La storia dell'Italia romana ebbe inizio con la graduale federazione ed assimilazione delle popolazioni italiche centro-meridionali, intrapresa a partire dall'età regia di Roma (VIII secolo a.C.), e completandosi poi con la conquista della Gallia Cisalpina, territorio corrispondente alla Pianura Padana, che avvenne tra il III e il II secolo a.C. La successiva concessione della cittadinanza romana agli abitanti dell'intera penisola italica e la formazione di una vera e propria entità statale differenziata dalle province, in quanto evoluzione dellAger Romanus, e costituente, de iure, il territorio metropolitano dell'antica Roma (composto dalle 11 regiones augustee, esente dalle imposte provinciali in quanto amministrato direttamente dal Senato Romano ed avente nome di Italia, alla quale vennero aggiunte, in epoca di Diocleziano, anche le ex province repubblicane di Sicilia e Sardinia et Corsica, comprendendo così l'intera regione geografica italiana), permise all'Urbe di diffondere ovunque la propria lingua, i costumi, le istituzioni e tutti gli aspetti della civiltà romana, della quale l'Italia fu centro assoluto, amministrativo, politico e culturale. La storia dell'Italia romana ebbe poi fine nel 476 d.C., con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Regnum Italiae di Odoacre.
Storia L'età delle conquiste (753 - 133 a.C.)
La federazione delle popolazioni italiche e l’unificazione di questi popoli in un'unica entità statale chiamata Italia, differenziata dalle province e identificabile con l'attuale penisola italica, richiese a Roma una serie di guerre di conquista e di colonizzazioni lunghe e difficili. La tappa iniziale di questo processo unificatore dell'Italia fu la conquista del primato sul Latium vetus durante l’intera epoca regia.
Conquista romana del Latium vetus (753 - 341 a.C.)
La storia più antica, dalla fondazione di Roma quale piccolo villaggio tribale,. fino alla fine dell'Età regia con la caduta dei re di Roma, è quella meno conservata.; . Sebbene Livio, storico romano, nella sua opera Ab Urbe condita, elenchi, dal primo insediamento fino ai primi anni, una serie di sette re della Roma arcaica, i primi quattro 're' (Romolo,. Numa Pompilio,.. Tullo Ostilio. e Anco Marzio.) sono quasi certamente interamente apocrifi. Michael Grant e altri ipotizzano che, prima dell'instaurarsi del dominio etrusco su Roma sotto Tarquinio Prisco, quinto re della tradizione,. Roma fosse stata guidata da qualche sorta di autorità religiosa.. Pochissimo si conosce della storia militare di Roma durante questa epoca, e quello che la storia ci ha tramandato ha più della natura leggendaria che di una consistenza fattuale. Secondo la tradizione, Romolo fortificò uno dei sette colli di Roma, il colle Palatino, dopo aver fondato la città, e Livio afferma che, poco dopo la sua fondazione, Roma era «pari a qualsiasi delle città circostanti per valore militare»..
Sotto i re etruschi Tarquinio Prisco,. Servio Tullio. e Tarquinio il Superbo,. Roma si espanse in direzione nord-ovest, venendo in conflitto contro i Veientani (a nord-est del Tevere) dopo la scadenza del trattato che aveva concluso la precedente guerra.. Tarquinio Prisco combatté. i Sabini (nel 585/584 a.C. ca.),. come pure fece il suo successore Servio Tullio.. Ancora Prisco ottenne un trionfo su Latini (acquistò allo stato romano le città di Corniculum e Collatia).. ed Etruschi (il 1º aprile del 588/587 a.C.). Su questi ultimi anche Servio Tullio ottenne un doppio trionfo (il 25 novembre del 571/570 a.C. ed il 25 maggio del 567/566 a.C.).. Ed infine Strabone ricorda che sempre Tarquinio Prisco distrusse numerose città degli Equi.. L'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo combatté invece per primo i Volsci.. e sottomise poi numerose città del Latium vetus,. facendo pace poi con gli Etruschi. Alla fine i re etruschi furono rovesciati. nel contesto di una più ampia esautorazione del potere etrusco nella regione nello stesso periodo, e Roma, i cui possedimenti non si estendevano oltre le 15 miglia dalla città, si diede un assetto repubblicano...
