Ligornetto (in dialetto ticinese Ligurnett) è un comune ticinese che dal 2013 è diventato quartiere costitutivo della città di Mendrisio.
Geografia fisica Il paese sorge a 362 e si trova a dieci chilometri da Chiasso, al confine con l'Italia. Gode di una splendida posizione panoramica ai piedi delle colline di Besazio e Saltrio, ricoperte di vigneti e castagneti, dove sono attive diverse cave di marmo. è situato nella Campagna Adorna ai piedi del Monte San Giorgio.
Storia Ligornetto era già abitato in epoca romana, come testimoniano le numerose tracce rinvenute (in particolare vestigia romane) e la sua prima citazione in un documento risale al 789 ("Logurno"). Nei secoli successivi i richiami si susseguono con delle piccole variazioni, prima di approdare al nome "Ligornetto" nel 1276 ("Lugurno" nel 1033, "Ligurno" nel 1152, "Ligurnio" nel 1209, "Ligorneto" nel 1254)Giovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all’arte incline", Vol.I, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, p. 6. La data del 1254 è anche quella della prima menzione di Ligornetto come ("Ligorneto"), dipendente a livello spirituale dalla di Balerna, da cui si separò nel 1557 diventando autonoma e attribuendo la funzione parrocchiale alla chiesa di S. Lorenzo. Il comune moderno nacque però nel 1803, quando grazie a Napoleone il Ticino divenne cantoneGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", vol. I, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, pp. 45-46.. Questo fu anche il secolo in cui il Ticino subì varie ondate di colera, e Ligornetto non ne fu risparmiato, nonostante non fu tra i paesi più colpitiGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", vol. I, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, pp. 67-71..
Dal punto di vista economico il paese si basava sulle risorse della terra, in particolare coltivando cereali, viti e tabacco, e dedicandosi alla bachicoltura (fino agli anni venti del XX secolo). Lavorare la terra però non permetteva a tutti la sopravvivenza e quindi molto uomini scelsero la via dell'emigrazione. Tra loro troviamo molti dediti all'attività artigianale e artistica, come stuccatori, scultori, muratori, lapicidi, pittori e architettiGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all’arte incline", Vol.II, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, p. 13.. Questo fenomeno collettivo si presenta come una costante in particolar modo nei secoli che vanno dal XVI] al XX secolo che vedono la partenza in direzione dell'Italia prima, dell'Europa centrale e orientale poiGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", Vol.II, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, pp. 18-20., e oltreoceano in seguito di numerose maestranze.
Fusione comunale Già comune autonomo che si estendeva per , il 14 aprile 2013 è stato accorpato a Mendrisio assieme agli altri comuni soppressi di Besazio e Meride. La fusione è stata approvata dalla votazione popolare del 20 novembre 2011 (750 favorevoli, 102 contrari).
Società di Mutuo Soccorso Nel corso della storia la chiesa si occupò spesso dei più poveri, e solo nell'Ottocento l'assistenza ai poveri cominciò a diventare anche di dominio laicoGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", vol. II, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, pp. 153-155.. In territorio ticinese tra il 1875 e il 1900 nacquero molte Società di Mutuo Soccorso operaio, che si proponevano di aiutare i lavoratori quando per malattia, per perdita del lavoro o per un incidente sul cantiere erano impossibilitati a lavorare e quindi mantenere la propria famiglia. Essi erano tenuti al versamento periodico di una certa somma, che andava a costituire il fondo della cassa per erogare gli aiuti. Nel territorio del Mendrisiotto, probabilmente a causa della forte emigrazione e dell'industrializzazione, nacquero molte di queste società, e anche Ligornetto ebbe la sua, che nacque nel 1889 con Spartaco Vela (figlio di Vincenzo Vela) come suo presidenteGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", vol. II, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, p. 155.. Alla sua morte nel 1895 egli fece una grande donazione alla Società (oltre a dei fondi volti alla creazione di una scuola di disegno serale) e si decise di modificarne il nome in suo onore, trasformandolo in Società Liberale di Mutuo Soccorso Vincenzo Vela. Questo fu anche l'anno in cui la società perse la sua caratteristica di apartiticità, legandosi al Partito Liberale Radicale, per il quale i Vela simpatizzavano (l'altro partito attivo in Ticino in quel periodo era quello Partito Conservatore Liberale). Nonostante nel corso del tempo le Società di Mutuo Soccorso vennero sostituite nel loro ruolo dalle assicurazioni sociali (anni 1940-1950), quella di Ligornetto riuscì a resistere fino al 2010 per due principali motivi: da un lato per le personalità che ne hanno fatto parte (Spartaco Vela, Apollonio Pessina, ecc.) e dall'altro perché essendo legata al Partito Liberale Radicale fungeva da polo aggregativo per i membri dello stesso.
