Biografia Braun si è laureato in informatica commerciale ed economia aziendale presso l'Università tecnica di Vienna. Nel 2000 ha conseguito un dottorato in scienze sociali ed economiche presso l'Università di Vienna. Braun ha iniziato la sua carriera come consulente presso Contrast Management Consulting GmbH, posizione che ha ricoperto fino al novembre 1998. Tra il 1998 e il 2001 ha lavorato presso KPMG a Monaco.

Wirecard Nel 2002 Braun è entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Wirecard, rivestendo inoltre i ruoli di CEO e CTO dell'azienda. Da allora Wirecard è diventata una delle aziende fintech più grandi al mondo. Nel maggio 2018 è stata inserita nell'indice DAX 30 della Borsa di Francoforte, mentre nel 2017 è stata classificata tra le "100 società di crescita più innovative al mondo" dalla rivista Forbes.

Dimissioni ed arresto Nel giugno 2020 Braun si è dimesso dalla carica di CEO dopo che sono stati scoperti più di 2 miliardi di dollari mancanti dai conti della società. Alla fine del 2017 Deutsche Bank aveva prestato a Braun 150 milioni di euro, accettando come garanzia la metà della sua quota del 7% in Wirecard. Il 22 giugno Braun, dopo essersi costituito, è stato arrestato dalla polizia tedesca "per sospetta frode contabile e manipolazione del mercato". Il 23 giugno è stato rilasciato su cauzione, fissata a 5 milioni di euro (5,7 milioni di dollari). Il 22 luglio è stato nuovamente arrestato.

Processo Nel marzo 2022 i pubblici ministeri di Monaco lo hanno accusato di frode, violazione della fiducia e manipolazione contabile. Se riconosciuto colpevole di tutte queste accuse, potrebbe rischiare fino a 15 anni di carcere. Braun sostiene di essere innocente e di essere lui stesso vittima di una frode.

Il processo penale L'8 dicembre 2022 è iniziato presso il Tribunale regionale di Monaco di Baviera il dibattimento contro Braun e altri due ex dirigenti di Wirecard: Oliver Bellenhaus, già responsabile della filiale di Dubai, e Stephan von Erffa, ex vicedirettore finanziario. Il pubblico ministero Matthias Buehring ha accusato i vertici aziendali di aver creato transazioni commerciali fasulle con società partner, o comunque sotto il loro controllo, a Dubai, nelle Filippine e a Singapore, al fine di gonfiare artificialmente i bilanci societari e sottrarre denaro senza alcun controllo esterno. Il danno contestato agli istituti di credito ammonta complessivamente a 3,1 miliardi di euro. Il processo è stato il primo in Germania a vedere i vertici di una società quotata al DAX accusati di aver agito come organizzazione criminale strutturata.

Nel febbraio 2025 la procura di Monaco ha ridotto il perimetro dell'accusa, abbandonando alcuni capi, tra cui le presunte irregolarità nel bilancio 2015 e 26 casi di manipolazione del mercato, poiché ha ritenuto che le accuse residue siano già tali da comportare la pena massima prevista dalla legge tedesca, pari a 15 anni di reclusione. Rimangono in piedi le accuse di frode aggravata, falsificazione dei bilanci consolidati per gli anni 2016, 2017 e 2018, comunicazioni false al mercato dei capitali e abuso di fiducia.

Nel settembre 2024, parallelamente al procedimento penale principale, il Tribunale regionale di Monaco ha condannato in sede civile Braun e altri due ex membri del consiglio di amministrazione al pagamento di 140 milioni di euro, più interessi, all'amministratore dell'insolvenza Michael Jaffe, per violazione dei doveri fiduciari nella concessione di prestiti non rimborsati a una società partner con sede a Singapore. La sentenza non è definitiva.

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