census System and Population, 1831–1914. International Journal of Middle East Studies, 9: 325–338.
Storia Nel 1860 il governo turco decise l'insediamento di una postazione militare nel territorio allora praticamente disabitato, in modo da controllare le vie commerciali che qui si incrociavano e che collegavano la Siria occidentale con Baghdad e con la Turchia orientale.
Divenne in breve tempo un punto di incontro tra beduini e mercanti, diventando nel XX secolo una vera città, grazie allo sviluppo agricolo del governatorato e alla scoperta del petrolio nel bacino del Khabur.
Nel 1915 la città divenne una destinazione finale durante la deportazione a carattere genocida degli Armeni dall'Impero ottomano. Nello specifico, fu sede di famigerati campi di detenzione dove gran parte dei sopravvissuti alla deportazione trovò la morte. Un monumento è stato costruito per ricordare tale tragedia. Dopo la conquista della città da parte dell'ISIS, il memoriale è stato fatto saltare in aria, il 21 settembre 2014.
Alla fine della prima guerra mondiale, nel 1921, Deir el-Zor fu occupata dai francesi, che vi posero una poderosa guarnigione.
Durante la seconda guerra mondiale si svolse la battaglia di Deir el-Zor, durante la campagna di Siria. Durante la guerra venne costruito dai britannici l'odierno Aeroporto Internazionale di Deir el-Zor.
Durante la guerra civile siriana, alla fine del 2013, Deir el-Zor è stata assediata dai jihadisti islamici, e a conquistare il restante della provincia omonima. Successivamente, l'intrusione dell'ISIS ha portato però ad un conflitto tra le file islamiste, nel quale lo Stato Islamico uscì vincitore; a luglio 2014 il risultato di tale battaglia fu il totale assedio delle forze lealiste, che si trovarono completamente isolate e circondate assieme al resto della popolazione in area governativa (si stima un numero attorno alle 100.000 unità). I rifornimenti di cibo, acqua e beni di prima necessità venivano effettuati grazie a ponti aerei coordinati dal governo di Damasco.
Il 17 gennaio 2016 i militanti dell'ISIS compiono una strage uccidendo almeno 300 civili, in maggioranza donne, bambini e anziani. 150 di essi sono decapitati. Altri 400 rapiti.
Il 5 settembre 2017, dopo 3 anni, 1 mese e 22 giorni, l'esercito regolare siriano riesce a far breccia nella parte ovest della città, rompendo il lungo assedio e ricongiungendosi con la 137ª Brigata.
Il 3 novembre la città viene definitivamente riconquistata dall'esercito siriano, sancendo di fatto la fine della lunghissima battaglia contro l'ISIS.
Note
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Categoria:Centri abitati del governatorato di Deir el-Zor