Patroba (), o Patrobulo, è un personaggio biblico, menzionato da san Paolo nei saluti finali della sua lettera ai Romani e tradizionalmente considerato protovescovo di Pozzuoli.
Agiografia Secondo alcune fonti apocrife bizantine, posteriori al V secolo, attribuite allo Pseudo-Doroteo Pseudo-Doroteo, De septuaginta Domini discipulis, Patrologia Graeca, vol. 92, coll. 1063-1064, nº 37: Patroban, cuius meminit Apostolus, qui et Puteolorum fuit episcopus. e allo Pseudo-Ippolito Pseudo-Ippolito, De septuaginta Apostolis, Patrologia Graeca, vol. 10, coll. 955-956, nº 37: Patrobulus, episcopus Puteolorum., Patroba sarebbe stato uno dei Settanta discepoli di Gesù e primo vescovo di Pozzuoli.Bibliotheca Sanctorum, vol. 10, col. 415.
A Pozzuoli l'esistenza di un vescovo di nome Patroba era ignota fino al XVI secolo, quando le tradizioni orientali furono conosciute anche in Occidente.Angelo D'Ambrosio, Le origini e lo sviluppo del Cristianesimo a Pozzuoli dal I al XV secolo, in La Storia di Pozzuoli dalle origini all'età contemporanea, a cura di Antonio Alosco, Atti del Convegno Pozzuoli 3-4 maggio 1991, pp. 45–46. Patroba entrò così nella cronotassi dei vescovi puteolani Ferdinando Ughelli, Italia sacra, vol. VI, seconda edizione, Venezia, 1720, coll. 270-271. e venne inserito nel martirologio romano, venerato il 4 novembre, con san Filologo. Con la riforma del martirologio a norma dei decreti del concilio Vaticano II, la sua memoria è stata omessa.
Probabilmente per un'errata lettura dei testi greci, anche Napoli rivendicò l'episcopato di Patroba, che venne inserito nei cataloghi dei vescovi napoletani a partire da Bartolomeo Chioccarello nel 1643; Antistitum præclarissimæ Neapolitanæ ecclesiæ catalogus ab Apostolorum temporibus ad hanc usque nostram aetatem, et ad annum 1643, Neapoli, 1643, pp. 17-19. ancora all'inizio del Novecento alcuni autori sostenevano questa ipotesi.Luigi Peserico, Ricerche di storia etrusca, 1919, pp. 81-82. Contrario a questa tesi Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza, 1927, p. 220.
Secondo alcune tradizioni, che Francesco Lanzoni qualifica come «leggende recentissime», all'origine del cristianesimo a Penne in Abruzzo ci sarebbe uno dei Settanta discepoli di Gesù, chiamato Patras (o Patruas o Patrasso), probabile deformazione del nome Patroba menzionato nella lettera ai Romani e ricordato nelle fonti apocrife bizantine.Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza, 1927, p. 370. Vincenzio d'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1848, p. 532.
La Chiesa ortodossa fa memoria di san Patroba il 5 novembre, con i suoi compagni apostoli Erma, Lino, Caio e Filologo. Άγιοι Ερμάς, Πατρόβας, Λίνος, Γάιος και Φιλόλογος, Απόστολοι από τους Εβδομήκοντα, www.saint.gr
Note
Bibliografia De SS. Patroba et Philologo, Acta Sanctorum Novembris, Tomi II, Pars prior, Bruxellis, 1894, pp. 222-224 Tarcisio Stramare, Patroba, Bibliotheca Sanctorum, vol. 10, coll. 414-416
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