Food Not Bombs (in italiano Cibo Non Bombe) è un movimento internazionale di volontariato e attivismo sociale nato negli Stati Uniti d'America nel 1980. È noto per la distribuzione gratuita di pasti vegetariani o vegani preparati con alimenti recuperati o donati, spesso destinati a persone senza dimora o in condizioni di difficoltà economica.

Food Not Bombs combina attività di solidarietà sociale con una critica alle spese militari, allo spreco alimentare e alle disuguaglianze economiche. I gruppi locali operano generalmente in modo autonomo e non gerarchico, organizzando cucine collettive e distribuzioni pubbliche.

Nel corso dei decenni si è diffuso in centinaia di città in tutto il mondo ed è spesso associato ai movimenti pacifisti, anarchici e alle pratiche di mutuo aiuto. Le attività sono state oggetto sia di riconoscimenti da parte di organizzazioni sociali e media per il loro contributo sociale sia di controversie legali e politiche legate alla distribuzione di cibo nello spazio pubblico.

In Italia è attivo soprattutto a Torino e Padova.

Storia

Origini e contesto storico Durante gli anni Settanta (soprattutto nel periodo dove si stava ancora svolgendo la guerra del VietnamLevy, Peter B. (2013). "New Left". In Rubin, Joan Shelley; Casper, Scott E. (eds.). The Oxford Encyclopedia of American Cultural and Intellectual History. Oxford: Oxford University Press. URL consultato il 24 novembre 2025.) e i primi anni Ottanta negli Stati Uniti si svilupparono movimenti sociali legati alla critica della spesa militare e alla promozione di politiche sociali alternative. In questo contesto alcuni attivisti iniziarono a organizzare azioni simboliche per evidenziare il contrasto tra l'abbondanza di risorse economiche destinate agli armamenti e la presenza diffusa di povertà e insicurezza alimentarePiven, Frances Fox & Cloward, Richard. Regulating the Poor: The Functions of Public Welfare. Vintage, 1971.McHenry, Keith. Hungry for Peace: How You Can Help End Poverty and War with Food Not Bombs. See Sharp Press, 2012.Ross, Michael L. “The Political Economy of Protest: Anti-Military Movements in the 1970s and 1980s.” Social Problems, 1992..

Food Not Bombs nacque nel 1980 a Cambridge, nello Stato del Massachusetts. Fu fondato da un gruppo di attivisti pacifisti e ambientalisti coinvolti nelle proteste contro la guerra fredda, la proliferazione delle armi nucleari e l'espansione dell'industria militare.

Il movimento nacque durante una protesta contro la costruzione della Seabrook Nuclear Power Station a Seabrook, nel New Hampshire. L'iniziativa si sviluppò nel contesto del movimento anti-nucleare statunitense, in particolare all'interno della Clamshell Alliance, una coalizione di gruppi impegnati nell'opposizione alla proliferazione dell'energia nucleare. Durante queste mobilitazioni, alcuni attivisti iniziarono a condividere cibo gratuito come forma di protesta simbolica contro le spese militari e nucleari, sostenendo che le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate al benessere sociale piuttosto che agli armamenti.

Le prime iniziative del gruppo consistevano nella distribuzione di cibo recuperato durante manifestazioni politiche e proteste contro le politiche militari del governo statunitense.

Una delle prime azioni pubbliche documentate avvenne nel 1981 davanti alla sede della Federal Reserve Bank di Boston, dove gli attivisti distribuirono pasti preparati con alimenti recuperati da negozi e mercati locali. Secondo gli attivisti l'iniziativa aveva un significato simbolico e mirava a denunciare la priorità data alle spese militari rispetto agli investimenti nei programmi sociali.

Sviluppo negli anni Ottanta Nel corso degli anni Ottanta il modello organizzativo di Food Not Bombs iniziò a diffondersi in altre città degli Stati Uniti. Attivisti locali replicarono l'iniziativa organizzando distribuzioni di cibo nei propri contesti urbani.

