Biografia Šamanov è nato a Barnaul, in Siberia, il 15 febbraio 1957. Ha trascorso l'infanzia a Gagarin, cittadina uzbeka del distretto di Mirzachul. Sua madre, Galina Evgen'evna, fu pluricampionessa del Territorio dell'Altaj nell'atletica leggera, nello sci di fondo e nel ciclismo.
Nel 1974 si è iscritto alla Scuola superiore di comando corazzato di Tashkent, dove si addestrò come parte della 12ª Compagnia. Nel 1976 l'unità venne trasferita alla Scuola superiore di comando aviotrasportato di Rjazan', dalla quale si diplomò nel 1978 come cadetto della 5ª Compagnia. Terminati gli studi iniziò a prestare servizio come comandante di plotone in un battaglione di artiglieria della 76ª Divisione d'assalto aereo delle guardie. Nel 1980 fu promosso a comandante di compagnia cadetti della scuola presso cui si era diplomato due anni prima. Dal 1984 al 1986 fu comandante di battaglione del 104º Reggimento d'assalto aereo delle guardie della 76ª Divisione. Successivamente venne promosso a vice comandante del 300º Reggimento della 98ª Divisione aviotrasportata delle guardie, all'epoca di stanza a Chișinău.
Nel 1990, dopo un anno di specializzazione presso l'Accademia militare "M.V. Frunze", fu nominato comandante del 328º Reggimento della 104ª Divisione d'assalto aereo delle guardie, con il quale nel 1992 combatté nella prima guerra del Nagorno Karabakh a fianco dell'Azerbaigian durante l'Operazione Goranboy. Nel 1993, in seguito allo scioglimento dell'Unione Sovietica, l'unità venne ritirata da Kirovabad a Ul'janovsk, in Russia. Nel 1994 Šamanov venne nominato capo di stato maggiore della 7ª Divisione d'assalto aereo da montagna delle guardie. A partire dal marzo 1995 fu a capo del gruppo operativo della 7ª Divisione, schierato in Cecenia durante il conflitto contro la Repubblica di Ichkeria; il 21 maggio venne ferito da una scheggia mentre si trovava nel teatro operativo. A luglio è stato promosso a maggior generale. A ottobre è stato nominato vice comandante dell'intero gruppo di forze russo in Cecenia, mentre da aprile a luglio 1996 ne fu il comandante in capo: sotto la sua direzione le truppe russe riuscirono a occupare il villaggio di Bamut dopo oltre un anno di assalti.
Dal 1998 al 1999 fu capo di stato maggiore e primo vice comandante della 20ª Armata combinata delle guardie; nello stesso periodo perfezionò i propri studi militari all'Accademia militare dello Stato maggiore delle Forze armate della Federazione Russa. Nell'agosto 1999 è stato nominato comandante della 58ª Armata combinata, con la quale ha partecipato alla guerra del Daghestan e alla seconda guerra cecena, durante la quale ha guidato l'intero contingente russo nel corso della battaglia di Groznyj dell'inverno 1999-2000. Per i meriti dimostrati in combattimento fu insignito dal presidente Vladimir Putin della massima onorificenza di Eroe della Federazione Russa; tuttavia i gruppi per i diritti umani lo hanno duramente criticato per i crimini di guerra commessi dalle truppe della Federazione Russa sotto i suoi ordini durante le due guerre cecene. Il 21 febbraio 2000 è stato promosso a tenente generale.
Nell'agosto 2000 Šamanov annunciò la sua intenzione di candidarsi alla carica di governatore dell'oblast' di Ul'janovsk, riuscendo a vincere le elezioni al primo turno con il 56% dei voti. Insediatosi il 6 gennaio 2001, ricoprì l'incarico fino al novembre 2004, quando venne nominato assistente del Presidente del Governo della Federazione Russa. A partire dal 14 marzo 2006 operò come consigliere del ministro della difesa, Sergej Ivanov.
Nell'agosto 2008 è stato nominato al comando del gruppo di forze russo in Abcasia, composto da oltre 9.600 soldati, il quale sconfisse le truppe georgiane durante l'operazione nella gola di Kodori nel corso della seconda guerra in Ossezia del Sud. Il 24 maggio 2009 Dmitrij Medvedev l'ha nominato comandante delle Truppe aviotrasportate russe per neutralizzare il malcontento per i tagli e le riorganizzazioni conseguenti al programma di riforme del 2008. Sebbene Šamanov avesse sostenuto il programma, ha annullato tutti i tagli nel VDV e ne ha annunciato il potenziamento. Il 30 ottobre 2010 a Tula, al primo chilometro dell'autostrada per Mosca, un camion pesante MAZ attraversò la carreggiata e si scontrò con una BMW 525 con a bordo Vladimir Šamanov e il colonnello Naumec', comandante in carica della 106ª Divisione aviotrasportata. A seguito dell'incidente i due militari rimasero feriti e il conducente dell'auto morì sul colpo. I medici di un ospedale nella regione di Tula diagnosticarono a Šamanov una commozione cerebrale e la frattura di una gamba e di un braccio; il giorno stesso il presidente russo Putin gli fece visita in ospedale.
Il 12 maggio 2014 è stato sottoposto a sanzioni da parte dell'Unione europea per l'impiego delle truppe aviotrasportate durante l'occupazione russa della Crimea. Il 26 maggio è stato sanzionato anche da Montenegro, Islanda, Norvegia, Albania e Liechtenstein.
