Standa (già Società Anonima Magazzini Standard) è stata una catena italiana di supermercati fondata nel 1931 e attiva nel settore dei grandi magazzini di fascia media alimentari e non alimentari. Come tale, ha cessato di esistere nel 2002, sopravvivendo, limitatamente nella vendita del settore alimentare, fino al 2010.

È stato un marchio che ha attraversato numerose e profonde trasformazioni societarie, a causa dei differenti gruppi che lo hanno posseduto.

Il suo logo ha subito notevoli mutamenti grafici.

Storia Le origini - anni trenta Franco Monzino, lasciando la direzione dell'UPIM e possedendo un capitale di 50.000 lire, (equivalenti a 60.258,90 € nel 2026 secondo il cambio corretto per inflazione) il 9 maggio 1931 fondò col fratello Italo, la sorella Virginia Maria "Ginia" Monzino in Borletti e Carlo Tullio Astesani (industriale serico comasco suocero di Italo), la Società Anonima Magazzini Standard con sede a Milano nel magazzino di via Torino 38, rilevando il bazar "33". Il 21 settembre dello stesso anno in questi locali nasceva il primo magazzino Standa che ottenne presto successo.25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 47, Magazzini Standa, 1956. Nei primi anni si susseguono le aperture di nuovi negozi in tutto il paese e principalmente grazie al rilevamento di vecchi negozi preesistenti. Durante una parata in corso Umberto I(oggi via del Corso) nel 1938 a Roma, Benito Mussolini vide l'insegna "Standard" e diede ordine di cambiarlo e perciò divenne Standa e solo successivamente si cercò un sintagma che supportasse un nuovo acronimo; ne vennero proposti diversi come Società Tutti Articoli Nazionali Dell'Arredamento (Sabatini-Coletti) oppure Società Tutti Articoli Nazionali Dell'Arredamento e Abbigliamento (Zingarelli) oppure ancora Società Tutti Articoli Nazionali Dell'Abbigliamento e Arredamento (Piccola Treccani).25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 48, Magazzini Standa, 1956.Maria Grossmann e Franz Rainer (a cura di), La formazione delle parole in italiano, Walter de Gruyter, 2004, p. 608, n. 1.

Dagli anni quaranta agli anni sessanta Nel 1940, nonostante l'inizio del secondo conflitto mondiale, la società inoltra 44 domande di licenze di esercizio in vari comuni italiani per l'apertura di nuovi magazzini,25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 50, Magazzini Standa, 1956. ma poi la guerra porterà alla chiusura di 19 negozi – che furono distrutti o danneggiati – e venti negozi che rimasero in parte attivi. Dai 38 negozi del 1943 si passa ai 33 negozi del 1951.25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 52, Magazzini Standa, 1956. Con la fine della guerra si avvia il piano di recupero o trasferimento dei negozi esistenti e nel 1952 avviene la prima inaugurazione di un nuovo negozio a Napoli nel quartiere Vomero.25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 57, Magazzini Standa, 1956. Nel 1956 venne aperto il primo reparto alimentare nella filiale di via Diaz a Napoli ampliando l'offerta dei grandi magazzini di abbigliamento con gli alimentari. Due anni più tardi, nel 1958, si attiva la formula del self-service per il supermercato di Milano via Torino angolo via della Palla, formula che poi verrà applicata a tutti i supermercati della catena.La Standa ieri oggi domani, p. 39, Standa Milano, 1971. Nel 1962 viene aperto il primo magazzino, a Torino in corso Giulio Cesare, dotato di parcheggio privato per i clienti. Nel 1963 con l'apertura del magazzino di Sesto San Giovanni viene estesa la formula self-service anche per i reparti tradizionali.

L'acquisizione da parte del gruppo Montedison Nel giugno 1966 il gruppo conta 124 filiali e viene acquisito dalla Montedison; nel corso di alcuni anni la catena si sviluppa acquisendo vecchi locali e teatri nei centri delle principali città italiane per convertirli in magazzini. Nei primi anni dopo l'acquisto non viene apportata alcuna modifica né alla dirigenza né all'immagine commerciale di Standa.

