La lingua georgiana (nome nativo ქართული ენა, kartuli ena) è la lingua più parlata della famiglia caucasica meridionale, di cui rappresenta la lingua franca, nonché l'unica lingua con una propria tradizione letteraria. È la lingua ufficiale della Georgia, dove conta all'incirca 3,8 milioni di parlanti nativi (l'88% della popolazione). Altre 3,5 milioni di persone la parlano all'estero (soprattutto in Turchia, Russia e Stati Uniti con piccole comunità in Grecia, Iran ed Azerbaigian).
Si tratta di una lingua agglutinante (nella quale cioè gli elementi si combinano a formare le parole in sequenza lineare), come risulta evidente soprattutto nei verbi. Possiede una flessione nominale articolata in sette casi.
Il sistema fonetico presenta suoni particolari, detti glottalizzati. Le parole georgiane possono avere serie consecutive molto lunghe di consonanti: fino a otto (ad esempio in , gvprtskvni, "ci sbucci").
Per la scrittura sono stati utilizzati nel tempo tre diversi alfabeti. L'attuale alfabeto georgiano comprende 33 lettere (ridotte dalle originarie 38 nel XIX secolo). Le prime iscrizioni in lingua georgiana risalgono al I secolo-III secolo, sebbene le fonti storiche asseriscano che la scrittura fu introdotta nel III secolo a.C. I primi manoscritti datano al V, e il primo libro a stampa al XVII secolo.
La lingua ha la reputazione di essere difficile da apprendere, soprattutto a causa della complessità del sistema verbale. Non esiste alcuna distinzione di genere tra maschile e femminile.
Numerose parole sono prestiti dalle lingue parlate nelle zone vicine, come l'arabo, il persiano e il turco. A eccezione di alcuni termini di origine greca, i prestiti dalle maggiori lingue europee, di origine piuttosto recente, sono avvenuti attraverso la mediazione del russo.
La lingua georgiana comprende circa 17 dialetti, suddivisi in un gruppo orientale e in uno occidentale, alcuni dei quali sono stati fortemente influenzati dal linguaggio dominante della regione in cui risultano parlati. In generale sono più conservativi i dialetti delle regioni montuose. La lingua letteraria si basa sul dialetto cartiliano (pianure orientali).
Il georgiano possiede una vasta letteratura e una prospera poesia popolare, oltre a essere utilizzato per la tradizione di canto polifonico.
Classificazione Il georgiano è la più diffusa delle lingue caucasiche meridionali, una famiglia che comprende anche lo svan, il mengrelio (parlato principalmente nella Georgia nord-occidentale) e il laz (parlato principalmente lungo la costa turca del Mar Nero, da Melyat, Rize fino alla frontiera georgiana).
Il gruppo sembra non avere parentele con altre famiglie linguistiche, o almeno nessuna di quelle proposte sembra essere stata dimostrata in modo convincente. È tuttavia possibile un precoce contatto con le lingue indoeuropee.
Dialetti
La variante standard del georgiano è costituita dal dialetto di prestigio della Cartalia, la regione storica in cui è situata la capitale Tbilisi..
Con la lingua standard coesistono quasi una ventina di altri dialetti. La maggior parte dei dialetti è parlata all'interno del territorio nazionale e prende nome dalle province storiche: dialetti nord-occidentali: imerezio, lechkumiano, rach'ano; dialetti sud-occidentali: agiaro, guriano; dialetti centrali: javakhiano, meskhiano; dialetti nord-orientali: khevsuriano, mokheviano, mtiuletiano-gudamaq'riano, pshaviano, tuscezio; dialetti orientali: cachezio, tianetiano..
Altri quattro dialetti sono parlati da minoranze etniche georgiane al di fuori dei confini nazionali: fereydaniano (in Iran, nella regione storica di Fereydan, in particolare nella città di Fereydunshahr); imerkheviano (in Turchia, nella valle di Imerkhevi, nel nord della provincia di Artvin); ingiloano (in Azerbaigian, nel distretto di Zaqatala); kizlar-mozdokiano (nel Caucaso del nord, in particolare nelle zone di Kizljar e Mozdok)..
Fonologia Consonanti Il georgiano standard dispone di 28 consonanti, di cui 6 eiettive. I fonemi sono in rapporto uno a uno con le lettere dell'alfabeto, come illustra la tabella che segue (i simboli a sinistra sono quelli dell'AFI)...
