Questione settentrionale è un termine, coniato in antitesi a quella che in ambito storiografico è definita questione meridionale, e utilizzato nel lessico politico italiano per identificare le problematiche sociopolitiche correlate con una presunta condizione di disagio delle regioni dell'Italia settentrionale nei confronti delle politiche seguite dal governo italiano, soprattutto nella seconda parte del XX secolo, a sostegno del Mezzogiorno d'Italia.

Tali correnti di pensiero hanno trovato risonanza e rappresentazione nel movimento e partito politico della Lega Nord (fautore dell'indipendentismo padano), ma hanno suscitato attenzione e riconoscimento anche in altri partiti, specie di destra, che hanno dimostrato sensibilità verso una certa autonomia, soprattutto economica, dell'Italia settentrionale (ad esempio proponendo il federalismo fiscale).

Storia Lo studio nel XIX secolo La questione settentrionale vede un antecedente nelle posizioni di alcuni pensatori dell'XIX secolo: Cesare Correnti nel 1860 sul quotidiano La Perseveranza, scrisse l'articolo Finis Longobardiae che viene indicato da alcuni come precursore di tale tematica. Si sviluppò poi, soprattutto in Lombardia, una posizione in difesa delle istituzioni amministrative autonome localiNe furono espressione – ad esempio – i risultati della Commissione Giulini che sancì l'annessione di nuovi territori lombardi al Piemonte di Vittorio Emanuele, mantenendo separati gli ordinamenti amministrativi delle due regioni, lasciando che in Lombardia continuassero a sussistere una parte delle istituzioni austriache esistenti. in cui lo "Stato di Milano" veniva opposto ad una gestione centralistica del paeseLa scuola lombarda (tra i repubblicani Carlo Cattaneo) era tradizionalmente su posizioni federaliste, mentre la soluzione di un forte governo centrale trovò fautori proprio tra i politici di un'altra regione settentrionale: il Piemonte.. Nel XX secolo Dalla fine dell'Ottocento e per tutto il XX secolo vi fu, secondo questo tipo di visione, una ricorrente contrapposizione, effettiva o di maniera tra un settentrione aperto alle attività industriali e un meridione passivo. Il collegamento tra questo filone storico e la sua successiva reincarnazione politica fu legato alla figura di Gianfranco Miglio, professore universitario di scienza della politica e che dagli anni '80 del XX secolo fu punto di riferimento non solo nel mondo culturaleIn un primo tempo il dibattito fu soprattutto culturale e trovò espressione nel testo Le contraddizioni dello Stato unitario (in Miglio – Benvenuti, L'unificazione amministrativa e i suoi protagonisti, Publicaziun ISAP, Neri Pozza, Vicenza, 1969)., ma anche all'interno della Lega Nord, fino a quando le visioni di Bossi non entrarono in conflitto con le idee di Miglio.

Lo sviluppo negli anni 1990

Il dibattito negli anni 2000 Alcuni editorialisti accademici rimasero scettici sulla vera fondatezza della questione settentrionale mentre altri, anche al di fuori dell'Italia, contribuirono ad alimentare il dibattito riconoscendo tale questione. Dal punto di vista politico l'esito delle elezioni del 2008 (con un largo successo della Lega Nord) fece comunque tornare in auge la discussione sulla questione settentrionale Nonostante la questione settentrionale fosse stata per anni appannaggio politico della Lega Nord, anche esponenti settentrionali del centrosinistra (come Sergio Chiamparino, Guido Fanti, Riccardo Illy, Massimo Cacciari, etc.) sulla spinta delle considerazioni che seguirono le elezioni, iniziarono a considerarla più apertamente (anche se lo avevano già anticipato in una festa dell'Unità del 2000).

Inquadramento secondo Alfredo Canavero Secondo Alfredo Canavero, docente a contratto presso l'Università Statale di Milano, tale questione sarebbe stata presente sin dalla fondazione del Regno d'Italia; secondo quanto riporta Canavero, «il Nord ha sempre rivendicato una propria peculiarità (e una propria superiorità) rispetto al Sud», a partire «dall'articolo di Cesare Correnti Finis Longobardiae su "La Perseveranza" del gennaio 1860» fino al «concetto comune, nell'Ottocento non meno che nel Novecento, di un Settentrione attivo, progredito ed operoso contrapposto a Roma capitale e ad un meridione parassitario, arretrato e indolente».

Note

Bibliografia Massimo Riva, Intervista su la questione settentrionale, Rionero in Vulture, Calice, 1994 Ada Ferrari, Alcide De Gasperi e la questione settentrionale, Firenze, Le Monnier, 2004 Giuseppe Berta, La questione settentrionale: economia e società in trasformazione, Milano, Feltrinelli, 2007 Aa. Vv., Questione settentrionale, Meridiana. Rivista di Storia e Scienze Sociali. Vol. XVI, Imes, Roma 1993

Voci correlate Indipendentismo padano Questione meridionale Triangolo industriale Politica industriale Evasione fiscale

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