Il Palazzo del Monte di Pietà è un edificio neoclassico di Palermo, situato nel centro storico cittadino, all'interno dell'omonimo mandamento di Monte di Pietà o Seralcadi.

Storia Il Monte di Pietà di Palermo fu istituito nel 1541 per deliberazione del Senato civico, che ne garantì l’avvio con una rendita annua di cinquanta onze e i proventi della gabella del molo. Il capitale iniziale doveva rimanere integro come garanzia per i prestiti, ma fin dai primi anni numerosi lasciti e legati testamentari ne incrementarono il patrimonio.

Per circa mezzo secolo il Monte operò in alcuni locali del Palazzo Pretorio, che ben presto risultarono insufficienti per la crescente attività dell’istituzione. Nel 1591 il Senato decise il trasferimento nella contrada della Panneria al Seralcadio, presso un ex opificio tessile fondato lungo il fiume Papireto.

La scelta della Panneria era strategica: il rione, infatti, era abitato da umili lavoratori, nei pressi dell’antico macello del Piano di Sant’Onofrio. La nuova collocazione, quindi, era coerente con la missione del Monte a favore delle fasce più povere della popolazione.

Inizialmente si adattò la struttura esistente; successivamente, per far fronte all’aumento dell’utenza e delle attività, si demolì la vecchia fabbrica e si costruì un nuovo edificio, più ampio e funzionale. L'importanza dell'edificio divenne tale da identificarlo nominalmente con il mandamento stesso, che iniziò ad essere chiamato Monte di Pietà.

Il Monte di Pietà di Palermo operò fino al 1928, quando fu incorporato nella Sicilcassa, divenendo la sede principale del servizio di credito su pegni. Oggi l’edificio ospita la banca BPER, succeduta all’ex Banca Carige.

Architettura Il Senato di Palermo affidò la progettazione del nuovo edificio all’architetto toscano Giovanni Battista Collepietra. La costruzione fu realizzata sullo stesso sito della vecchia Panneria e interamente a spese del Monte di Pietà. L’edificio originale si presentava molto austero: una pianta rettangolare, un'unica elevazione e forme essenziali, equilibrate e prive di ornamenti.

L’aspetto attuale è frutto di numerosi rifacimenti e ampliamenti. Già nel 1671 fu aggiunto il primo dei due piani superiori e nel 1681 venne elevato un loggiato ad archi con festoni ornamentali. Nel 1684 fu aggiunto alla facciata un orologio a campana. Le finestre originarie furono arricchite da timpani in stile rococò, mentre alcuni archi del loggiato superiore furono tamponati per creare nuovi spazi per i pegni.

Nel 1786 l’architetto Pietro Ranieri progettò un grande portico dorico con timpano triangolare e un’aquila marmorea al centro, ispirato al gusto neoclassico. Alla sommità si colloca una scultura raffigurante l’Ecce Homo, simbolo del Monte di Pietà, con Gesù sofferente su un trono e due aquile senatorie ai lati.

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Note

Bibliografia Adriana Chirco, Palermo al tempo dei Beati Paoli, Flaccovio, 2016

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