Enea racconta a Didone le sventure della città di Troia (in francese: Énée racontant à Didon les malheurs de la ville de Troie), abbreviato in Enea e DidoneRéveil e Duchesne 1837, p. 41. (Énée et Didon), è un quadro dipinto nel 1815 dal pittore francese Pierre-Narcisse Guérin. Esposta al Salone del 1817, l'opera venne acquistata dallo stato nel 1818 per la somma di 24.000 franchi. Oggi è conservata al museo del Louvre di Parigi.

Descrizione

Di formato orizzontale, questo grande olio su tela è un dipinto a soggetto mitologico che ritrae Enea mentre narra a Didone la fine della guerra di Troia. Sullo sfondo si può vedere un molo con un faro, presso il quale sono ormeggiate alcune imbarcazioni (forse la flotta dello stesso Enea).Réveil e Duchesne 1837, p. 42. Distesa su un canapè all'aperto, su una terrazza che si affaccia sul mare, la regina di Cartagine ascolta il racconto del suo ospite mentre cinge con il suo braccio sinistro un bambino nudo che guarda verso gli spettatori, probabilmente Eros con l'aspetto di Ascanio, divertito dal risveglio di un sentimento d'amore (i "segni dell'antica fiamma") nella sovrana. Il dio dell'amore sta sfilando dalla mano della regina l'anello donatole dal suo primo marito, Sicheo, a simboleggiare come ormai il cuore della sovrana punica si stia aprendo al reduce troiano. Dietro di loro, un'altra giovane si appoggia al canapè, anch'essa assorta nel racconto della caduta di Troia: secondo Étienne Réveil si tratterebbe di Anna Perenna, la sorella di Didone.

Note

Bibliografia

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