Lo sparviere glauco (nome scientifico Hieracium glaucum All., 1773) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee.

Etimologia Il nome del genere deriva dalla parola greca hierax o hierakion (= sparviere, falco). Il nome del genere è stato dato inizialmente dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) rifacendosi probabilmente ad alcuni scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 - 79) nei quali, secondo la tradizione, i rapaci si servivano di questa pianta per irrobustire la loro vista.. L'epiteto specifico (glauco) fa riferimento principalmente alla colorazione delle foglie della specie.

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Carlo Allioni (1728-1804) nellAuctarium ad Synopsim Methodicam Stirpium Horti Regii Taurinensis (Auct. Syn. Meth. Stirp. Hort. Regii Taur. 19) del 1773.

Descrizione

Habitus. La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee (e aromatiche), a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, inoltre spesso hanno l'asse fiorale eretto e privo di foglie (piante scapose). Tutte le specie del gruppo sono provviste di latice; inoltre le specie di questo gruppo sono piante di tipo fillopode (raramente sono hypofillopode). Pubescenza in generale: i peli semplici non sono molto presenti (quasi assenti sul caule, sul picciolo e sui margini delle foglie, assenti o sparsi sulle brattee involucrali); i peli ghiandolari sono più o meno assenti o sparsi su alcune parti della pianta (peduncoli dei capolini e involucri).......

Fusto. I fusti, in genere eretti, ascendenti e flessuosi, sono di solito solitari e poco ramificati o afilli. Il colore del fusto è glauco o verde-glauco (alla base può essere rosso-violaceo). Le radici in genere sono di tipo fittonante. Queste piante sono alte da 30 a 50 cm (massimo 70 cm).

Foglie. Sono presenti sia foglie delle rosette basali (da 4 a 6) che cauline (da 3 a 6) con disposizione alterna. Le foglie basali hanno la forma della lamina variabile da lanceolata fino a lineare-lanceolata con apice acuto e con margini denticolati, o dentati o sinuati; sono picciolate; il colore è glauco. Le foglie cauline hanno delle forme da lineari a lanceolate, colorate di verde-glauco fino a grigio-verdastro, subpubescenti. Lungo il fusto le foglie cauline sono rapidamente decrescenti verso l'alto.

Infiorescenza. La sinflorescenza è del tipo forcato-paniculata o lassamente paniculata con 2 - 6 rami eretti e divaricati e 1 - 3 capolini (capolini totali: 4 - 10). L'acladio è di 3 – 10 cm. I capolini sono sottesi da 5 - 8 brattee, spesso appressate all'involucro. I capolini, solamente di tipo ligulifloro, sono formati da un involucro composto da diverse brattee (o squame) all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati. L'involucro ha una forma da emisferica a turbinata ed è formato da due serie di brattee. Le brattee sono colorate di verde scuro con margini ricoperti da densi peli stellati. Il ricettacolo, alla base dei fiori, è nudo (senza pagliette) e alveolato (i margini degli alveoli sono brevemente dentati). Dimensione dell'involucro: 11 – 13 mm.

Fiori. I fiori, tutti ligulati, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono ermafroditi, fertili e zigomorfi.

Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: le corolle sono formate da un tubo e da una ligula terminante con 5 denti; il colore è giallo. I dentelli apicali sono glabri. Dimensioni delle ligule: larghezza 2 mm; lunghezza 15 – 20 mm. Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo. Le antere alla base sono acute. Il polline è tricolporato.. Gineceo: lo stilo giallo (con tendenza al nerastro) è filiforme e peloso sul lato inferiore; gli stigmi delLo stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. La superficie stigmatica è interna.. Antesi: da giugno a settembre (fioritura tardo-primaverile; fino a estiva).

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma da oblunga a obovoide-obconica con apice troncato e privi di becco (non sono compressi); in alcuni casi gli acheni sono provvisti di coste longitudinali. Il colore degli acheni è castano-chiaro (ma anche castano-scuro). Il pappo si compone di peli semplici grigiastri, scabri o barbati (non piumosi). Raramente il pappo è assente. Dimensione degli acheni: 3,5 – 4 mm.

Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita - Sud Est Europeo.

Distribuzione: in Italia questa specie si trova nelle Alpi (comune a oriente e al centro; raro a occidente). Molto raro negli Appennini. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Sugli altri rilievi collegati alle Alpi è presente nelle Alpi Dinariche.

Habitat: l'habitat preferito per queste piante sono i ghiaioni, i macereti, le pietraie (su calcare) e i pendii gessosi. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi alpini, in Italia, queste piante si possono trovare a quote comprese tra a 200 e ; nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello collinare.

Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico alpino la sottospecie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle fessure delle rupi e dei ghiaioni Classe: Thalaspietea rotundifolii Ordine: Stipetalia calamagrostis Alleanza: Stipion calamagrostis

Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite su generi, oppure specie e generi secondo altre fonti. (una delle checklist più aggiornata elenca fino a generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.

Filogenesi Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Hieraciinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteracee (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae). La sottotribù Hieraciinae fa parte del "quinto" clade della tribù; in questo clade è posizionata alla base ed è "sorella" al resto del gruppo comprendente, tra le altre, le sottotribù Microseridinae e Cichoriinae. Il genere Hieracium (insieme al genere Pilosella) costituisce il nucleo principale della sottotribù Hieraciinae e formano (insieme ad altri generi minori) un "gruppo fratello" posizionato nel "core" delle Hieraciinae..

Il genere Hieracium è un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa specie sessuali e oltre specie apomittiche, delle quali circa 250 e più sono presenti nella flora spontanea italiana. Alcuni taxon collegati alle varie specie del genere sono sottospecie, altri sono considerati aggregati (o inclusi), e altri ancora sono considerati "intermediari" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Qui in particolare viene seguita la suddivisione del materiale botanico in sezioni così come sono elencate nell'ultima versione della "Flora d'Italia".

La specie di questa voce è descritta all'interno della XV sezione Hieracium sect. Drepanoidea Monnier i cui caratteri principali sono: i peli ghiandolari sono più o meno assenti o sparsi su alcune parti della pianta (peduncoli dei capolini e involucri). le specie di questo gruppo sono piante di tipo fillopode (raramente sono hypofillopode). sono presenti numerose foglie cauline con forme da lineari a lanceolate, colorate di verde-glauco fino a grigio-verdastro, subpubescenti. i margini delle brattee involucrali spesso hanno dei densi peli stellati. il colore degli acheni in genere è chiaro. la fioritura è tardo-primaverile (fino a estiva).

La specie H. glaucum è invece individuata dai seguenti ulteriori caratteri: la forma della lamina delle foglie basali varia da lanceolata fino a lineare-lanceolata con margini denticolati, o dentati o sinuati. le foglie cauline sono rapidamente decrescenti verso l'alto. i peli semplici non sono molto presenti (quasi assenti sul caule, sul picciolo e sui margini delle foglie, assenti o sparsi sulle brattee involucrali).

L'indumentum è uno degli elementi più importanti per distinguere le varie specie. H. glaucum è caratterizzata dalla seguente pubescenza:

Tipo peliCauleFogliePeduncoli dei capoliniBrattee involucraliPeli sempliciAssenti o sparsi, lunghi 2 – 5 mm, molli e bianchiAssenti o sul picciolo e lungo le nervature (qui piuttosto densi)AssentiAssenti o sparsi, lunghi 1 – 2 mm, neri alla basePeli ghiandolariAssentiAssentiSparsiSparsiPeli stellatiAssenti o sparsiAssentiDa sparsi a densiDa sparsi a molto abbondanti

Il numero cromosomico di H. glaucum è: 2n = 27 e 36.

Sottospecie Per questa specie sono riconosciute le seguenti sottospecie presenti nella flora spontanea italiana:.

Hieracium glaucum subsp. glaucum - Distribuzione: Piemonte e Francia Hieracium glaucum subsp. amaurodes Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Alpi e Europa centrale Hieracium glaucum subsp. chiamuerae Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Lombardia e Svizzera Hieracium glaucum subsp. chrysostylum Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Alpi occidentali e Francia Hieracium glaucum subsp. gymnolepium Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Alpi orientali, Austria e Slovenia Hieracium glaucum subsp. isaricum (J. Hofm.) Prantl, 1884 - Distribuzione: Alpi orientali e Europa centrale Hieracium glaucum subsp. limonense (Burnat & Gremli) Zahn, 1916 - Distribuzione: Alpi occidentali, Slovenia e Croazia Hieracium glaucum subsp. nipholepium Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Alpi orientali e Europa centrale Hieracium glaucum subsp. serenaiae Gottschl., 2016 - Distribuzione: Alpi Apuane Hieracium glaucum subsp. stenobracteum Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Friuli, Germania e Svizzera Hieracium glaucum subsp. subglaucum (Burnat & Gremli) Zahn, 1916 - Distribuzione: Piemonte Hieracium glaucum subsp. subporrifolium Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Friuli Hieracium glaucum subsp. subturbinatum Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Alpi orientali, Slovenia e Croazia Hieracium glaucum subsp. tenerum Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Friuli, Slovenia e Croazia Hieracium glaucum subsp. tephrolepium Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Alpi e Europa centrale Hieracium glaucum subsp. turbinatum Nägeli & Peter, 1886 - Distribuzione: Friuli e Slovenia