Il 4 ottobre 2016 Šamanov si è ritirato dal servizio militare per partecipare alle elezioni parlamentari, alle quali fu il capolista del partito Russia Unita per la regione di Uljanovs'k. Dopo l'elezione divenne presidente della Commissione Difesa della Duma di Stato. È stato rieletto anche alle elezioni parlamentari del 2021 in quanto candidato di punta di Russia Unita per il Territorio dell'Altaj e la Repubblica dell'Altaj, mantenendo il suo ruolo alla Commissione Difesa.
Nel 2022, in seguito all'invasione russa dell'Ucraina, Šamanov è stato inserito nella lista dei politici russi sanzionati "per aver "votato per riconoscere l'indipendenza delle cosiddette repubbliche di Doneck e Lugansk" da parte di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e naturalmente Ucraina.
Controversie Šamanov è considerato uno tra i più spietati comandanti militari russi, con alcune fonti legate all'insurrezione che lo chiamano il "Macellaio della Cecenia". Già durante la prima guerra cecena, l'insurrezione cecena affermò che Šamanov era la reincarnazione di Aleksej Ermolov, generale dell'Impero russo della guerra caucasica del XIX secolo, divenuto celebre per la sua politica spietata nei confronti dei combattenti ribelli locali e dei loro sostenitori tra i civili. Gennadij Trošev, altro generale russo veterano delle guerre cecene, ha scritto nelle sue memorie riguardo a Šamanov che "era troppo irascibile e diretto nei suoi rapporti con la popolazione cecena", "[preferendo] scegliere la via più breve per la vittoria (...) [che] causò numerose perdite tra i soldati russi".
Aslambek Aslachanov, generale in pensione del Ministero degli Interni e consigliere di Vladimir Putin per la Cecenia, ha definito Šamanov un "macellaio" e una "maledizione per il popolo ceceno": "I ceceni parlano di Šamanov come di una piaga che si è abbattuta su di loro, una malattia come l'AIDS. Sta annegando nel sangue. Crede cinicamente che tutti i ceceni – uomini e donne, persino i bambini – siano dei banditi".
Il direttore dell'ufficio di Mosca di Memorial, l'organizzazione per i diritti umani fondata dal premio Nobel per la pace Andrej Sacharov, ha dichiarato: "I suoi subordinati sono sicuramente colpevoli di crimini di guerra, e credo che un'indagine seria dimostrerebbe anche la diretta colpevolezza di Šamanov nei crimini di guerra, ovvero che li ha ordinati. Ha una forte vena xenofoba. È crudele, ma questo deriva dal suo senso del dovere. È onesto al riguardo, ma questo non lo rende meno spaventoso".
Nel dicembre 1999 Šamanov ricevette la stella di Eroe della Federazione Russa per le azioni compiute durante la guerra in Cecenia. Tuttavia l'organizzazione non governativa Human Rights Watch ha chiesto al governo russo di aprire un'indagine sul suo ruolo nell'incidente di Alchan-Jurt, che HRW ha definito un "massacro". Šamanov avrebbe minacciato di sparare agli abitanti del villaggio che lo imploravano di porre fine agli abusi. In seguito ha respinto le richieste di assumersi la responsabilità per gli abusi, affermando che i soldati russi stavano facendo "una cosa sacra". In un'intervista a Novaja Gazeta pubblicata nel giugno 2000, Šamanov ha ammesso infine che si erano verificati numerosi casi di saccheggio da parte dell'esercito russo in Cecenia, ma affermò anche di considerare la sua immagine di "generale crudele" un complimento e di credere che anche le mogli e i figli dei combattenti ribelli fossero "banditi" che dovevano essere "distrutti". Ciononostante, ha negato le accuse di violazioni dei diritti umani diffuse dai media stranieri. In un'intervista del 2004 al Washington Post ha respinto le accuse definendole "favole" e ha ipotizzato che gruppi per i diritti umani avessero nascosto i corpi ad Alchan-Jurt e "inventato" un massacro. Nel 2005 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto la Russia responsabile per la morte dei civili durante il bombardamento indiscriminato del villaggio di Katyr-Yurt, anch'esso occupato dalle truppe russe al comando di Šamanov.
Nel marzo 2000 Šamanov ha sostenuto il colonnello Jurij Budanov, accusato di crimini di guerra. Budanov, disse, era uno dei suoi "migliori comandanti" e prima del processo dichiarò: "Non mettere le mani sull'immagine di un soldato e di un ufficiale russo". In seguito Šamanov si recò a Rostov sul Don per difendere Budanov durante il processo. Alla fine, Budanov fu condannato per il rapimento e l'omicidio della giovane cecena Ėl'za Kungaeva, avvenuto nel marzo 2000. Il 21 settembre 2004 Šamanov, nel frattempo divenuto governatore della regione di Ul'janovsk, sostenne la grazia per Budanov, scatenando in Cecenia rabbia anche tra gli abitanti filo-moscoviti.
Nel marzo 2007 ha incontrato alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, scatenando numerose critiche da parte dei media occidentali e delle organizzazioni per i diritti umani a causa della sua condotta criminale durante il conflitto in Cecenia. In seguito la Casa Bianca ha spiegato di non essere a conoscenza delle accuse contro il generale prima del loro incontro e che era "improbabile" che Bush avrebbe incontrato e posato per una foto con Šamanov se fosse stato a conoscenza delle accuse.
Onorificenze
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Destinatari del diploma onorario del Presidente della Federazione Russa Categoria:Generali russi Categoria:Eroi della Federazione Russa