Entrata giovanissima in una squadra di combattimento del Partito dei socialisti rivoluzionari di Tambov, nel 1906 ferì mortalmente, in un attentato, il responsabile della sicurezza di un distretto della provincia, Gavriil Nikolaevič Luženovskij (1871-1906), il quale aveva represso nel sangue gli scioperi agrari dell'anno precedente. Arrestata, subì gravi sevizie da parte delle forze dell'ordine, divenendo una sorta di eroina agli occhi del movimento rivoluzionario, e non solo.

Condannata a morte con sentenza poi commutata nei lavori forzati a vita in Siberia, fu liberata nel 1917 in seguito all'amnistia decretata dopo la rivoluzione di febbraio, e divenne ben presto uno dei capi dei socialisti rivoluzionari di sinistra, l'ala scissionista del partito che si alleò brevemente con i bolscevichi dopo la realizzazione della rivoluzione d'ottobre. Fu, insieme ad Aleksandra Kollontaj, l'unica donna a svolgere un ruolo davvero di primo piano durante la rivoluzione,. e fu anche la candidata della sinistra alla presidenza dell'Assemblea costituente, battuta però dal socialista rivoluzionario centrista Viktor Černov..

Dopo la rottura dell'alleanza con i bolscevichi nel 1918, la Spiridonova fu ripetutamente arrestata, imprigionata, brevemente internata in manicomio, inviata in esilio interno ed infine giustiziata sommariamente nel 1941, nella recrudescenza del terrore staliniano seguita all'invasione tedesca, venendo anche sottoposta ad una sorta di damnatio memoriae.La Grande enciclopedia sovietica ad esempio non faceva alcuna menzione del suo nome né nella prima edizione, pubblicata tra 1926 e il 1947, né nella seconda, che vide invece la luce tra il 1950 e il 1958. Solo nella terza edizione (volume 24, 1976) le venne finalmente dedicato un breve schizzo biografico (). Le vicende degli ultimi vent'anni della sua vita si sono potute gradualmente tracciare solo dopo la fine dello stalinismo prima e dell'Unione Sovietica poi. Nella sua monumentale Storia del pensiero socialista, nel 1958, George Douglas Howard Cole era stato costretto ad annotare, con riferimento al periodo successivo al 1920: «Che cosa le accadde in seguito non si sa».. Ancora vent'anni dopo, Richard Stites non era in grado di precisare con certezza la data di morte, limitandosi a fornire due diverse ipotesi, 1937 e 1941..La data esatta comunque era già in qualche modo trapelata dalle fonti sovietiche ufficiali (per esempio era riportata nellIndice dei nomi, in V.I. Lenin, Opere scelte (a cura dell'Istituto di marxismo-leninismo presso il CC del PCUS), Mosca, Progress, s.d. (ma degli anni settanta), p. 803. Le vicende sino al confinamento a Ufa, inoltre, erano note a grandi linee tra gli esuli socialrivoluzionari, grazie alla corrispondenza della Spiridonova e delle compagne che durò ancora per qualche anno ().

Biografia I primi anni

Marija Aleksandrovna Spiridonova nacque nella città di Tambov, situata 480 km a sudest di Mosca. Suo padre, Aleksandr Alekseevič, funzionario di banca, faceva parte della piccola nobiltà non ereditaria dell'Impero russo.. La madre si chiamava Aleksandra Jakovlevna e si occupava della casa e dei figli: oltre a Marija, due sorelle maggiori, Evgenija e Julija, e un fratello, Nikolaj.. La giovane Marija frequentò con profitto il ginnasio cittadino fintantoché la morte del padre e un primo accesso di tubercolosi non la costrinsero a lasciare tale scuola; in seguito fu in grado di studiare per qualche tempo da dentista a Mosca.

