Con l'espressione partito romano si identifica una lobby operativa a Roma principalmente tra il 1947 e il 1963.
Tale nome è stato coniato da Andrea Riccardi. Il gruppo di pressione conservatore era formato da cattolici laici e sacerdoti che si impegnavano sia in politica – attraverso l'organizzazione Civiltà italica, fondata e diretta da monsignor Roberto Ronca – sia nella curia romana e nella vita religiosa.
Il protagonista e le personalità vicine
Già rettore del seminario romano maggiore dal 1933, Ronca è una figura importante, vicina al cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani (vicario per la diocesi di Roma)Andrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, pp. 254-255., dal 1948 arcivescovo di Lepanto e prelato nullius di Pompei<ref>Alla sua consacrazione episcopale erano presenti politici illustri – Vittorio Emanuele Orlando, Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat – perché si trattava di un vescovo influente. Andrea Riccardi, Voce Il 'partito romano in Cristiani d'Italia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011. In https://www.treccani.it/enciclopedia/il-partito-romano_%28Cristiani-d%27Italia%29/ consultato il 19 novembre 2020.</ref>. Ex collaboratore della Fuci diocesana, si era scontrato coll'assistente nazionale, Giovanni Battista MontiniAndrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 41.Lo scontro tra i due era stato così duro che Montini si era dovuto dimettere dall'incarico. Ancora a distanza di anni il cardinale Pietro Palazzini accuserà Montini di eresia, ostilità condivisa da Ronca anche quando Montini era papa col nome di Paolo VI. Andrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, pp. 254-255., destinato a diventare un vero rivale personaleAndrea Riccardi, Pio XII e Alcide De Gasperi. Una storia segreta. Roma-Bari, Laterza, 2003, p. 43.. Ronca esprimeva le istanze conservatrici sul piano programmatico e valoriale, anche in politica: fortemente anticomunista, preoccupato dalle vicinanze tra il mondo moderno e la Democrazia CristianaIl timore di Ronca era la subalternità della cultura cattolica a quella liberaldemocratica. Andrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 14., auspicava l'esistenza di un partito cattolico di tendenze moderate o reazionarie. Tra le personalità interessate al suo progetto Luigi GeddaAndrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 265., che aveva animato i Comitati Civici e dal 1952 era presidente nazionale dell'Azione Cattolica; il cardinale Alfredo Ottaviani, assessore del Sant'Uffizio, con la sua sensibilità conservatrice e rigorista; i gesuiti Giacomo Martegani (1902-1981) e Riccardo Lombardi. Il primo era direttore de La Civiltà Cattolica, trasformata in un vero e proprio laboratorio politicoSulla figura di Martegani e il vero e proprio laboratorio politico in cui trasformò La Civiltà Cattolica si diffonde Roberto Sani, Da De Gasperi a Fanfani. La civiltà cattolica e il mondo cattolico italiano nel secondo dopoguerra, 1945-1962, con «Prefazione» di Pietro Scoppola. Brescia, Morcelliana, 1986, pp. 5-8., il secondo era un predicatoreGiuseppe Pignatelli, Voce Lombardi, Riccardo in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005. In https://www.treccani.it/enciclopedia/riccardo-lombardi_(Dizionario-Biografico) consultato il 30 ottobre 2020. attivo anche nella rivistaRoberto Sani, Da De Gasperi a Fanfani. La civiltà cattolica e il mondo cattolico italiano nel secondo dopoguerra, 1945-1962, con «Prefazione» di Pietro Scoppola. Brescia, Morcelliana, 1986, pp. 8-12.. Altre figure vicine erano i teologi Pietro ParenteAndrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 272. e Pietro Palazzini, monsignor Ferdinando Baldelli e diversi membri dell'episcopato, come Giuseppe Siri<ref>Andrea Riccardi, Voce Il 'partito romano in Cristiani d'Italia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011. In https://www.treccani.it/enciclopedia/il-partito-romano_%28Cristiani-d%27Italia%29/ consultato il 19 novembre 2020.</ref>, arcivescovo di Genova.
