È ampiamente considerato uno dei filosofi morali più importanti e influenti della fine del XX e dell'inizio del XXI secolo.
Parfit divenne noto in ambito accademico già con il suo primo articolo, "Personal Identity" (1971). Il suo primo libro, Reasons and Persons (1984), è stato descritto come l'opera più significativa della filosofia morale a partire dal 1800. Il suo secondo libro, On What Matters (2011), è stato ampiamente discusso fin da prima della sua effettiva pubblicazione.
Per tutta la sua carriera accademica, Parfit ha lavorato all'Università di Oxford, dove al momento della sua morte era ricercatore emerito presso l'All Souls College. È stato anche professore ospite di filosofia presso l'Università di Harvard, la New York University e la Rutgers University. Gli è stato conferito il premio Rolf Schock 2014 "per i suoi contributi pionieristici riguardanti identità personale, la considerazione per le generazioni future e l'analisi della struttura delle teorie morali".
Biografia Parfit è nato nel 1942 a Chengdu, in Cina, figlio di Jessie (nata Browne) e Norman Parfit, medici trasferitisi in Asia per insegnare medicina preventiva negli ospedali missionari. Circa un anno dopo la nascita di Parfit, la famiglia è però tornata nel Regno Unito e si è stabilita a Oxford. Ha studiato alla Dragon School e all'Eton College, dove ha ottenuto ottimi risultati in tutte le materie tranne la matematica. Da piccolo desiderava essere poeta, ma abbandonò la poesia verso la fine dell'adolescenza.
Ha poi studiato storia moderna al Balliol College di Oxford, laureandosi nel 1964. Nel 1965-66 è stato Harkness Fellow presso la Columbia University e l'Università di Harvard ed è in questo periodo che ha abbandonato gli studi storici per dedicarsi alla filosofia. Parfit è quindi tornato a Oxford ed è diventato membro dell'All Souls College. Ha ricoperto questo incarico fino all'età di 67 anni, data in cui è andato in pensione. Anche dopo il pensionamento, ha continuato a collaborare con l'Università di Harvard, la New York University e la Rutgers.
Pensiero Nel suo celebre libro Reasons and Persons (1984), Parfit sostiene che l'identità numerica non sia "ciò che conta" per la sopravvivenza personale, quanto piuttosto la continuità psicologica e la connessione causale tra stati mentali. Egli utilizza esperimenti mentali fantascientifici, riguardanti ad esempio il teletrasporto e il trasferimento di cervello, per dimostrare che l’identità è meno importante di quanto si pensi: se ad esempio la mente di una persona viene trasferita in un altro corpo con gli stessi ricordi, desideri e tratti caratteriali, la continuità personale è preservata anche se l’identità numerica non lo è.
Il fatto che l'identità non sia così importante lo porta a sostenere una visione impersonalista dell’etica, secondo la quale le persone dovrebbero preoccuparsi meno della loro sopravvivenza individuale e più delle connessioni che hanno con gli altri.
Opere 1964: Eton Microcosm. Edited by Anthony Cheetham and Derek Parfit. London: Sidgwick & Jackson. 1971: "Personal Identity". Philosophical Review. vol. 80: 3–27. 1979: "Is Common-Sense Morality Self-Defeating?". The Journal of Philosophy, vol. 76, pp. 533–545, October. 1984: Reasons and Persons. Oxford: Clarendon Press. 1992: "Against the social discount rate" (with Tyler Cowen), in Peter Laslett & James S. Fishkin (eds.) Justice between age groups and generations, New Haven: Yale University Press, pp. 144–161. 1997: "Reasons and Motivation". The Aristotelian Soc. Supp., vol. 77: 99–130. 2003: 2006: "Normativity", in Russ Shafer-Landau (ed.). Oxford Studies in Metaethics, vol. I. Oxford: Clarendon Press. 2011: On What Matters, vols. 1 and 2. Oxford University Press. 2017: On What Matters, vol. 3. Oxford University Press.
Note
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