Biografia

La figura di Sugimura Jihei riemerse dall'oblio in cui era caduta nei secoli grazie agli studi del professore Kiyoshi Shibui, che intorno al 1926 scoprì che la sua firma appariva con caratteri assai stilizzati nelle decorazioni degli abiti dei soggetti rappresentati nelle sue opere.

Grazie a questa scoperta molte opere precedentemente attribuite a Hishikawa Moronobu furono così correttamente assegnate a Sugimura.

La sua produzione verteva in stampe a foglio singolo dedicate allo jōruri, in libri e stampe a carattere erotico e romanzi popolari illustrati. Fu il primo, o tra i primi, a produrre kakemono di grandi dimensioni, che diverranno molto richiesti dal mercato giapponese nei primi decenni del XVIII secolo.

Le notizie biografiche riguardanti Sugimura sono scarse, ma è noto che fu nipote di Sugimura Kudayu, padre adottivo di Sugimura Kihei, uno dei Quarantasette ronin coinvolti nella cosiddetta vendetta di Chūshingura. Il suo nome e indirizzo compaiono nell'Edo Zukan Kompuku, un elenco di artisti di Edo del 1689 compilato da Ishikawa Tomonobu, come "Sugimura Jihei Masataka, Tori-Aburacho"; lo Yoshabako, pubblicato nel 1841 da Ryūtei Tanehiko, gli attribuisce inoltre il merito di illustratore di due libri oggi perduti. Illustrò almeno settanta ehon; tra le sue opere erotiche note vi è l'Ikusa kado ide no tawamure, del 1687.

Il suo periodo di attività certa si evince dalle sue opere tra il 1681 ed il 1697, ma è probabile che si attesti dall'era Enpō a quella Hōei.

Il suo stile influenzò Torii Kiyomasu I e II..

Stile

Il suo stile venne sicuramente influenzato da quello Hishikawa Moronobu ma mantenendo sempre uno stile distinto. Le sue opere denotano vivacità ed un tocco più morbido rispetto a Moronobu, meglio adatto alle opere erotiche che caratterizzarono la sua produzione, arricchite da una delicata colorazione ad acquarello. A differenza del suo maestro, che prediligeva le illustrazioni per libri rilegati, Sugimura sembra aver preferito le stampe singole o i fogli d'album; i soggetti shunga costituiscono circa i due terzi della sua produzione. Stagliano nella sua opera in particolar modo le figure femminili, realizzate esclusivamente in bianco e nero e disegnate con linee ondulate e arrotondate.

Note

Bibliografia

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