Tra le città in cui nacquero nuovi gruppi vi furono San Francisco, New York, Los Angeles e Washington. Le attività del movimento si svilupparono spesso in contesti urbani caratterizzati da forte disuguaglianza sociale e da una significativa presenza di persone senza dimora. Le distribuzioni venivano generalmente organizzate in spazi pubblici come parchi e piazze, con l'obiettivo di offrire pasti e allo stesso tempo, secondo i promotori, sensibilizzare l'opinione pubblica su questioni sociali e politiche. Durante questo periodo il movimento stabilì alcuni principi organizzativi fondamentali, tra cui l'assenza di una struttura gerarchica centrale e l'autonomia dei gruppi localiDavid Boarder Giles, A Mass Conspiracy to Feed People: Food Not Bombs and the World-Class Waste of Global Cities, Duke University Press, 2021..

Nel corso degli anni successivi iniziò a partecipare e a sostenere numerose mobilitazioni sociali e politiche. Il 12 giugno 1982, durante la grande March for Nuclear Disarmament svoltasi a New York, considerata la più grande manifestazione per il disarmo nucleare nella storia degli Stati UnitiWittner, Lawrence S. (5 dicembre 2010). The Nuclear Freeze and Its Impact. Arms Control Today., i volontari di Food Not Bombs distribuirono pasti ai partecipanti.

Nel 1985 fu coinvolto nell'occupazione del Federal Building a Boston, organizzata come protesta contro il sostegno degli Stati Uniti alla guerra civile di El Salvador. Durante questa mobilitazione Food Not Bombs distribuì cibo ai manifestanti e agli attivisti coinvolti nell'azione di protesta, collaborando con organizzazioni pacifiste e gruppi di attivismo come il Pledge of Resistance e altre reti impegnate nelle campagne contro la guerra.

Alla fine degli anni Ottanta acquisì maggiore visibilità pubblica. Nel 1988 diversi volontari di Food Not Bombs furono arrestati a San Francisco per aver distribuito cibo senza i permessi richiesti dalle autorità locali.Parson, Sean (2018). Cooking Up a Revolution: Food Not Bombs, Homes Not Jails, and Resistance to Gentrification. Manchester: Manchester University Press. ISBN 978-1-5261-0735-0. Le proteste che seguirono a questi arresti contribuirono ulteriormente all'attenzione mediatica del movimento.

Espansione negli anni Novanta Negli anni Novanta, Food Not Bombs acquisì maggiore visibilità sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale. Fu spesso associato ai movimenti contro la globalizzazione economica e alle reti anarchiche e libertarie. In questo periodo si verificarono anche diversi conflitti con le autorità locali in alcune città statunitensi. In particolare, alcuni volontari furono arrestati o multati per aver distribuito cibo in spazi pubblici senza autorizzazione.

Uno dei casi più noti si verificò a San Francisco negli anni Novanta, quando alcuni attivisti furono arrestati durante distribuzioni di cibo nel centro della città. Gli arresti suscitarono un ampio dibattito pubblico sulla regolamentazione delle attività di solidarietà e sull'uso dello spazio pubblico. Le controversie legali contribuirono a portare maggiore attenzione mediatica al movimento.

A partire dagli anni Novanta iniziò a diffondersi in altri paesi al di fuori degli Stati Uniti. Gruppi locali furono fondati in Canada, Regno Unito, Germania, Australia e in diversi paesi dell'Europa occidentale. Successivamente si diffuse anche in Europa orientale, America Latina e AsiaJanet Poppendieck, Sweet Charity? Emergency Food and the End of Entitlement, 1998.

Nel 1999, durante le proteste contro il vertice della WTO a Seattle, i volontari del movimento distribuirono pasti ai manifestanti che partecipavano alle proteste contro la globalizzazione economica e le politiche commerciali internazionali.Emerson, William J. III (2010). "Battle of Seattle". Culture Wars: An Encyclopedia of Issues, Viewpoints, and Voices. Armonk: M.E. Sharpe. pp. 37–38. ISBN 978-0-7656-2250-1. URL consultato il 9 dicembre 2025.

