La rete autobus di Roma è un servizio di trasporto pubblico locale composto da circa 360 autolinee urbane gestite in regime di concessione dalla società in house ATAC e dalle associazioni temporanee d'imprese (ATI) Autoservizi Troiani/ATR e BIS/Autoservizi Tuscia per conto dell'ente Roma Capitale. La rete serve prevalentemente il comune di Roma, sebbene diverse linee si estendano anche ai vicini comuni di Ciampino, Fiumicino, Fonte Nuova, Frascati, Guidonia Montecelio, Monte Compatri, Sacrofano e Pomezia.
Oltre alle linee urbane nel territorio comunale sono esercitati con autobus anche: i collegamenti extraurbani, gestiti dall'azienda regionale Cotral, i collegamenti con gli aeroporti e i servizi privati di bus turistici.
Storia Omnibus e carrozze Un primo servizio di trasporto pubblico a Roma fu attivato probabilmente nel 1845: si trattava di una linea omnibus, gestita dall'Impresa generale delle diligenze pontificie, che collegava via Montanara, nei pressi del teatro di Marcello, con la basilica di San Paolo fuori le mura. Questa linea, che si sviluppava per un tracciato di , non era soggetta tuttavia ad orari fissi; la partenza infatti veniva effettuata al raggiungimento di un congruo numero di passeggeri ed il biglietto per una corsa aveva il costo di 10 baiocchi. Il debutto di un servizio di trasporto pubblico a Roma, che permetteva di raggiungere la basilica più lontana dal centro storico nel giro di 45 minuti, ebbe un grande successo.
L'espansione della rete si ebbe con l'inaugurazione della prima ferrovia dello Stato Pontificio, la Roma-Frascati, il 7 luglio 1856. Infatti lo stesso giorno, per collegare il capolinea romano della ferrovia con il centro storico, fu istituita una seconda linea tra piazza Venezia e la stazione di Porta Maggiore, utilizzando carrozze costruite sul modello della prima linea. Altre linee furono attivate a Frascati e nei comuni dei Castelli Romani per collegare i centri abitati alle stazioni ferroviarie. Questa espansione portò alla nascita di due biglietterie (una in piazza di Monte Citorio e l'altra in piazza San Pietro a Frascati), che stabilirono il prezzo del biglietto a quattro baiocchi.
Un'altra linea di cui si riscontrano poche testimonianze fu attivata su richiesta di Francesco Saverio de Mérode, che all'epoca progettò la costruzione di una stazione all'interno delle mura aureliane che permettesse l'avvicinamento della Roma-Frascati e della Roma-Civitavecchia al centro storico, con l'apertura di una nuova arteria stradale, oggi via Nazionale.
Nel 1857 fu emanato dal direttore generale della gendarmeria pontificia, Antonio Matteucci, il "Regolamento sulle Vetture ed altri mezzi di trasporto" che, equiparando gli omnibus alle carrozze, stabiliva i passaggi per poter ottenere una licenza per effettuare regolarmente il servizio, i requisiti per le vetture e i luoghi nei quali esse potevano stazionare. Un primo servizio regolare, con orari prestabiliti, fu inaugurato il 20 febbraio 1866, tra piazza del Popolo e piazza San Pietro.Con la presa di Roma nel 1870, furono emanate, nel 1872, le prime norme organiche per il trasporto pubblico, stabilendo i requisiti per il rilascio delle licenze, i requisiti e le caratteristiche delle vetture e il codice per il comportamento dei conduttori.
La crescita e lo sviluppo demografico della capitale obbligarono il comune a regolarizzare il servizio di trasporto pubblico, perciò Vincenzo Tittoni, membro del governo provvisorio della città, affidò all'impresario Francesco Marini il compito di riunire le piccole imprese familiari, che gestivano a vario titolo le linee di omnibus e carrozze attive, in un'unica società, la Società Romana degli Omnibus (talvolta accreditata come Impresa Romana degli Omnibus). Il 20 agosto 1885 fu stipulato un contratto tra la SRO e il comune, che garantiva alla società la gestione, l'ampliamento e l'attivazione di alcune linee per i successivi quindici anni.
