Biografia Originario di Savona, è noto per il suo contributo alla diffusione dello stile barocco in Sardegna, dove ha realizzato importanti opere architettoniche. Pur avendo lasciato un'impronta molto importante nella storia dell'architettura seicentesca sarda, le notizie sulla sua vita sono molto scarse.

Stile Lo stile di Spotorno è una fusione tra elementi manieristi e barocchi. Le sue opere si distinguono per la monumentalità, l’equilibrio compositivo e la sobrietà decorativa, riflettendo una formazione ligure adattata al contesto sardo.

Opere principali

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, Ales Spotorno fu incaricato della ricostruzione della cattedrale di Ales rovinata da un incendio, iniziata nel 1634 e completata nel 1687. Il progetto, in stile barocco, fu affidato all'architetto savonese, che portò con sé maestranze dalla Liguria. Spotorno morì nel comune dell'Oristanese il 17 giugno 1702 e fu sepolto nella stessa cattedrale.

Cattedrale di Santa Maria, Cagliari Dal 1669 al 1674, sotto la direzione di monsignor Pietro De Vico, Spotorno, con la collaborazione degli scalpellini liguri Solario e Aprile, partecipò alla trasformazione della cattedrale di Cagliari, conferendole un aspetto barocco. I lavori includevano l'innalzamento delle pareti, la sostituzione delle colonne con pilastri e la creazione di volte e cupole.

In particolare si occupò della Cappella del Battistero, e per farlo demolì due lati del campanile. La cappella venne ristrutturata da Francesco Cucchiari in stile neoclassico nel 1824. Dell'originale secentesco rimane il vascone marmoreo che serviva a conservare l'acqua benedetta.

Chiesa di San Michele, Alghero Tra il 1661 e il 1675, Spotorno guidò la ricostruzione della chiesa di San Michele ad Alghero, che è oggi una delle sue eredità più riconoscibili e rappresenta un importante riferimento per lo studio dell’architettura sacra seicentesca nell’isola.

Chiesa di Santa Barbara, Villacidro Nel 1670, Spotorno fu incaricato della ristrutturazione della chiesa di Santa Barbara a Villacidro.

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola e Collegio gesuitico, Oliena

Nel 1655, l'architetto ligure si occupò della progettazione dell'edificio sacro da affiancare al Collegio gesuitico del villaggio barbaricino, anch'esso progettato da Spotorno, e costruito su quella che fu l'abitazione del rettore Giovanni Angelo Salis. Fu proprio il Salis, che fece un lascito a favore della Compagnia di Gesù, a voler l'edificazione di un collegio-convento e di una chiesa. Il lavori si protrassero talmente a lungo, che non erano ancora terminati quando i gesuiti lasciarono Oliena.

Menzione speciale merita l'altare, decorato con tutti gli elementi tipici del barocco: festoni, ghirlande, conchiglie, ovoli, foglie stilizzate e colonne policrome.

Note

Bibliografia Marcello Schirru, L'architettura e le dotazioni dell'Ospedale di Sant'Antonio a Cagliari, Università degli Studi di Cagliari, 2024. Giorgio Aleo, Storia cronologica e veridica dell’isola e Regno di Sardegna dall’anno 1637 all’anno 1672, traduzione e cura di F. Manconi, Nuoro, Ilisso, 1998. Francesca Segni Pulvirenti, Aldo Sari, Architettura tardogotica e d’influsso rinascimentale [collana Storia dell’arte in Sardegna], Nuoro, Ilisso, 1994. Salvatore Naitza, Architettura dal tardo '600 al classicismo purista, Nuoro, Ilisso, 1992 ISBN 88-85098-20-7 Sebastiano Putzu, L'opera culturale, religiosa e sociale dei Gesuiti nel Nuorese. Dal 1665 al 1773, 1966, Ed. Tipografia Ortobene, Nuoro. Sebastiano Putzu, I Gesuiti nel Nuorese nel 1600 e nel 1700. Collegio di Oliena, 1987, Ed. Coop. Grafica nuorese, Nuoro

Categoria:Architetti barocchi