Il Governo Ciolacu I è stato il ventisettesimo esecutivo della Romania dalla rivoluzione romena del 1989, il terzo della IX legislatura. È entrato in carica il 15 giugno 2023, dopo aver ricevuto la nomina presidenziale, e, in seguito, l’approvazione parlamentare.
In seguito alla formazione del Governo Ciolacu II, si è ufficialmente dissolto il 23 dicembre 2024, nonostante fosse già dimissionario dal 2 dicembre.
Storia Formazione Esso si è formato come esito di precedenti accordi di coalizione tra le parti, le quali hanno trovato un punto d’incontro su un governo di rotazione: di fatti, al momento del giuramento del Governo Ciucă, come compromesso fu stabilita una rotazione per il 29 maggio 2023, poi posticipata al 1º giugno a causa di scioperi e proteste dei dipendenti pubblici, e ancora al 13 giugno, a causa di colloqui di coalizione dell’ultimo minuto.
Il 12 giugno, dunque, al fine di favorire la formazione del nuovo governo, il precedente Primo ministro Nicolae Ciucă si è dimesso, avviando così il processo costitutivo.
L'Unione Democratica Magiara di Romania, che aveva partecipato alla maggioranza nel precedente governo, ha preferito ritirarsi dall'accordo per via di una diversa ripartizione dei portafogli ministeriali richiesta dal PNL e rifiutata dai vertici del partito rappresentante della minoranza ungherese.
Il governo Ciolacu ha ottenuto il voto di fiducia dal parlamento il 15 giugno 2023 con 290 voti favorevoli e 95 contrari.
Dimissioni dei ministri del lavoro e della famiglia Il 4 luglio 2023 polizia e DIICOT realizzarono delle perquisizioni nelle località di Voluntari e Afumați nell'ambito di un'inchiesta volta a verificare diverse strutture per gli anziani in cui gli ospiti erano sottoposti a trattamenti disumani e a tortura, oltre a essere privati di cibo e medicine. Dalle indagini risultò che un'associazione che gestiva due di questi ospizi aveva ricevuto vari appalti dalle direzioni generali per l'assistenza sociale (DGASPC) del Settore 3 di Bucarest e del distretto di Ilfov.
In seguito all'allargarsi dello scandalo "Ospizi dell'orrore" il 13 luglio 2023 il ministro del lavoro Marius Budăi presentò le proprie dimissioni, seguite da quelle del ministro della famiglia Gabriela Firea, il 14 luglio, dopo che la stampa aveva rivelato che vari suoi collaboratori erano indagati nell'inchiesta.
Il 19 luglio furono sostituiti da Simona Bucura-Oprescu (lavoro) e Natalia Intotero (famiglia).
Elezioni del 2024 L'intesa tra i due partiti di governo fu rinsaldata alle elezioni europee del 9 giugno 2024, quando PSD e PNL concorsero in coalizione, raccogliendo quasi il 50% delle preferenze. Ulteriori candidature congiunte furono presentate in vari collegi anche alle concomitanti elezioni locali.
In prossimità delle elezioni presidenziali, il 7 ottobre 2024, il presidente del PNL Nicolae Ciucă dichiarò che avrebbe rotto l'alleanza con il PSD, ritenuto colpevole di abusi di potere. L'ex premier faceva riferimento ad una recente sentenza della Corte costituzionale che aveva interdetto la partecipazione alle elezioni presidenziali del candidato sovranista Diana Șoșoacă, decisione che secondo Ciucă era stata voluta dal PSD. Nonostante le dichiarazioni, il PNL sarebbe rimasto al governo al fine di «evitare l'escalation degli abusi da parte del PSD».
Sostegno parlamentare Il governo Ciolacu I è stato sostenuto da una coalizione formata dal Partito Social Democratico (centro-sinistra) e dal Partito Nazionale Liberale (centro-destra). Al momento dell'investitura la maggioranza disponeva di 188 deputati su 330 (pari al 56,97% dei seggi alla Camera dei deputati della Romania), più 18 in appoggio esterno (pari al 5,45% dei seggi) e di 85 senatori su 136 (pari al 62,50% dei seggi al Senato della Romania).