Complice l'arretratezza industriale del Regno d'Italia, le innovazioni tecnologiche furono importate dai paesi dell'Europa settentrionale, infatti nel 1877 la Societé Anonime des Tramways et Chemins de Fer Economiques (detta semplicemente "la Belga" e nota anche con l'acronimo TFE) introdusse a Roma il cosiddetto omnibus su rotaia (o tramway), che fu impiegato su un'unica linea tra ponte Milvio e piazza del Popolo, facendo da apripista alla nascita del tram.
Con la diffusione del nuovo mezzo di trasporto, la SRO si espanse, assumendo la denominazione di Società Romana Tramways Omnibus (SRTO), che assorbì diverse altre linee gestite dalla Società Italiana di Omnibus Tramways e Trasporti.
I primi anni degli autobus Con l'elettrificazione della tranvia, nei primi anni del '900, la società avrebbe dovuto sopprimere le poche linee omnibus a trazione animale rimaste attive, tuttavia gli importanti investimenti fatti nel settore tranviario, non riscossero il successo sperato. La scadenza della concessione, fissata nel 1912 e improrogabile, impose all'azienda di trovare una soluzione alternativa alla trazione animale, perciò fu ordinata la fornitura di 5 autobus sperimentali, che prestarono servizio tra il 1907 e il 1910. Nonostante un discreto successo sul piano meccanico per l'epoca, essi furono accantonati in breve tempo a causa degli onerosi costi di manutenzione, tuttavia alcuni modelli non specificati di autobus continuarono a girare in città. Nel 1909 l'esosità dei costi del biglietto e i sempre più crescenti disservizi aggiunti alle mancanze dell'azienda portarono alla creazione ad opera della giunta comunale di Ernesto Nathan dell'Azienda Autonoma Tramviaria Municipale (AATM), diretta concorrente della SRTO in campo tranviario.Con il tempo l'AATM (ridenominata in Azienda Tranvie e Autobus del Governatorato), ormai subentrata alla SRTO (confluita a sua volta in STEFER nel 1941), iniziò a sostituire le linee tranviarie con autobus, decretando un cambiamento di rotta nel panorama del trasporto pubblico romano.
Il 9 agosto 1944 l'ATAG, con il passaggio da governatorato a comune, assunse l'attuale denominazione di ATAC ed iniziò ad affrontare il compito di ricostituire la rete del trasporto pubblico romano, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Inizialmente il servizio fu esercitato tramite l'utilizzo di alcuni minibus, fino al 1947, anno in cui furono riattivate le prime 6 linee (il servizio tornerà alla situazione prebellica nel 1948).
Negli anni '50 iniziò l'espansione della rete autofiloviaria a danno di quella tranviaria, che, in occasione delle Olimpiadi del 1960, vide la soppressione di numerose linee, tra cui le circolari interne (CD e CS) e la circolare esterna sinistra (ES), che furono sostituite dall'autobus. Nel luglio 1972 fu soppressa l'ultima linea filoviaria (47) e fu ulteriormente ridotta la rete tranviaria, perciò la rete ATAC assunse il carattere di una rete quasi esclusivamente composta da autobus.
Tra il 1985 e il 1986 ATAC ricevette due autosnodati da 18 metri (rispettivamente un Iveco U-Effeuno di AMT ed un Inbus AU280FT) per una sperimentazione. I mezzi furono seguiti, una decina di anni dopo, da 240 BredaMenarinibus Monocar 321, i primi autosnodati della città che entrarono in servizio nel 1997. Contestualmente, nell'ambito dei preparativi per il Giubileo del 2000, furono acquistati svariati mezzi BredaMenarinibus (Monocar 221, Monocar 230, Monocar 240) e Iveco (CityClass) per ringiovanire e ingrandire la flotta dell'azienda. Inoltre, per alleggerire il trasporto dei pellegrini, furono istituite tra il 1999 e il 2000 8 linee denominate "linee J" per meglio collegare i luoghi di culto principali con i principali snodi dei trasporti. Queste ultime furono assegnate al consorzio Tevere Tpl, un'associazione temporanea di imprese composta da SITA, APM, Transdev e Cipar, che ereditò i 112 Monocar 240 acquistati dal comune per svolgere il suddetto servizio.
