Biografia Nato a Turi, nel cuore della Bassa Murgia, da Matteo Pugliese (1870-1954) e Francesca Lepore (1870-1960).
Frequentò la scuola fino alla quinta elementare. Spinto dalla passione per il calcio, rifiutò di lavorare stabilmente nell’azienda di famiglia e svolse per alcuni anni l’attività di apprendista ebanista, giocando a calcio solo nel tempo libero. Esordì con il Turi e a 19 anni si arruolò volontario nell’Aeronautica. Durante una licenza sostenne un provino con il Bari, allora in Serie B.
Nel corso della sua carriera da allenatore rifiutò incarichi prestigiosi come quelli del Panathinaikos e della nazionale canadese.
Carriera Calciatore La sua carriera da calciatore, al contrario di quella da allenatore, non fu straordinaria; cambiò ruolo da centravanti a terzino giocando dapprima in Puglia nelle serie minori, poi in diverse altre squadre tra cui il Frosinone (allora denominato Bellator Frusino), l',Le liste di trasferimento offrono una tangibile dimostrazione della crescita del movimento calcistico italiano, Il Littoriale, 8-9 agosto 1936, pp.6-7-8 il Potenza e il , ed infine in Sicilia, a Siracusa e Messina. Con gli aretusei disputa varie stagioni a cavallo della guerra mondiale, contribuendo alla vittoria del girone di Serie C nel 1940-1941. e alla qualificazione alla finale del campionato siciliano 1944-1945..
Allenatore
Esordi in Sicilia, Benevento e Siena Proprio in Sicilia iniziò la sua carriera da allenatore, prima con la Leonzio nel 1939, dove la retribuzione era costituita da alcune ceste di arance, poi con il Siracusa e il con cui ottenne una promozione in Serie B nel 1949-1950, a Barcellona Pozzo di Gotto con l' (1947-1949), quindi con il Benevento (Serie C 1951-1952), a Caltanissetta con la U.S. Nissena 1929 (IV serie 1952-1955); nel 1955-56 guidò la Reggina in IV Serie centrando la promozione in Serie C. Nel 1958-59 sfiorò la promozione in Serie B con il , perdendo lo spareggio contro l'Ozo Mantova. Ritornò poi a Siracusa, con cui ottenne un quinto posto in Serie C..
Foggia Le due esperienze più importanti della sua carriera tuttavia arrivarono qualche anno più tardi, prima con il Foggia e poi con la . Con i pugliesi ottenne una promozione in Serie B nel campionato di Serie C 1961-1962 e due anni dopo, al termine della stagione 1963-1964, raggiunse la Serie A.
Nel 1964 vinse il Seminatore d'oro, premio riservato all'allenatore che si è più distinto nel corso della stagione agonistica, grazie ai suoi meriti sportivi alla guida del Foggia neopromosso in Serie A.
Fu soprannominato il Mago di Turi, appellativo che gli venne assegnato nella stagione 1964-65, quando alla guida della matricola Foggia riuscì nell'impresa di battere la Grande Inter di Helenio Herrera. Essendo l'Inter un'avversaria troppo forte per essere sfidata a viso aperto, ordinò ai suoi di aspettare e studiare gli avversari senza esporsi, disponendo strettissime marcature a uomo sugli attaccanti neroazzurri; così il Foggia si aggiudicò la gara con il punteggio di 3-2 e da allora in poi Pugliese divenne un personaggio.
I rossoneri terminarono la loro prima stagione in massima serie con un sorprendente nono posto in classifica, a pari merito con la Roma.
Roma Nei tre anni successivi fu chiamato proprio alla guida della Roma, dove divenne l'idolo del pubblico ma non ottenne i risultati sperati; nel 1965-1966 restò in vetta alla classifica per circa due mesi, ma poi terminò il campionato all'ottavo posto; si tolse tuttavia la soddisfazione di battere nuovamente l'Inter del mago Herrera, questa volta per 2-0 all'Olimpico. Non andò meglio nei due anni successivi (1967 e 1968), terminati entrambi al decimo posto; fece in tempo comunque a lanciare la giovane promessa Fabio Capello.
Gli ultimi sette anni Negli anni seguenti cominciò la parabola discendente. Prima il in due riprese, poi il Bari neopromosso in Serie A nel 1969-1970 con cui esordì battendo la Roma (nel frattempo passata sotto la guida di Helenio Herrera, che pertanto fu ancora una volta sconfitto dal Mago di Turi), ma fu poi sostituito il 10 marzo 1970 con la squadra al penultimo posto, che a fine stagione retrocesse; poi ancora Fiorentina, Lucchese, e Termoli. Concluse la carriera a Crotone nella stagione 1977-78, panchina dove venti anni prima si era già seduto il cognato Egizio Rubino.
Morte Morì a Turi l’11 marzo 1990, dopo aver trascorso gli ultimi anni sulla sedia a rotelle a seguito di un ictus che lo aveva colpito nel 1983.
È sepolto nella cappella di famiglia del cimitero cittadino.
Statistiche Presenze e reti nei club StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliTotaleCompPresRetiCompPresRetiPresReti 1938-1939 C 21 0 CI 0 0 21 0 1939-1940 C 25 0 CI 6 0 31 0 1940-1941 C 21+6 0 CI 2 0 29 0 1941-1942 C 24 0 - - - 24 0 1942-1943 C 11 0 - - - 11 0 1944-1945 CS ? ? - - - ? ?Totale Siracusa 102+ +6 0+ 8 0 116+ 0+Totale carriera 102+ +6 0+ 8 0 116+ 0+
Palmarès Giocatore Competizioni nazionali
Siracusa: 1940-1941
Allenatore Competizioni nazionali
Foggia: 1963-1964
Messina: 1949-1950 Foggia: 1961-1962
Reggina: 1955-1956
Individuale Seminatore d'oro: 1 1963-1964
Onorificenze
Riconoscimenti Ricevette dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat il titolo di Commendatore della Repubblica per meriti sportivi, titolo di cui andò sempre molto fiero.
Dal 2008 il Comune di Turi ha istituito in suo onore il Premio Nazionale per lo Sport "Oronzo Pugliese". Le prime tre edizioni furono assegnate a Cesare Prandelli (2008), Carlo Ancelotti (2009), Fabio Capello (2011) e Lino Banfi (2026).
Sempre a Turi gli è stato intitolato lo Stadio Comunale.
Nella cultura di massa Lino Banfi si è ispirato a lui, su suggerimento del famoso allenatore svedese Nils Liedholm, per il personaggio di Oronzo Canà nel cult-movie L'allenatore nel pallone e nel seguito L'allenatore nel pallone 2.
Giovanni Cataleta gli ha dedicato un libro, Quando nel calcio esistevano i maghi.
Note
Bibliografia
Domenico Carella, Foggia - Inter 3-2. 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese. Il Castello Edizioni - Foggia 2014
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