La dalmatina è una tragicommedia in cinque atti in versi martelliani di Carlo Goldoni del 1758, rappresentata per la prima volta nell'autunno di quell'anno nel Teatro San Luca di Venezia, dove ebbe una straordinaria accoglienza, anche da parte dei molti spettatori di origine dalmata presenti in teatro:

Ispiratosi a Le Amazzoni della drammaturga francese Anne-Marie du BoccageC. Goldoni, Mémoires: Immaginai una commedia dello stesso genere, con la sola differenza che per soggetto di tragedia essa aveva scelto le eroine del Termodonte, e io per soggetto di commedia una sensibile e coraggiosa donna della Dalmazia, l'autore combinò i costumi barbareschi allo splendore coreografico delle milizie dalmate, ponendo così quest'opera nel filone delle opere esotiche di maniera, tanto di moda in quel periodo. La tragicommedia ebbe grande successo anche per i sentimenti di amor patrio (la fedeltà, l'onore, il valore militare dei soldati di San Marco) che in essa erano espressiG. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, 1950, Mondadori Editore e rimase per qualche decennio tra i testi goldoniani più conosciuti, per sprofondare poi in un significativo oblioA. Scannapieco, in Carlo Goldoni. La dalmatina, Marsilio Editore, 2005.

Trama Un'avvenente, coraggiosa donna dalmata è fatta schiava dai corsari. Contesa da più amanti, alla fine si riscatterà eroicamente.

Poetica Il commediografo veneziano volle rendere onore alla Dalmazia, avamposto per la difesa dai Turchi e in cui la Repubblica di Venezia arruolava validi uomini per le sue truppeC. Goldoni, Mémoires: I Veneziani fanno gran conto dei Dalmatini che, limitrofi del Turco, nel difendere le proprie possessioni garantiscono i diritti dei loro sovrani. La Repubblica estrae da essa il fiore delle sue truppe, e io tra le donne di quella coraggiosa popolazione scelsi l'eroina del mio dramma.

Secondo Giuseppe Ortolani, nel personaggio di Zandira, una piccola donna forte e orgogliosa, vive un riflesso della più celebre Mirandolina.

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