La morte di Domenico Congedo è un episodio degli anni di piombo.

Biografia Domenico Congedo era nato a Monteroni e da pochi mesi si era trasferito a Roma per studiare Lingue e Letterature Straniere; si era avvicinato al Movimento Studentesco per le sue simpatie anarchiche. La sua morte viene considerata la prima provocata dagli scontri politici fra opposte fazioni durante gli anni di piombo.

Morte Sabato 27 febbraio 1969 a Roma si svolsero manifestazioni contro la visita del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Molte facoltà universitarie erano state occupate nei giorni precedenti dal Movimento Studentesco nel contesto del Sessantotto.

Nel pomeriggio del 27 febbraio molti studenti uscirono dall'ateneo occupato, ma vennero bloccati da polizia e carabinieri per evitare che si unissero al corteo indetto dal Comitato per la pace, promosso dai partiti di sinistra con partenza da Piazza della Repubblica. Si accesero quindi scontri nei pressi della città universitaria, insieme ad altri tafferugli nel corso della giornata. Essendo stato loro impedito di raggiungere l'Ambasciata degli Stati Uniti, i manifestanti si diressero verso Largo Chigi. Lì, secondo alcune ricostruzioni, vennero provocati dai giornalisti della redazione del quotidiano Il Tempo, che si mostrarono dalle finestre della redazione facendo il saluto romano; gli studenti risposero lanciando sassi e sampietrini. Nel frattempo, nell'inerzia da parte delle Forze dell'Ordine, in città agirono anche gruppi neofascisti, che, dopo avere attaccato una sede del Partito Radicale che esponeva uno striscione contro la visita di Nixon, verso sera diedero l'assalto alla Facoltà di Magistero occupata. Nella facoltà erano rimasti in pochi a presidiare, visto che la maggior parte degli occupanti era uscita per partecipare alle proteste contro Nixon. Gli studenti assediati si rifugiarono ai piani superiori, barricandosi accostando alla porta un armadio di metallo. Lo studente ventitreenne Domenico Congedo si arrampicò sul cornicione di una finestra del terzo piano per cercare di aprire una via di fuga per lui ed i compagni. La traversina di marmo su cui Congedo camminava però cedette ed il giovane precipitò sul selciato. Trasportato (secondo alcune accuse in ritardo) al Policlinico Umberto I, morì nella notte. Data l'entità degli scontri in giornata e la notizia della tragedia, il presidente degli Stati Uniti annullò la conferenza stampa prevista in serata a conclusione della visita.

I suoi funerali si svolsero il successivo giorno 3 marzo a Galatina. I parlamentari del Partito Comunista presentarono interrogazioni in Parlamento, rilanciate anche dal quotidiano L'Unità. La morte di Congedo venne però archiviata come un incidente.

Note

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