con l'inizio di questa nuova fase storica, gli immediati vicini di Roma erano città o villaggi dei Latini,. con un assetto tribale simile a quello di Roma, o anche tribù sabine delle vicine alture appenniniche.. Poco alla volta Roma sconfisse sia i sabini sia le città locali che erano o egemonizzate dagli Etruschi o città latine che, al pari di Roma, si erano liberate dei loro dominatori etruschi. Roma sconfisse i Lavinii e i Tusculi nella battaglia del lago Regillo, del 496 a.C.,.. e i Sabini in una battaglia sconosciuta nel 449 a.C., gli Equi e i Volsci nella battaglia del Monte Algido nel 458 a.C. e nella battaglia di Corbione nel 446 a.C.,. i Volsci. nella battaglia di Corbione. e nella conquista di Anzio del 377 a.C.,. gli Aurunci nella battaglia di Ariccia;. furono battuti dai Veientani nella battaglia del Cremera nel 477 a.C.,.. nella conquista di Fidene del 435 a.C.. e nelle guerre veienti che portarono alla conquista di Veio del 396 a.C.. Una volta sconfitti i Veientani, i Romani ebbero effettivamente completato la conquista dei loro immediati vicini etruschi,. e, allo stesso tempo, resa sicura la loro posizione contro la minaccia immediata costituita dai popoli tribali delle alture appenniniche.
Roma, tuttavia, controllava ancora solo una ristrettissima area e i suoi affari rivestivano un ruolo minore nell'intero contesto della penisola italica: i resti di Veio, ad esempio, ricadono oggi interamente nei suburbi della Roma moderna e gli interessi di Roma erano da poco venuti all'attenzione dei Greci, portatori della cultura trainante dell'epoca.. Il grosso dell'Italia rimaneva ancora in mano ai Latini, ai Sabini, ai Sanniti e ad altri popoli dell'Italia centrale, ai coloni greci delle poleis magnogreche, e, in particolare, ai popoli celtici dell'Italia settentrionale, inclusi i Galli.
All'epoca, la civiltà celtica era vibrante e in fase di espansione militare e territoriale, con una diffusione che, sebbene priva di coesione, arrivò a coprire gran parte dell'Europa continentale. Fu proprio per mano dei Celti della Gallia che Roma soffrì una sconfitta umiliante, a cui seguì una battuta d'arresto imposta alla sua espansione: il ricordo di quella sconfitta era destinato ad imprimersi profondamente nella coscienza e nella futura memoria di Roma. Dal 390 a.C., molte tribù galliche avevano iniziato ad invadere l'Italia dal nord, all'insaputa dei Romani i cui interessi si rivolgevano ancora alla sicurezza su uno scenario essenzialmente locale. Ad allertare Roma fu una tribù particolarmente bellicosa,. i Senoni, che invasero la provincia etrusca di Siena dal nord e attaccarono la città di Clusium (Chiusi),. non molto distante dalla sfera d'influenza di Roma. Gli abitanti di Chiusi, sopraffatti dalla forza dei nemici, superiori in numero e per ferocia, chiesero aiuto a Roma. Quasi senza volerlo i Romani non solo si ritrovarono in conflitto con i Senoni, ma ne divennero il principale obiettivo. I Romani li fronteggiarono in una battaglia campale presso il fiume Allia intorno agli anni 390–387 a.C. I Galli, guidati dal condottiero Brenno, sconfissero un'armata romana di circa 15.000 soldati e incalzarono i fuggitivi fin dentro la stessa città, che fu sottoposta ad un parziale ma umiliante sacco.. prima di essere scacciatiAppiano, Storia romana, estratto bizantino dal IV libro. o convinti ad andarsene dietro pagamento di un riscatto.
Dall'egemonia sul Latium vetus a quella dell'Italia centro meridionale (343 - 264 a.C.)
Le tappe della conquista romana, dopo aver raggiunto l'egemonia sul Latium vetus fu quella di espandersi prima verso sud (guerre sannitiche) e poi verso nord (guerre romano-etrusche) fino ad ottenere il dominio totale della penisola italica dall'Arno allo stretto di Messina durante il primo periodo repubblicano (fino al 264 a.C.).