Nel 1968 viene acquisita la Multinegozi Spa attiva da 10 anni nel milanese con 10 punti vendita fra supermercati e magazzini che nel corso del 1970 vengono trasformati in filiali Standa.

Gli anni settanta e ottanta Nel 1970 vengono rilevate le catene DIADI di Torino e Rialto di Venezia, che portano a un cospicuo incremento delle filiali Standa in Piemonte e nel Veneto. L'anno dopo il gruppo, con 219 filiali, inaugura il primo ipermercato a Castellanza (VA) con la nuova insegna "Maxi Standa". Sempre nel 1971 vengono inaugurati per la prima volta in Italia nuovi magazzini e supermercati in affiliazione, e viene rinnovata l'immagine.Magazzini Standa, La Standa ieri oggi domani, p. 107, Standa Milano, 1971. Nel 1973 viene acquisita la Magazzini Gamma attiva in tutto il paese con 36 magazzini che nel corso dell'anno vengono tutti trasformati in filiali Standa. Nel 1974 il gruppo dà vita alla joint venture EuroStanda insieme al gruppo francese Carrefour con l'inaugurazione dell'ipermercato di Paderno Dugnano (MI), poi ridenominata Euromercato dal 1980, destinata ai grandi ipermercati e successivamente, nel 1984, ne rileverà l'intera proprietà.

La cessione al gruppo Fininvest Il gruppo Ferruzzi-Montedison cede la proprietà alla Fininvest di Silvio Berlusconi nel luglio 1988 per quasi 1.000 miliardi di lire diventando la "Casa degli italiani", godendo di un enorme battage pubblicitario grazie alle televisioni della nuova proprietà con volti noti della televisione come testimonial.

Gli anni novanta e duemila Nei primi anni novanta la catena è stata colpita da vari attentati dinamitardi prima di stampo mafioso nelle filiali di Catania, poi di vario tipo negli anni successivi in varie filiali di Roma, Milano, Modena, Firenze, Trento e Brescia. Nel 1990 con l'inaugurazione dell'ipermercato di Anzio (RM) inizia una serie di nuove aperture di ipermercati di media dimensione; l'anno successivo, invece, con l'inaugurazione di Sesto San Giovanni (MI), era prevista una serie di aperture di nuovi grandi magazzini ad alto livello di immagine, cosa che poi non ebbe seguito. Nello stesso anno, presso tredici filiali Standa ed Euromercato(Bari, Biella, Bologna, Brescia, Castellanza, Catania, Foggia, Messina, Milano (2), Palermo, Roma, Torino e Carugate), vengono allestiti punti promozionali permanenti della Five Viaggi, società del Gruppo Fininvest specializzata nella vendita di pacchetti turisticiTalvolta identificata col nominativo Five Travel. Il tentativo di promuovere e vendere questi ultimi all'interno della grande distribuzione non portò comunque i risultati sperati, tanto da costringere l'interruzione della partnership poco tempo dopo.

Nel 1991 il gruppo acquisisce il controllo dei Supermercati Brianzoli e nel 1993 vengono aperti nuovi ipermercati, tra cui quello di Grugliasco nell'allora gigantesco Centro Commerciale Le Gru, che finisce immediatamente al centro di una storia di tangenti. Sempre nel 1993 il gruppo realizzò una joint-venture con Viacom, per l'apertura di un primo punto vendita in Italia della catena internazionale Blockbuster, specializzata nell'home video. Alla fine del 1994, con l'azienda in seria crisi finanziaria, il ramo che gestiva gli ipermercati col marchio Euromercato venne ceduto al gruppo GS. Intanto, sempre nello stesso anno, il gruppo Standa costituì una holding ("Holding dei Giochi") assieme al Gruppo Giochi Preziosi per rilevare le catene Grazzini e Toys Center, specializzate nei giocattoli. Nel 1995 fino al 1996, iniziò un processo di restyling delle filiali, partendo dal modello della filiale di Milano corso Vercelli e inoltre iniziò un progetto di apertura di nuove filiali all'estero con un primo magazzino inaugurato a Budapest.

Inoltre nello stesso anno venne inaugurato il primo Superstore Standa a Luino (VA).

Nel luglio 1997 la Standa abbandonò la Borsa.