Rientrata a Tambov accettò un'occupazione come impiegata offertale dalla locale Assemblea della nobiltà, ma si lasciò coinvolgere dalla passione politica, venendo anche arrestata durante una manifestazione studentesca nel marzo del 1905, cosa che le costò il posto di lavoro. A settembre di quell'anno fece richiesta per essere ammessa ad un corso per assistenti paramedici (fel'dšery), ma la sua domanda fu rigettata per i suoi precedenti politici.

Ella si iscrisse allora, seguendo l'esempio delle due sorelle maggiori, al partito dei socialisti rivoluzionari (detti anche comunemente socialrivoluzionari, SR o esser), un'organizzazione politica a base contadina che si muoveva nel solco tracciato dal populismo russo,Secondo Bezberež'ev, in effetti, i primordi dell'attività rivoluzionaria della Spiridonova e la sua adesione ai socialrivoluzionari risalirebbero addirittura al biennio 1900-1901 quando aveva sedici anni o poco più. divenendone attivista a tempo pieno e legandosi anche sentimentalmente a uno dei leader locali del partito, Vladimir Kazimirovič Vol'skij (1877-1937)..

Una delle pratiche politiche che il partito aveva mutuato dal populismo degli ultimi decenni dell'Ottocento era l'esercizio del terrorismoIl terrorismo populista era culminato nel 1881 nell'uccisione dello zar Alessandro II ad opera dell'organizzazione Narodnaja volja ("La volontà del popolo"). contro esponenti dello stato russo che si fossero macchiati di gravi delitti contro il popolo, e, allo scopo, era stata creata un'«organizzazione di combattimento» (boevaja organizacija), parallela ma formalmente indipendente dal partito, anche valendosi della quale il partito condusse, nel primo decennio del Novecento, una grande campagna di attentati contro ministri e altre personalità pubbliche di rilievo.Oltre che dell'«Organizzazione», la leadership centrale socialrivoluzionaria poteva disporre di strutture più piccole e snelle come le "cellule di combattimento" (boevoie družini) o i "distaccamenti volanti di combattimento" (letučie boevoie otrjadi), nonché di singoli individui. A livello provinciale, i comitati zonali del partito utilizzavano delle squadre locali di combattimento (come quella di cui faceva parte la Spiridonova) o, anche in questo caso, singoli votati alla morte (). Marija Spiridonova fece parte di una squadra di combattimento di Tambov e fu una delle centinaia di giovani socialisti, donne e uomini, che parteciparono agli attentati.

Un'eroina martire

L'obiettivo assegnato alla Spiridonova, la quale si offrì anzi volontaria, fu individuato in Gavriil Nikolaevič Luženovskij, un nobilotto di Tambov, membro elettivo dello zemstvo di zona (una sorta di consiglio provinciale consultivo) e leader locale dell'Unione del Popolo Russo, organizzazione reazionaria appartenente alla galassia dei Centoneri. Egli era diventato stretto collaboratore del governatore della provincia, Vladimir Fëdorovič von der Launitz (1855-1906), venendo da questi nominato responsabile di pubblica sicurezza del turbolento distretto di Borisoglebsk. I due si erano distinti, insieme al vice di von der Launitz, Bogdanovič, per l'efficacia e la ferocia con cui avevano represso i moti contadini del 1905, ed erano conseguentemente entrati nel mirino dei socialisti rivoluzionari. Bogdanovič fu ucciso per primo nel novembre del 1905, il turno di von der Launitz dovette attendere sino alla fine dell'anno successivo per le difficoltà organizzative emerse per i terroristi a seguito del suo trasferimento a San Pietroburgo, dove era stato promosso governatore.. Luženovskij invece diventò oggetto delle attenzioni della Spiridonova agli inizi di quello stesso anno 1906: fu pedinato dalla ragazza per diversi giorni ed alla fine fu affrontato alla stazione di Borisoglebsk il 16 gennaio e colpito con cinque pistolettate. Rimasto gravemente ferito, morì alcune settimane dopo, il 10 di febbraio..