XXI secolo

La natura decentralizzata dell'organizzazione facilitò la nascita di nuovi gruppi, poiché non era necessario ottenere autorizzazioni o affiliazioni formali per adottare il nome e i principi del movimento. Nel corso del XXI secolo la rete di Food Not Bombs continuò ad espandersi, con gruppi attivi in centinaia di città nel mondo, anche attraverso l'utilizzo dei social media per avvisare gli interessati dei luoghi e degli orari di distribuzione, di eventuali iniziative e per cercare nuovi volontari.

Tra il 2003 e il 2011 partecipò a numerose proteste contro la Guerra in Iraq. In quel periodo i volontari di Food Not Bombs distribuirono pasti durante manifestazioni e azioni simboliche davanti a basi militari e uffici governativi, collaborando con organizzazioni pacifiste come United for Peace and Justice, Veterans for Peace e diversi collettivi universitari.Nel 2011 prese parte alle mobilitazioni di Occupy Wall Street a New York. In quell'occasione i volontari contribuirono alla creazione della cosiddetta People’s Kitchen, una cucina collettiva che forniva pasti ai partecipanti dell'occupazione e supporto logistico agli attivisti presenti nell'accampamento. L'iniziativa divenne uno degli elementi organizzativi più noti dell'Occupy Movement.

Tra il 2011 e il 2012 i volontari sostennero diverse mobilitazioni in Nord America, tra cui quelle di Occupy Vancouver, Occupy Miami e Occupy Portland, oltre a partecipare alle attività di soccorso e mutuo aiuto organizzate da Occupy Sandy dopo il passaggio dell'uragano Sandy.

A partire dal 2015 è stato presente anche in alcune manifestazioni legate al movimento Black Lives Matter, durante le quali i volontari hanno distribuito cibo ai partecipanti alle proteste contro la brutalità della polizia e il razzismo sistemico negli Stati Uniti. In queste mobilitazioni Food Not Bombs ha collaborato con capitoli locali del movimento e con varie organizzazioni comunitarie.

"Giornata senza donne" è stato uno sciopero tenuto l'8 marzo 2017, in occasione della Giornata internazionale della donna. Proclamato da due gruppi attivisti femministi (uno che organizzò Women's March on Washington e l'altro chiamato "Sciopero Internazionale Delle Donne"), chiedeva alle donne di non lavorare quel giorno per protestare contro le politiche dell'amministrazione di Donald Trump. Food Not Bombs distribuì cibo ad alcune manifestazioni collegate a quello sciopero.

Attività durante la pandemia di COVID-19 Durante la pandemia di COVID-19 (2020-2022), con l’introduzione delle misure di distanziamento sociale, diversi capitoli locali hanno modificato le modalità di distribuzione. In molte città i pasti sono stati preparati in porzioni preconfezionate da asporto, distribuite in strada o portate direttamente alle persone senza fissa dimora e ad altri gruppi vulnerabili. Le attività sono spesso continuate con protocolli di sicurezza sanitaria, come l’uso di mascherine, guanti e contenitori monouso.

Oltre alla distribuzione di cibo, alcuni gruppi Food Not Bombs hanno preso parte a reti più ampie di mutuo aiuto, fornendo supporto logistico e materiali durante la crisi pandemica. In alcune città i volontari hanno distribuito mascherine e altri dispositivi di protezione a lavoratori essenziali e a organizzazioni comunitarie, oltre a sostenere rifugi e persone emarginate.

In altri contesti sono state organizzate iniziative di consegna di generi alimentari e pacchi spesa per persone in quarantena o impossibilitate a uscire di casa.

Posizioni sulla guerra in Ucraina In occasione dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022, alcuni gruppi locali hanno rilasciato dichiarazioni contro la guerra e la militarizzazione, ad esempio dal capitolo di Moscow Food Not Bombs, che ha pubblicato un messaggio contro l’invasione e contro “regimi militaristici” e la violenza statale, affermando che non si schiera con stati ma contro la guerra stessa.