Labiale Labiodentale Dentale Alveolare Postalveolare Velare Uvulare Glottale Occlusiva sorda aspirata // ფ // თ // ქ sonora // ბ // დ // გ eiettiva // პ // ტ // კ // ყ Affricata sorda aspirata // ც // ჩ sonora // ძ // ჯ eiettiva // წ // ჭ Fricativa sorda // ს // შ // ხ // ჰ sonora // ვ // ზ // ჟ // ღ Nasale // მ // ნ Vibrante // რ Laterale // ლ
Il sistema delle occlusive si basa su una triplice opposizione fra sorda aspirata, sonora ed eiettiva, dalla quale è esclusa solo l'eiettiva uvulare //.Il georgiano antico aveva anche l'uvulare aspirata //, indicata dalla lettera ⟨ჴ⟩. Nella pronuncia standard tale fonema è stato assimilato completamente a // a partire dal XIV secolo (). La natura fonemica di tale opposizione è attestata, ad esempio, nelle coppie minime ფური [pʰuɾi] "mucca" vs. პური [pʼuɾi] "pane" e ქუდი [kʰudi] "cappello" vs. კუდი [kʼudi] "coda". La stessa opposizione delle occlusive è presente anche nelle affricate... Non c'è però accordo universale sulla presenza di aspirazione nei fonemi // e //.Ad esempio, l'aspirazione non viene riportata in . // ha gli allofoni [], [] o persino [], in variazione libera.. Ci sono opinioni contrastanti sull'esatto luogo di articolazione di // e //. Robins e Waterson li classificano come puramente velari,, citati in . Aronson invece come postvelari.. Hewitt argomenta che, a seconda del contesto, hanno un campo di estensione che va dal velare all'uvulare.. // ha alcuni allofoni in distribuzione complementare: [], quando sta tra due consonanti (ad es. ძვლიანი [d͡zwliani] "ossuto") o tra consonante e vocale (ad es. კვერი [kʼwɛɾi] "panino"). [] o [], quando è seguito da una consonante sorda (ad es. ვფიქრობ [fpʰikʰɾɔb]/[ɸpʰikʰɾɔb] "penso"); si tratta cioè di una desonorizzazione per effetto di un'assimilazione regressiva. [], quando è a inizio di parola seguito da una vocale (ad es. ვიღაც [βiɣat͡sʰ] "qualcuno") o a fine di parola preceduto da una vocale (ad es. მუდმივ [mudmiβ] "sempre"). La realizzazione più frequente del fonema // sembra essere quella monovibrante,.. mentre quella polivibrante [] è allofonica. Hewitt, tuttavia, riporta solo la variante polivibrante.. // viene spesso velarizzato in [] davanti alle vocali posteriori (ad es. მადლობა [madɫɔba] "grazie")..
Vocali I fonemi vocalici sono 5, anch'essi in corrispondenza biunivoca con i simboli dell'alfabeto..
Anteriore Posteriore Chiusa // ი // უ Media // ე // ო Aperta // ა
Secondo Shosted e Chikovani, la realizzazione di // è tipicamente []..
Il georgiano non ha vocali lunghe (eccetto che per effetto dell'intonazione nelle domande chiuse; si veda oltre #Intonazione) e non ha dittonghi. Se due vocali appaiono in sequenza appartengono a sillabe diverse: una parola ha tante sillabe quante sono le sue vocali..
Fonotassi Gruppi consonantici La caratteristica fonotattica più rilevante del georgiano è la sua grande tolleranza per i gruppi consonantici, specialmente a inizio e a fine parola.
I gruppi iniziali possono spaziare da 2 a 6 consonanti contigue (ignorando le sequenze prodotte dall'aggiunta di morfemi prefissali, potenzialmente ancora più lunghe); le combinazioni ammesse sono 740. Ai gruppi vanno aggiunte anche le 28 consonanti semplici, che possono trovarsi tutte a inizio parola, per un totale di 768 possibili attacchi sillabici consonantici a inizio di parola., citato in . Esempi con due consonanti iniziali: /t͡sʼqʼali/ "acqua", სწორი /st͡sʼɔɾi/ "corretto", რძე /ɾd͡zɛ/ "latte", თმა /tʰma/ "capelli", მთა /mtʰa/ "montagna", ცხენი /t͡sʰxɛni/ "cavallo". Esempi con tre consonanti iniziali: თქვენ /tʰkʰvɛn/ "voi", მწვანე /mt͡sʼvanɛ/ "verde", ცხვირი /t͡sʰxviɾi/ "naso", ტკბილი /tʼkʼbili/ "dolce", მტკივილი /mtʼkʼivili/ "dolore", ჩრდილოეთი /t͡ʃʰɾdilɔɛtʰi/ "nord". Esempi con quattro consonanti iniziali: ფრთხილი /pʰɾtʰxili/ "attento", მწკრივი /mt͡sʼkʼɾivi/ "fila", ღრღნის /ɣɾɣnis/ "mastica", სხლტება /sxltʼɛba/ "rimbalza", მღვრიე /mɣvɾiɛ/ "torbido", ჭყვლეპს /t͡ʃʼqʼvlɛpʼs/ "impasta". Esempi con cinque consonanti iniziali: წვრთნის /t͡sʼvɾtʰnis/ "allena", ბრჭყვიალი /bɾt͡ʃʼqʼviali/ "luccichio", ბდღვრიალი /bdɣvɾiali/ "splendore". Esempi con sei consonanti iniziali: ფრცქვნის /pɾt͡sʰkʰvnis/ "sbuccia", ბრდღვნის /bɾdɣvnis/ "strappa".