Al momento del voto di fiducia del 15 giugno 2023, il sostegno parlamentare al governo si poteva riassumere come segue: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputati Maggioranza PSD (109), PNL (79) Appoggio esterno Minoranze etniche (18) Opposizione USR (45), AUR (27), UDMR (20), Indipendenti (31)Senato Maggioranza PSD (47), PNL (38) Opposizione USR (22), AUR (13), UDMR (9), FD (3), Indipendenti (3), PNR (1)
Composizione Il Governo è formato da 21 ministri (compreso il Primo ministro), all’incirca divisi equamente tra i due partiti.
Carica Titolare Partito Primo Ministro Marcel Ciolacu PSD Primo Vice Primo MinistroMarian NeacșuPSD Secondo Vice Primo MinistroMinistro degli affari interni Cătălin Predoiu PNL Ministro degli Affari esteri Luminița Odobescu PNL Ministro della Difesa nazionale Angel Tîlvăr PSD Ministro delle Finanze Marcel Boloș PNL Ministro della Giustizia Alina Gorghiu PNL Ministro del Lavoro e della Solidarietà sociale Marius Budăi (fino al 13 luglio 2023) PSD Marian Neacșu (ad interim; dal 13 al 19 luglio 2023)Simona Bucura-Oprescu (dal 19 luglio 2023) Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Sorin Grindeanu PSD Ministro dell'Agricoltura e dello Sviluppo rurale Florin Barbu PSD Ministro dello Sviluppo, dei Lavori pubblici e dell'Amministrazione Adrian Veștea PNL Ministro degli Investimenti e dei Progetti europei Adrian Câciu PSD Ministro dell'Educazione Ligia Deca PNL Ministro dell'Energia Sebastian Burduja PNL Ministro dell'Economia, dell'Imprenditoria e del Turismo Radu Oprea PSD Ministro dell'Ambiente, delle Acque e delle Foreste Mircea Fechet PNL Ministro della Salute Alexandru Rafila PSD Ministro della Ricerca, dell'Innovazione e della Digitalizzazione Bogdan Gruia Ivan PSD Ministro della Cultura Raluca Turcan PNL Ministro della Famiglia, della Gioventù e delle Pari opportunità Gabriela Firea (fino al 14 luglio 2023) PSD Bogdan Gruia Ivan (ad interim; dal 14 al 19 luglio 2023)Natalia Intotero (dal 19 luglio 2023) Segretario generale del Governo Mircea Abrudean PNL
Politiche e provvedimenti principali
Riduzione dei prezzi di alimenti ed energia Tra le prime azioni finalizzate alla riduzione dell'inflazione sui generi alimentari, il 30 giugno 2023 il governo emanò un'ordinanza d'urgenza che imponeva dei tetti massimi al ricarico applicato sui prezzi di specifici prodotti agroalimentari da parte di diverse categorie di operatori commerciali. I trasformatori avrebbero potuto imporre un massimo del 20%, i distributori del 5% e i venditori al dettaglio del 20% al netto delle spese. Contestualmente fu varato un piano di sovvenzioni di 600 milioni di euro per i trasformatori sotto forma di garanzie per prestiti e investimenti per la produzione. L'ordinanza, inizialmente prevista per tre mesi, rimase in vigore fino alla fine del 2024 e contribuì alla riduzione dell'inflazione dal 10% del giugno 2023, al 7% del dicembre 2023, al 5,1% registrato nel giugno 2024. Pur in calo, il tasso d'inflazione registrato in Romania rimase uno dei maggiori d'Europa, mentre fra marzo e ottobre 2024 fu per sette mesi consecutivi il più alto al livello dell'Unione europea.
Il primo ministro si espresse più volte sulla possibilità di rimuovere progressivamente il calmiere sul mercato energetico introdotto dal precedente governo, anche su pressione della Commissione europea. Nel marzo 2024 fu abrogata la controversa sovratassazione sull'energia solare prodotta dagli utenti domestici (la cosiddetta "taxa pe soare") e aggiornò lo schema di sostegno per la popolazione. Il governo decise di mantenere il calmiere almeno fino alla primavera del 2025, sostenendo di volere proteggere i consumatori. Riforma delle pensioni Al fine di allineare la legislazione alle richieste della Commissione europea e della Corte costituzionale, il governo e il parlamento presentarono vari emendamenti correttivi alla precedente legge sulle pensioni speciali emanata dal governo Ciucă. Il testo revisionato stabiliva nuovi criteri, inerenti agli anni di servizio e la progressiva crescita dell'età pensionabile, per il pensionamento dei giudici, dei procuratori, dei giudici della Corte costituzionale e dei magistrati dell'Alta corte di cassazione e per la tassazione delle parti contributiva e non contributiva delle pensioni speciali. Il senato approvò il piano l'11 ottobre 2023, mentre la camera il 16 ottobre. La legge fu aspramente contestata dall'opposizione in quanto non risolveva il problema di base dell'eliminazione o della riduzione del numero di percettori delle pensioni speciali.