L'impegno politico (1945-1955) Ronca s'interessò di politica dopo che alcuni illustri antifascisti si rifugiarono presso il seminario maggiore durante l'occupazione di Roma. Si rivolse in particolare al Fronte dell'Uomo Qualunque di Guglielmo GianniniSebbene Ronca non aderisse appieno al progetto qualunquista, vi guardò con interesse. Andrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p 98.<ref>Ronca convinse il cardinale Marchetti Selvaggiani ad aiutare Giannini nel pagare i debiti del disciolto partito. Andrea Riccardi, Voce Il 'partito romano''' in Cristiani d'Italia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011. In https://www.treccani.it/enciclopedia/il-partito-romano_%28Cristiani-d%27Italia%29/ consultato il 19 novembre 2020.</ref>. Seguì il dibattito della Costituente, preoccupandosi per le scelte del Comitato di Liberazione Nazionale e per la coabitazione tra la Democrazia Cristiana, Partito comunista italiano e Partito socialista italiano. Per contrapporsi al Cln il partito romano ripropose alcuni politici prefascisti, come Vittorio Emanuele OrlandoAndrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 16.. Gli inizi (1945-1948) Nel 1947 Roberto Ronca fondò Civiltà Italica, un laboratorio politico apartitico indipendente dalla gerarchia ecclesiastica cui partecipavano delegati di vari partiti<ref>Sulla struttura di Civiltà Italica vedi Andrea Riccardi, Voce Il 'partito romano in Cristiani d'Italia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011. In https://www.treccani.it/enciclopedia/il-partito-romano_%28Cristiani-d%27Italia%29/ consultato il 19 novembre 2020.</ref>Il partito ottenne anche finanziamenti dalla Confindustria, allora guidata da Angelo Costa. Andrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 159.. Scopo principale della formazione fu, in un primo momento, quello di cercare di trovare un'intesa tra le correnti monarchiche del Partito Liberale Italiano, il Partito Nazionale Monarchico e la destra interna alla Democrazia Cristiana per fondare un nuovo partito alternativo alla Dc<ref>Alla sua consacrazione episcopale erano presenti politici illustri –Vittorio Emanuele Orlando, Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat – perché si trattava di un vescovo influente. Andrea Riccardi, Voce Il 'partito romano in Cristiani d'Italia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011. In https://www.treccani.it/enciclopedia/il-partito-romano_%28Cristiani-d%27Italia%29/ consultato il 19 novembre 2020.</ref>. Successivamente, fallito il tentativo, si provò a spostare gli equilibri interni alla Dc.
Nel 1948 nacquero i Comitati Civici di Luigi Gedda per la campagna elettorale. Tramite essi la Chiesa evitò di esporsi direttamente nella diatriba partitica senza rinunciare a dare un'indicazione di voto ai fedeli. Il partito romano guardò con interesse, convinto che servisse una stretta collaborazione tra politica e chiesa e una maggiore obbedienza dei vertici democristiani alle direttive del papato. Alcide De Gasperi, dal canto suo, difendeva la propria autonomia, sebbene fosse debitore verso la mobilitazione di Gedda per gli ottimi risultati delle elezioni del 1948Su un curioso episodio che simboleggia bene questo difficile rapporto tra De Gasperi e la gerarchia ecclesiastica si sofferma Riccardi raccontando di un diverbio scoppiato nel 1952 tra Francesca Romani, moglie dello statista trentino, e Riccardo Lombardi. Andrea Riccardi, Pio XII e Alcide De Gasperi. Una storia segreta, Roma-Bari, Laterza, p. 24..
Le pressioni sulla Dc (1948-1952) Il partito romano si avvicinò alle posizioni dell'imprenditoria e del tradizionale notabilato meridionaleLa stessa Civiltà Cattolica trovava i suoi finanziatori nel notabilato meridionale. Roberto Sani, Da De Gasperi a Fanfani. La civiltà cattolica e il mondo cattolico italiano nel secondo dopoguerra, 1945-1962, con «Prefazione» di Pietro Scoppola. Brescia, Morcelliana, 1986, p. 30. Per vedere gli umori contrari alla riforma agraria nel Mezzogiorno si rimanda a Andrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, pp. 156-159.. Attraverso La Civiltà Cattolica si manifestò una forte inquietudine verso la riforma agrariaRoberto Sani, Da De Gasperi a Fanfani. La civiltà cattolica e il mondo cattolico italiano nel secondo dopoguerra, 1945-1962, con «Prefazione» di Pietro Scoppola. Brescia, Morcelliana, 1986, pp. 49-52.. Perciò si cercarono contatti coi parlamentari della Dc contrari come Carmine De MartinoOltre a ciò La Civiltà cattolica diede visibilità anche alla fronda parlamentare della «Vespa» di De Martino. Andrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, pp. 184-187.. Nel corso del 1950-1951 iniziò anche il lungo iter per l'approvazione della futura legge Scelba (1952), cui la lobby si opposeAndrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, pp. 145-148..
De Gasperi era considerato debole, che cedeva alla pressione delle sinistre. Dopo la vittoria elettorale del 1948 maturò la convinzione che fosse impossibile sfidare la Dc con un nuovo partito: Pio XII stesso era sicuro che non convenisseTale sicurezza rimase un punto fermo anche negli anni seguenti. Andrea Riccardi, Pio XII e Alcide De Gasperi. Una storia segreta, Roma-Bari, Laterza, p. 28..
L'operazione Sturzo (1952) Ronca provò a cercare intese con il Partito Nazionale Monarchico, e promosse alcuni colloqui anche con l'Msi per la formazione di liste unitarie o di una coalizione per le elezioni comunali di Roma del 1952, dove si temeva potessero prevalere i comunisti. Nel 1951 Ronca aveva già proposto a De Gasperi un'apertura verso i monarchiciAndrea Riccardi, Il “partito romano”. Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 266..