Se si considerano anche i gruppi prodotti dalla presenza di morfemi prefissali, si può arrivare a sequenze iniziali ancora più lunghe. Ad esempio, l'aggiunta del marcatore dell'oggetto diretto della I plurale gv- agli ultimi due verbi illustrati in precedenza produce le forme გვფრცქვნის /gvpɾt͡sʰkʰvnis/ "ci sbuccia" e გვბრდღვნის /gvbɾdɣvnis/ "ci strappa", con otto consonanti iniziali.
I gruppi finali che non contengono morfemi suffissali vanno invece dalle 2 alle 4 consonanti, per un totale di 244 combinazioni.
La realizzazione fonetica di alcuni gruppi consonantici prevede che ci sia una sola emissione di fiato alla fine di tutta la sequenza. Tali gruppi sono noti come "complessi armonici" (ing. harmonic complexes o harmonic clusters).. Ad esempio, il complesso iniziale di ბგერა /bgɛɾa/ "suono" è armonico, mentre quello di თბილისი /tʰbilisi/ "Tbilisi" non lo è e prevede due emissioni distinte..
I gruppi di due consonanti identiche sono generalmente realizzati come una consonante geminata (ad es. დამმალა [damːaɫa] "mi nascose"). Tuttavia, in alcuni contesti grammaticali che prevedono l'accostamento di due //, la doppia che ne dovrebbe derivare non viene pronunciata come tale; tale anomalia è registrata anche nella scrittura (ad es. წავალ [t͡sʼavaɫ] "andrò" < *წავვალ ts'a-v-val)..
Il suono // cade quando costituisce l'ultima consonante di una radice verbale ed è seguito: da // (ad es. გამოაცხვე /gamɔat͡sxvɛ/ gamo-a-tskhv-e "cucinasti (al forno)" → აცხობ /at͡sxɔb/ a-tskhØ-ob "cucini (al forno)"); da // (ad es. ანგრევს /angɾɛvs/ a-ngrev-s "demolisce" → დანგრეული /dangɾɛuli/ da-ngreØ-ul-i "demolito"); da // (ad es. სვამს /svams/ sv-am-s "beve" → სმა /sma/ sØ-m-a "il bere")..
Desonorizzazione finale Esiste una certa tendenza alla desonorizzazione delle occlusive e delle affricate sonore in fine di parola, sebbene sia meno marcata che in altre lingue.. La consonante desonorizzata resta generalmente distinta dalla corrispondente sorda per l'assenza di aspirazione..
In rari casi il fenomeno viene registrato anche nella scrittura, soprattutto con la desinenza -d del caso avverbiale (ad es. უნებლიეთ /unɛbliɛtʰ/ "senza volerlo" < *უნებლიედ /unɛbliɛd/).
Morfonologia Fenomeni morfonologici comuni sono l'apofonia, l'epentesi, la sincope, la dissimilazione e la metatesi. Un'alternanza apofonica di tipo // → // si verifica all'interno della radice di alcune classi di verbi, soprattutto al tempo passato (ad es. აღმოაჩენს aghmo-a-chen-s "scopre" → აღმოაჩინა aghmo-a-chin-a "scoprì").. Nel caso complementare al precedente, in cui cioè la radice verbale è composta solo da consonanti, può esserci epentesi vocalica. Quest'ultima prevede l'inserzione di una // o di una // all'interno della radice, generalmente solo nelle voci di I e II persona (ad es. ვკლავ v-k'l-av "uccido" → მოვკალი mo-v-k'al-i "uccisi").. L'epentesi consonantica riguarda soprattutto l'aggiunta di // nella formazione della radice di alcuni verbi deaggettivali, quando il tema dell'aggettivo finisce in //, in // e talvolta in // (ad es. ბრმა brma "cieco" → აბრმავებს a-brmav-eb-s "acceca").. La sincope interviene soprattutto nella declinazione nominale e coinvolge tipicamente le vocali // e //, quando seguite da una nasale o da una liquida (//, //, // e //). La vocale cade con l'aggiunta di alcuni suffissi del caso o del suffisso plurale -eb (ad es. მეგობარი megobar-i "amico" → მეგობრები megobØr-eb-i "amici"). Hewitt ipotizza che questo fenomeno origini da una fase arcaica della lingua, come effetto di un indebolimento vocalico correlato alla posizione dell'accento..