Nessun domani è un film drammatico italiano del 2025, diretto e interpretato da Davide Campagna. Il film è prodotto da The Palma Movie, scritto da Davide Campagna e Noemi Galetta, basato su un soggetto di Davide Campagna. La storia racconta la storia di Miriam, una giovane donna ai margini della società, coinvolta in tossicodipendenza, piccoli crimini e conflitti familiari e criminali.

Trama Ambientato fra le periferie e il centro di Roma, il film segue le vicende di Miriam, una giovane donna che sopravvive tra lavori saltuari, dipendenza e piccoli reati. Miriam è costretta a fare i conti con un debito contratto nei confronti di Spadone, un pericoloso boss locale, che ne condiziona le scelte e la espone a ricatti e controlli continui. La quotidianità della protagonista è scandita da notti di eccessi, rapporti distruttivi e tentativi sporadici di autonomia che si infrangono contro un contesto sociale ostile.

A complicare ulteriormente la situazione intervengono figure che oscillano tra protezione e pericolo: Serena è un'amica che prova ad aiutarla senza riuscire sempre a comprendere la portata del problema; Ines, la sorella, tenta di salvare Miriam spinta da un affetto con risvolti conflittuali; la relazione con Riccardo è fatta di attrazione e violenza, ed esprime sia la vulnerabilità di Miriam sia il carattere imprevedibile di lui. Sullo sfondo emergono poi personaggi legati al mondo della malavita locale che contribuisce a elevare la tensione fra le fazioni.

Gli eventi precipitosamente evolvono quando Miriam e Serena sono coinvolte in una rapina a una sala giochi; l'episodio mette in moto una serie di conseguenze a catena: ricatti, ritorsioni e una crescente ostilità tra il clan di Spadone e un gruppo rivale identificato come Sorcanera. La situazione degenererà in rapimenti e atti di violenza, fra cui un incendio doloso che segna un punto di non ritorno per più personaggi e costringe tutti a fare scelte estreme. Le dinamiche fra le parti coinvolte mostrano i limiti delle alleanze costruite su paura e necessità, e mettono a nudo il fragile equilibrio su cui si regge la vita dei protagonisti.

Parallelamente ai conflitti esterni, il film approfondisce i rapporti familiari e la dimensione psicologica dei personaggi: Ines, la sorella di Miriam, tenta mediazioni che si scontrano con l'intransigenza delle gerarchie criminali; Serena è testimone del deterioramento progressivo di Miriam e prova a trovare soluzioni che si rivelano spesso insufficienti.

Nel corso della vicenda i protagonisti si trovano a confrontarsi con la possibilità di fuga o di riscatto, ma le circostanze e le scelte individuali rendono il futuro incerto.

Produzione Il film è stato prodotto da The Palma Movie e girato principalmente a Roma nel 2025, in collaborazione con Studio Emme e The 6 PM Media Group. Le riprese sono iniziate il 10 marzo 2025 e sono terminate il 22 aprile 2025.

Distribuzione Distribuito in Italia da The Palma Movie, il film è stato programmato in sale selezionate a partire dal 18 settembre 2025. Il primo trailer ufficiale è stato distribuito il 1º settembre 2025 sui canali e sulle pagine ufficiali del film e della casa di produzione. Una seconda uscita internazionale è prevista per la seconda metà del 2026, distribuito all’estero da The 6 PM Media Group.

Temi e stile Il film ha ottenuto la qualifica di film d'essai dal Ministero dei Beni Culturali. Il film è stato descritto come "uno sguardo autentico e viscerale sulla condizione giovanile contemporanea", esplorando i conflitti tra desiderio di libertà e le pressioni di un mondo difficile. La regia di Davide Campagna è stata lodata per la sua capacità di "organizzare uno spaesamento dello spettatore", utilizzando silenzi e tensioni sottili per creare un realismo instabile e una verosimiglianza disturbante. La regia di Nessun domani si concentra sulla rappresentazione del disagio come esperienza estetica ed emotiva, evitando la spettacolarizzazione del dolore. Secondo AlimentaPress, l’intento di Davide Campagna è quello di far percepire allo spettatore il malessere dei personaggi in modo immersivo, senza mediazioni narrative convenzionali.

Il regista utilizza una grammatica visiva rigorosa, basata sul ritmo interno delle inquadrature, sui silenzi e sulla recitazione essenziale. Le scene sono costruite attraverso la sottrazione di coordinate morali e narrative, generando un effetto di spaesamento controllato nello spettatore. Tale approccio si riflette nell’uso del piano sequenza come linguaggio espressivo, impiegato per mantenere una tensione costante ed esporre i corpi e le emozioni in maniera diretta, più che per raccontare la trama in senso tradizionale.

Note

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