Dopo essersi ripresa dal sacco di Roma,. i Romani ripresero immediatamente la loro espansione in Italia. Nonostante i successi fino ad allora ottenuti, il controllo sull'intera penisola non era, a quel punto, in alcun modo assicurato: i Sanniti erano altrettanto bellicosi. e ricchi. quanto i Romani; inoltre, dal canto loro, si prefiggevano di espandersi dall'originario Sannio per assicurarsi nuove terre in quelle fertili pianure italiche su cui insisteva la stessa Roma.. La prima guerra sannitica, tra il 343 e il 341 a.C., fece seguito a diffuse incursioni sannitiche nel territorio di Roma,. a cui seguirono sia la battaglia del Monte Gauro (342 a.C.), sia la battaglia di Suessula (341 a.C.), dove i Romani sconfissero i Sanniti ma furono costretti a ritirarsi dalla guerra senza poter sfruttare il successo fino in fondo, a causa della rivolta di molti degli alleati latini nel conflitto noto come guerra latina... In questo modo Roma, intorno al 340 a.C., si trovò a dover contenere sia le incursioni sannite nel suo territorio, sia quelle delle città latine ribelli, con le quali ingaggiò un aspro conflitto. Alla fine i Latini vennero sconfitti nella battaglia del Vesuvio e di nuovo nella battaglia di Trifano, dopo la quale le città latine furono obbligate a sottomettersi al potere romano...
La seconda guerra sannitica, dal 327 al 304 a.C., rappresentò una questione più seria e lunga, sia per i Romani che per i Sanniti,. la cui conclusione richiese più di vent'anni di conflitto, e 24 battaglie, a prezzo di gravissime perdite per entrambi gli schieramenti. Le alterne fortune del conflitto arrisero tanto ai Sanniti che ai Romani: i primi si impossessarono di Neapolis nel 327 a.C., che i Romani si ripresero prima di essere sconfitti nella battaglia delle Forche Caudine. e nella battaglia di Lautulae. I Romani uscirono infine vittoriosi dalla battaglia di Boviano (305 a.C.), quando ormai, già dal 314 a.C., le sorti della guerra stavano volgendo decisamente in favore di Roma, inducendo i Sanniti a trattare la resa a condizioni via via sempre più sfavorevoli. Nel 304 a.C. i Romani giunsero a una massiccia annessione di territori sanniti, su cui fondarono perfino numerose loro colonie. Ma sette anni dopo la loro sconfitta, mentre il dominio di Roma sull'area sembrava garantito, i Sanniti insorsero di nuovo e sconfissero i Romani nella battaglia di Camerino, nel 298 a.C., che diede inizio alla terza guerra sannitica. Forti di questo successo, cercarono di mettere assieme una coalizione di molte delle popolazioni che un tempo erano state ostili a Roma, per evitare che Roma potesse dominare l'intera Italia centro-meridionale. L'esercito che nel 295 a.C. affrontò i Romani nella battaglia di Sentino includeva un'eterogenea coalizione di Sanniti, Galli, Etruschi e Umbri.. Quando l'esercito romano ottenne una convincente vittoria anche su queste forze combinate, divenne chiaro che nulla più avrebbe potuto impedire a Roma il dominio sull'Italia. E con la successiva battaglia di Populonia, nel 282 a.C., Roma pose fine alle ultime vestigia dell'egemonia etrusca sulla regione. Si aggiunga che la vittoria romana nelle tre guerre sannitiche (343-341; 326-304; 298-290 a.C.) assicurò dunque all'Urbe il controllo di buona parte dell'Italia centro-meridionale; le strategie politiche e militari attuate da Roma - quali la fondazione di colonie di diritto latino, la deduzione di colonie romane e la costruzione della via Appia - testimoniano la potenza di tale spinta espansionistica verso Sud.. L'interesse per il dominio territoriale non era infatti una semplice prerogativa di alcune famiglie aristocratiche, tra cui la gens Claudia, ma investiva tutta la scena politica romana, e a esso aderiva l'intero senato assieme alla plebe. A sollecitare l'avanzata verso Sud erano infatti interessi di tipo economico e culturale; a frenarla contribuiva invece la presenza di una civiltà, quella della Magna Grecia, ad alto livello di organizzazione militare, politico e culturale, capace di resistere all'espansione romana..