Il 20 novembre 2023 la camera dei deputati adottò la riforma delle pensioni pubbliche (Legge 360/2023) predisposta dal governo sulla base del sistema contributivo. In base alla legge il punto di base per il calcolo delle pensioni sarebbe cresciuto del 13,8% a partire dal 1º gennaio 2024; mentre a partire dal 1º settembre 2024 i successivi aumenti sarebbero stati ricalcolati per mezzo di una nuova formula che teneva conto del periodo contributivo di ciascuna persona e del tasso d'inflazione. Il diritto alla pensione si maturava dopo un minimo di quindici anni di contributi e l'età di pensionamento sarebbe stata progressivamente portata a 65 anni entro il 2035, sia per gli uomini che per le donne.
Secondo un'analisi di Bloomberg la riforma pensionistica avrebbe avuto un impatto sulla crescita del rapporto deficit/PIL del 5%.
Economia e finanze Furono adottati numerosi provvedimenti che incrementarono la pressione fiscale. Il 25 settembre 2023 il governo pose la fiducia su un pacchetto di misure, pubblicate poi sulla Legge 296/2023. Tra queste figuravano:
L'introduzione di un'imposta dell'1% sul fatturato per le piccole e medie imprese con un fatturato annuale fino a 60.000 euro; oltre questa soglia sarebbe stato applicato il 3%. L'introduzione di un'imposta supplementare dell'1% sul fatturato per le società con un fatturato annuale superiore a 50 milioni di euro. L'introduzione di un'imposta dell'1% sul fatturato delle banche. La revoca dell'esenzione delle imposte sul reddito per i dipendenti del settore informatico, ad eccezione dei redditi mensili sotto i 10.000 lei lordi. La reintroduzione del pagamento dei contributi alla cassa mutua (CASS) per i dipendenti del settore agricolo, delle costruzioni e dell'industria alimentare, che erano esentati dal 2019. L'Aumento delle accise su alcool e tabacco. L'incremento dell'imposta sul valore aggiunto per l'acquisto di nuove abitazioni, abitazioni sociali e pannelli fotovoltaici dal 5% al 9%. L'incremento dell'imposta sul valore aggiunto dal 9% al 19% per i prodotti alimentari ad alto contenuto di zuccheri. L'incremento dell'imposta sul valore aggiunto dal 5% al 19% per i servizi offerti dalle palestre. L'introduzione di una tassa dello 0,3% sugli immobili dal valore superiore a 500.000 euro e sulle autovetture dal valore superiore a 75.000 euro.
Il 13 dicembre 2023 il governo finalizzò un'ordinanza d'urgenza contenente numerose misure fiscali ed economiche. L'impatto sul bilancio stimato dal governo era di 67,1 miliardi di lei (pari circa 13 miliardi di euro) per il 2024. Tra i provvedimenti:
La maggiorazione dei salari della pubblica amministrazione del 5% a partire dal 1º gennaio 2024. La maggiorazione dei salari dei professori del 20% in due scaglioni nel 2024. Il congelamento delle assunzioni nella pubblica amministrazione. La previsione della sola compensazione con ore libere per gli straordinari realizzati dai dipendenti pubblici. La maggiorazione degli indennizzi del 13,8% per invalidi, veterani e vedove di guerra. Il blocco all'acquisto di una serie di beni da parte della pubblica amministrazione. L'introduzione di variazioni alle sovvenzioni nell'ambito del programma di acquisto di veicoli non inquinanti (programma RABLA). Il limite alle operazioni economiche in contanti a 10.000 lei al giorno per persona.
Il 20 dicembre 2023 il parlamento approvò la legge di bilancio per il 2024. Secondo le previsioni dell'esecutivo la Romania avrebbe avuto investimenti per un valore del 7% del PIL, una crescita economica del 3,4% e un deficit pubblico del 5% del PIL.