Simboli Lo stemma trinciato, di rosso e d’azzurro da una cotissa d’argento, accompagnata da due spighe di grano d'oroGastone Cambin, L'armoriale dei Comuni ticinesi, Lugano, Edizione Istituto Araldico e Genealogico, 1953 in fu progettato da Apollonio Pessina nel 1939, in occasione della prima di Zurigo, con una piccola differenza: egli proponeva la banda nerastra, che però non fu accettata dalla commissione della Landi visto che questo colore era escluso dall'araldica, e venne quindi sostituita con quella bianca. La presenza delle spighe sottolinea il passato carattere rurale della comunità.Giovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", vol. I, Ligornetto, Comune di Ligornetto e Banca Raiffeisen di Ligornetto, 2003, pp. 7-10.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Lorenzo Le prime notizie relative alle chiesa di San Lorenzo risalgono al 1209, quando in un documento è menzionato "S. Laurencius de Ligurio"Giovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", Vol.I, Comune di Ligornetto e Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, p. 141. Nel 1557 invece divenne, separandosi dalla chiesa matrice di Balerna. Nei secoli successivi, in particolare nel XVIII secolo, fu ampiamente modificata su progetto di Giuseppe Caresana, e nel 1964 fu restaurataAA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Casagrande, Bellinzona, 2007, p. 433. L'interno della chiesa è caratterizzato da numerose pitture realizzate da Cipriano Pelli nel 1777, ma sono anche presenti opere di artisti come Giovanni Battista Innocenzo Colomba, che realizzò tre grandi tele raffiguranti episodi delle Storie di San Lorenzo (il Martirio, lElemosina e il Commiato da papa Sisto V), Ugo Cleis, Giovanni Battista Bagutti e Domenico Colombara.
Oratorio di San Giuseppe L'Oratorio di San Giuseppe è attestato dall'844 e fino al XVIII secolo era dedicato alla MadonnaAA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Casagrande, Bellinzona, 2007, p.434. Il culto di San Giuseppe infatti fu introdotto in seguito all'emigrazione di artisti e artigiani di Ligornetto nel territorio pavese, dove era molto veneratoGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", Vol.II, Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, p. 18. L'oratorio, il cui edificio viene fatto risalire al XVI secoloAA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Casagrande, Bellinzona, 2007, p. 434, sorge nei pressi di quello che doveva essere un luogo di sepoltura romano, visto che nel 1936-1937 e nel 1973 sono state rinvenute delle tombe romane. Nei secoli successivi alla costruzione si susseguirono una serie di interventi, che portarono al suo ampliamento e a restauri. Nella cappella di San Giuseppe è presente un altare in marmo realizzato da Antonio Rossi sulla base dei disegni di Giuseppe Caresana (1748).
Monumento funerario a Vincenzo Vela Il cimitero di Ligornetto ospita il monumento funerario a Vincenzo Vela, realizzato da alcuni suoi allievi sulla base del disegno di Augusto GuidiniAA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Casagrande, Bellinzona, 2007, p.429. L'opera fu restaurata nel corso del 2019-2020.
Società Evoluzione demografica La popolazione di Ligornetto contava 1 715 abitanti al termine del 2010 registrando una crescita di 41 unità rispetto al 2009. Il saldo naturale si attestava a +3: nel corso del 2010 erano infatti state 16 le nascite e i decessi 13}}. L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella:
Etnie e minoranze straniere Nel 2010 1 438 erano gli abitanti con passaporto svizzero, 411 dei quali attinenti al comune, 807 provenienti da altre località ticinesi, 220 svizzeri romandi e tedeschi. Gli stranieri formano il 16,15% dei cittadini in numero di 277 unità, 2 dei quali sono soggiornanti.
Cultura Musei Museo Vincenzo Vela: Vincenzo Vela fece costruire la villa che ospita il museo con la triplice funzione di abitazione, laboratorio e museo privato e vi si trasferì nel 1867, aprendola poi al pubblico. Alla sua morte, il figlio Spartaco seguì la sua volontà, cedendo la villa e le collezioni (a cui nel frattempo si erano aggiunte sue opere e lavori di Lorenzo Vela, fratello di Vincenzo) alla Confederazione, affinché ne facesse un museo o una scuola. Era la prima volta che la Confederazione riceveva una collezione d'arte privata, e nel 1898 aprì la villa al pubblico come primo museo ticinese con il nome "Museo Vela"Giovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", Vol.II, Comune di Ligornetto e Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, p. 66. Nella casa-museo sono conservati i modelli in gesso di quasi tutte le opere dello scultore, i gessi e le terrecotte del fratello maggiore Lorenzo, ma anche le collezioni costituite dalle opere che gli stessi artisti Vincenzo, Lorenzo e Spartaco Vela radunarono nel corso del tempo (in particolare opere del secondo Ottocento lombardo e piemontese). Sono inoltre presenti una biblioteca, una vasta raccolta di fotografie d'epoca, e un numero notevole di schizzi e disegni. Tra il 1997 e il 2001 la villa venne ristrutturata da Mario Botta, il quale riuscì nel tentativo di conciliare lo stabile preesistente con la concezione del museo moderno. Casa Pessina: fu abitata dallo scultore Apollonio Pessina (1879-1958) e dai suoi fratelli Bianca e Tommaso, che la resero un luogo sempre aperto ai più bisognosi, soprattutto esuli, ma anche ai bambini del paese, che dopo scuola vi si recavanoGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto : comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", Vol.II, Comune di Ligornetto e Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, p. 96. La famiglia Pessina donò poi la casa al comune in memoria dell'artista, e oggi è un luogo di cultura, in cui sono visibili sue opere e suoi disegni e che conserva anche libri e documenti.
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