Anni 2000 e 2010 Il 18 dicembre 2000 ATAC fu scissa in due componenti separate: la prima, che mantenne invariato l'acronimo pur trasformandosi in agenzia, ottenne le funzioni di pianificazione e coordinazione della mobilità pubblica, mentre la seconda, denominata Trambus e controllata al 100% dal comune di Roma, divenne il gestore effettivo del servizio. Ad essa si affiancò Tevere Tpl, a cui fu assegnata la gestione di una ventina di linee autobus, perlopiù periferiche. Le linee J, che non riscossero grande successo neanche durante l'anno santo della chiesa cattolica, furono soppresse il 31 dicembre 2002, alla scadenza naturale del contratto. I primi anni 2000 videro un ulteriore ingrandimento della flotta, con l'acquisto di Mercedes-Benz Citaro e altri Iveco CityClass.
Nel 2009 scoppiarono due incendi in altrettante rimesse romane: il primo colpì la rimessa di Trastevere, distruggendo 30 Tecnobus Gulliver (matricole da 601 a 630) e danneggiando la struttura, mentre il secondo divampò nel deposito di Tor Pagnotta e coinvolse almeno 20 Irisbus CityClass alimentati a gas naturale compresso. Nel secondo caso, per compensare la perdita, l'azienda acquistò 24 Irisbus Citelis GNC poi assegnati alla rimessa di Tor Sapienza.
Il 30 giugno 2010 la giunta Alemanno portò a compimento l'accorpamento di Trambus e Met.Ro.Met.Ro., precedentemente nota come Metroferro, era un'azienda interamente partecipata dal comune di Roma e incaricata di gestire la rete metropolitana e le tre ferrovie concesse (Roma-Giardinetti, Roma-Lido e Roma-Civita Castellana-Viterbo) in seguito alla scissione di Acotral operata nel 2000. in ATAC, già annunciato negli anni precedenti, e, nel 2014, OGR Roma e Roma Patrimonio furono assorbite dalla stessa azienda, che così diventò il gestore dell'intera rete di autobus, tram, metropolitana, ferrovie e filobus mantenendo al contempo la proprietà degli impianti. Nello stesso anno l'azienda fu affiancata dal consorzio privato Roma TPL, che prese in carico un centinaio di linee periferiche e le linee notturne (tornate ad ATAC nel 2015). Il contratto, la cui scadenza era stata inizialmente posta al 31 maggio 2018 è stato prorogato più volte fino alla scadenza del 30 ottobre 2020. L'ATAC cedette quindi parte del suo parco mezzi (principalmente BredaMenarinibus M240, CAM Alè, MAN NL263 e Mercedes-Benz Citaro) a Roma TPL anche se la stessa azienda, nel giro di pochi anni, decise di rinnovare la propria flotta, acquistando diversi mezzi sia nuovi che usati tra cui BredaMenarinibus Avancity+ e Vivacity+, Indcar Cytios, Temsa Avenue e Iveco Bus Urbanway.
L'ATAC invece dovette ringiovanire una flotta risalente agli anni '90 e ai primi anni 2000, acquistando nel 2013 un quantitativo consistente di Irisbus Citelis (da 12 e 18 metri) seguiti tra il 2016 e il 2017 da alcuni esemplari di Urbanway (sia da 12 che da 18 metri).
Tra il 2014 e il 2016, nell'ambito di una revisione delle spese, si attuò una razionalizzazione del trasporto di superficie che portò alla soppressione di svariate linee e alla conseguente rimodulazione di diversi percorsi e orari nei quadranti Collatino, Trionfale, Prenestino, Tor Sapienza, Tiburtino e nel centro storico, portando inoltre alla soppressione della rimessa Collatina.
Nel 2019, l'allora sindaca Virginia Raggi diede inizio al massiccio programma di ringiovanimento della flotta di ATAC noto come "+ Bus x Roma", presentando il 1 agosto 2019 i primi 80 autobus dei 227 che sarebbero debuttati nelle strade romane. Successivamente entrarono in servizio fino al 2021, circa 700 nuovi autobus tutti firmati Industria Italiana Autobus e modello Citymood.
Anni 2020