La Spiridonova, che era travestita da studentessa liceale, non avendo possibilità di fuga, cercò di volgere la pistola contro sé stessa, ma venne immobilizzata, brutalizzata e arrestata dalla guardia cosacca di Luženovskij. Venne quindi tradotta alla locale stazione di polizia dove fu denudata, perquisita e sottoposta al ludibrio dei suoi carcerieri, e quindi, per oltre mezza giornata, interrogata e torturata da due ufficiali, P.F. Avramov, della guardia, e T.S. Ždanov, della polizia locale. La notte fu trasportata a Tambov in treno e sottoposta, durante il viaggio, ad ulteriori maltrattamenti e a molestie sessuali, se non a un vero e proprio stupro, da parte di Abramov.

La cosa avrebbe potuto rimanere confinata nella cronaca della provincia russa, in cui gli attentati erano all'epoca praticamente quotidiani, se la Spiridonova non fosse riuscita a far pubblicare, il 12 febbraio, sul giornale liberale di San Pietroburgo «Rus'»La lettera fu contemporaneamente pubblicata, in stralci, anche su «Naša žizn'», altra testata liberale della capitale (). una lettera, molto ben costruita, in cui la giovane narrava dell'infame trattamento ricevuto, riportando anche delle minacce di stupro collettivo che le erano state indirizzate ed alludendo forse, velatamente, alla possibilità che lo stesso si fosse poi tradotto effettivamente in realtà.

L'effetto della lettera della Spiridonova fu clamoroso. L'opinione pubblica progressista in Russia aveva già mostrato in passato la tendenza a guardare con occhio comprensivo all'attività dei terroristi, vista come una naturale reazione nei confronti delle infamie commesse dall'autocrazia: l'esempio più famoso di questo atteggiamento era stata nel 1878 l'assoluzione, da parte di una giuria popolare, della populista Vera Zasulič, rea confessa del tentativo di assassinare il generale Trepov. All'epoca della Spiridonova, il neocostituito Partito dei Cadetti, l'ala sinistra del liberalismo russo, che si accingeva a riportare un grosso successo nelle elezioni per la Duma del marzo 1906, flirtava apertamente con il terrorismo dei socialisti rivoluzionari, inteso sia come una forma di lotta altrui in qualche modo giustificata, sia come uno strumento di pressione e di minaccia da usare nei confronti dell'autocrazia. Un'eloquente vignetta pubblicata nel 1905 ironizzava nei confronti di questo atteggiamento mostrando un liberale prostrato davanti allo zar mentre suggeriva: «Maestà, conceda la costituzione, sennò i socialrivoluzionari sparano!».. Fatto si è che la lettera della Spiridonova fu presto ripresa da altri giornali; un inviato di «Rus'», Vsevolod A. Vladimirov, condusse un'inchiesta sul campo a Tambov da cui uscirono sette articoli alquanto sensazionalistici in cui lo stupro era dato per avvenuto (e dai quali la Spiridonova peraltro si dissociò); gli articoli furono subito raccolti in volumetto con sei immagini della rivoluzionaria;Marija Spiridonova s portretom i risunkami: s predisloviem ot Sojuza ravnopravija ženščin, Mosca, 1905 (la data è evidentemente errata; ). la stampa liberale fu sommersa dalle lettere di indignazione contro l'oltraggio arrecato ad una donna, giovane, bella, da ritenersi per principio illibataLa Spiridonova chiese che si tenesse sotto silenzio la sua storia con Vol'skij, fra l'altro già sposato, e anche le autorità locali, che ne erano a conoscenza, ritennero di mantenere inizialmente la riservatezza. Quando poi la cosa si riseppe, tutti ci videro un tentativo di infangare la figura virginale della rivoluzionaria. e, per di più, dal bel cognome autenticamente russo (e non come quelli di tante altre sue compagne appartenenti a minoranze nazionali, od ebree).