Lo spacchettamento del gruppo Standa Il 29 luglio 1998 Fininvest, dopo aver rifiutato di cedere per 640 miliardi di lire il settore alimentare a una cordata formata da Coop Italia e ConadVincenzo Tassinari con Dario Guidi, Noi, le coop rosse, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2015, pag. 73-74, vende 191 supermercati Standa alla Nuova Distribuzione, una società composta al 70% da Gianfelice Franchini (Supermercati Brianzoli) e al 30% dal Mediocredito Lombardo. I 169 grandi magazzini sono ceduti invece al Gruppo Coin. L'operazione porta alla società berlusconiana 800 miliardi di lire e rimarranno in capo alla stessa i rami Toys Center e Blockbuster, oltre alla proprietà degli immobili.

Il settore non-alimentare – passato quindi per 13,8 miliardi di lire al Gruppo Coin – soppresse immediatamente e completamente il marchio, ridenominando gran parte dei magazzini Standa nelle insegne OVS e Coin. Per altri magazzini, il Gruppo Coin effettuò accordi con Fnac e Benetton.

Il settore alimentare venne suddiviso in due: gli esercizi del centro sud furono acquisiti dal Gruppo Cedi (Conad), acquisendo il marchio ma utilizzando soprattutto l'insegna di quest'ultima; il nome Standa sopravvisse in maniera strutturata solamente nei negozi del centro-nord Italia, acquisiti in società con il Mediocredito Lombardo da Gianfelice Franchini (ex proprietario dei Supermercati Brianzoli ed ex amministratore delegato di Standa), con un piano di rinnovo dei negozi.

Silvio Berlusconi dichiarerà in seguito di essere stato costretto a vendere la Standa successivamente alla sua entrata in politica, affermando che nei comuni amministrati da giunte di centro-sinistra non gli venivano concesse le autorizzazioni per aprire nuovi punti vendita. Secondo altri l'acquisizione e la successiva vendita della Standa sarebbe stata determinata dalla volontà di creare una liquidità per il gruppo Fininvest, che attraversava un difficile periodo tra il 1990 e il 1998 come asserito dallo stesso Berlusconi che affermò di essere esposto con le banche per diverse migliaia di miliardi.

Il gruppo REWE

Nel 2001 i superstiti supermercati alimentari Standa del centro nord, assieme al marchio, sono stati ceduti all'austriaca Billa controllata dal gruppo tedesco REWE Group.

Rewe, dopo l'acquisizione del marchio Standa, decide di mantenere i supermercati del Triveneto e della Romagna col marchio Billa (insegna già affermata in queste regioni perché negli anni precedenti aveva acquisito diversi supermercati, tra i quali la catena Supermercati Car e i Supermercati Vivo appartenenti al gruppo trevigiano Zanin) e Standa Supermercati nel resto della penisola. Il marchio IperStanda, invece, viene riservato agli ipermercati anche nelle suddette regioni del nord-est in cui i supermercati sono a insegna Billa. Questo fino al 2010, quando vengono anch'essi ribattezzati Billa Superstore, mentre i punti vendita Standa delle altre regioni vengono ribattezzati Billa.

La nuova insegna non riesce tuttavia ad ottenere i risultati sperati e, dopo aver ceduto 43 punti vendita a Conad nel 2011, viene venduto il resto della rete a Carrefour ed altri concorrenti nel 2014.

Radio Standa Il servizio radiofonico interno ai supermercati Standa, noto come Radio Standa, costituiva un elemento centrale della strategia di in-store marketing della catena. Prodotto inizialmente da RTI Music, la divisione discografica del gruppo Fininvest, allora proprietario del marchio, il sistema era finalizzato alla gestione dell'ambiente sonoro e alla diffusione capillare delle comunicazioni promozionali attraverso una rete logistica di distribuzione di contenuti audio. Radio Standa è considerata una delle prime esperienze strutturate di emittente in-store nel panorama della grande distribuzione organizzata in Italia, fondata sul principio pubblicitario del fattore ricordo per stimolare l'acquisto del cliente direttamente nel punto vendita.

Logistica e Programmazione La gestione delle trasmissioni seguiva precisi protocolli operativi per assicurare l'aggiornamento costante dei messaggi commerciali: