Il campo profughi di Burj al-Shemali si trova a 3 km dalla città di Tiro, nel sud del Libano.

Fu istituito nel 1955 su un'area incolta ricoperta di rocce e piante di abete, concessa in affitto per 99 anni all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA). È il secondo campo profughi palestinese più grande del Libano meridionale. Prende il nome dalla vicina città libanese di Burj Shemali.

Questo campo è delimitato a nord dalla fattoria Shirnai e dalla zona dei frutteti, a ovest dalla comunità di Al-Ma'shouq per rifugiati palestinesi, a sud dalla città di Burj Shemali e a nord dalla zona di Al-Ramali e dai suoi agrumeti. La superficie del campo è di 13.600 metri quadrati.

Le ultime statistiche dell'UNRWA indicano che la popolazione del campo è stimata in 19.500 rifugiati registrati, mentre alcune stime parlano di 25.000. La maggior parte degli abitanti proviene da villaggi della Palestina settentrionale, come (Al-Na'meh, Al-Husayniyyah, Hittin, Hawasa, Al-Khali-sa, Al-Khasas, Deir Al-Qasi, Dishum, Al-Zouq Al-Tahtani, Al-Zouq Al-Fawqani, Sa'sa', Sha'ab, Saffurya, Al-Ksayer, Lubyeh). Il campo ha un unico punto di accesso, sorvegliato da un checkpoint dell'esercito libanese che controlla il movimento dei veicoli in entrata e in uscita. Tutti gli ingressi laterali sono chiusi dall'esercito libanese con terrapieni e blocchi di cemento, il che crea confusione tra gli studenti che frequentano alcune scuole private vicino al campo, oltre a causare disagi ai lavoratori agricoli e ai residenti che fanno acquisti, sia che provengano dal campo stesso o dalle zone libanesi limitrofe.

Nel campo di Burj al-Shamali sono presenti due comitati interni. Il Comitato Popolare: rappresenta le fazioni dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Si occupa degli affari sociali, amministrativi e di sostentamento del campo. Il Comitato Civile: funge da comitato parallelo e da struttura della società civile. Questo comitato comprende un gruppo di attivisti indipendenti e rappresentanti delle fazioni della Coalizione Palestinese. Questo comitato si propone di offrire vari servizi a famiglie nel campo.

Fu gravemente danneggiato durante l'invasione israeliana del 1982.

All'interno del campo la disoccupazione è molto elevata e il lavoro agricolo stagionale rappresenta la principale fonte di reddito.

La crisi siriana in corso ha portato ad un incremento della presenza di rifugiati siriani e di rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria nel campo, mettendo in crisi i servizi offerti dalle infrastrutture presenti.

La gestione e la sicurezza del campo sono affidate alle fazioni palestinesi. L'accesso di persone e forniture edili sono controllati dalle Forze Armate Libanesi tramite posti di blocco.

Note

Burj al-Shemali