È considerato uno dei maggiori poeti della terza generazione (disandai, 第 三 代), ovvero di quel gruppo che iniziò a scrivere intorno alla metà degli anni ‘50 del XX secolo e che viene contrapposto alla precedente seconda generazione (dierdai, 第二代), della quale i maggiori esponenti furono i poeti cosiddetti "oscuri" (menglong, 朦胧).
Yu Jian è promotore di una poesia in lingua colloquiale (kouyu shi 口语诗) e, contro i canoni tradizionali, sostiene la necessità di uno stile dimesso. Ha pubblicato inizialmente su riviste non ufficiali, come quella di Nanjing dal titolo Tamen (他们, 1985-1995), edita dall'amico Han Dong 韩东(1961), altro importante poeta contemporaneo. In seguito le sue poesie sono apparse in riviste ufficiali e sotto forma di raccolte poetiche.
Yu Jian svolge anche l'attività di critico letterario, saggista, novellista, editore ed insegnante universitario. È anche regista di documentari, famoso soprattutto per Jade Green Station (Bise chenzhan, 碧色车站, 2003), nominato per il Silver Wolf Award dell’Amsterdam International Documentary Filmmaking Festival e per Hometown (Huxiang, 故乡, 2010), realizzato in collaborazione con l’antropologo Zhu Xiaoyang 朱晓阳.
Biografia Yu Jian (于坚) nasce l’8 agosto 1954 a Ziyang, nella provincia del Sichuan. Ancora in tenera età si trasferisce a Kunming con la famiglia, dove ancora vive. All'età di due anni contrae una seria polmonite e in seguito alla cura con streptomicina viene colpito da ipoacusia ad un orecchio. Questo difetto fisico lo segnerà molto, costringendolo a lottare per essere rispettato dagli altri, ma anche affinerà la sua sensibilità, portandolo a sviluppare un forte spirito critico nell'osservare il mondo.
Nel 1966, allo scoppio della Rivoluzione Culturale, è costretto ad interrompere gli studi, mentre i genitori, entrambi intellettuali, vengono mandati nei campi di rieducazione. All'età di sedici anni inizia a lavorare come operaio ribattitore e saldatore in una fabbrica a nord della città.
Dal padre eredita un forte interesse per la poesia, in particolare per la poesia classica. Entra in contatto anche con la letteratura straniera; il primo poeta che lo appassiona è Walt Whitman, a cui seguiranno Henry Wadsworth Longfellow e Robert Frost. A vent'anni scrive le sue prime poesie nelle riviste non ufficiali di Kunming, utilizzando il verso libero, e svolge delle letture pubbliche.
Nel 1980 inizia a studiare lingua e letteratura cinese alla Yunnan University. Nel corso dei suoi studi continua a produrre poesie ed è attivo nell'organizzazione di alcuni club letterari e nella redazione di pubblicazioni universitarie.
Nel 1983 conosce Han Dong che a partire dal 1985 pubblicherà molte delle sue poesie nella rivista non ufficiale Them (Tamen, 他们 ), uscita a intermittenza fino a metà degli anni Novanta.
La sua carriera comincia ad affermarsi nel 1986 con la pubblicazione della poesia Shangyi jie liuhao (尚义街六号, trad. lett.: Via Shangyi, n°6) nella rivista ufficiale Shikan (诗刊, Poetry Monthly), mentre la poesia che meglio rappresenta una svolta nella sua produzione e che esprime la sua maturità creativa è la controversa Ling dang’an, (零档案, trad. lett.: Fascicolo 0), scritta nel 1994.
Un’altra composizione degna di nota è il poema Feixing ( (飞行, trad. lett. Volo), lungo ben 10.000 caratteri, iniziato nel 1996 e concluso, dopo lunghe revisioni, nel 2000. Feixing, diviso in 49 sezioni, ha come filo conduttore un viaggio in aereo; questo mezzo di trasporto assume vari significati nel corso della poesia, da quello di simbolo del progresso tecnico, a quello più allegorico di metafora della scrittura e della poesia stessa. La poesia può essere interpretata anche come una fuga dall'alienazione che caratterizza il mondo odierno e il progresso tecnologico. Feixing contiene numerose citazioni, fra cui quelle tratte da The Waste Land di T.S. Eliot.
La maggiore attenzione e propensione alla revisione dimostrata dal lungo lavoro che ha accompagnato la pubblicazione di Feixing, unito al periodo dedicato alla scrittura in prosa che, negli anni successivi alle critiche a Fascicolo 0, ha portato nel 1999 alla pubblicazione di Renjian biji (人间笔记 , trad. lett.: Note dal mondo degli uomini), una raccolta di note ed impressioni dai suoi viaggi e da scene di vita quotidiana, sono stati interpretati come segnali di un atteggiamento più cauto assunto dal poeta.
Un'importante raccolta delle poesie di Yu Jian, Yujian de shi (于坚的诗, trad. lett.: La poesia di Yu Jian), è stata pubblicata nel 2000 nella collana Lanxing shiku (蓝星诗库, trad. lett. Preziosa collezione poetica stella blu) dell'editore Renmin wenxue (trad. lett. letteratura del popolo, 人民文学), progetto avviato nella metà degli anni '90 che raggruppa i lavori dei poeti più eminenti e di successo .
La svolta poetica: Ling dang’an Pubblicata nel 1994, la poesia è divisa in sette parti: un prologo, dang’an shi ( 档案室, trad.lett. La stanza dei fascicoli), cinque libri numerati in progressione, alcuni dei quali con ulteriori sottodivisioni (Juan yi chushengshi (卷一 出生史, trad. lett. Libro uno: storia della nascita); Juan er chengzhangshi (卷二 成长史, trad. lett. Libro due: storia della crescita), Juan san lian’aishi (卷三 恋爱史, trad. lett. Libro tre: storia d'amore), Juan si: richang shenghuo (卷四 日常生活, trad. lett. Libro quattro: storia della vita quotidiana) e Juan wu biaoge (卷五 表格, trad. lett. Libro cinque: moduli), e un epilogo, Juan mo ( 卷末, trad. lett. Libro finale).
Il testo presenta un’alterazione dei normali canoni tipografici, con degli spazi bianchi inseriti tra i versi, via via sempre più numerosi, e un numero di caratteri superiore al normale. I parallelismi e le continue ripetizioni, inoltre, danno al componimento, che spesso consiste in semplici enumerazioni, un senso di forte monotonia.
Il titolo rimanda ai dossier personali (Renshi dang’an, 人事档案) che le autorità cinesi redigono e tengono aggiornati per ogni cittadino della Repubblica popolare; nell'imitare la forma di questi documenti amministrativi Yu Jian da una parte rivela polemicamente come questo controllo così rigido non colga la vera natura di una persona, dall'altra, presentando come testo poetico un testo che normalmente non lo è, rivolge la sua critica al linguaggio tradizionale, a suo avviso, ormai fossilizzato, usando con ironia forme ufficiali (tifa, 提法) per descrivere situazioni che non sempre lo sono. Tra i temi trattati, l’incompatibilità tra discorso pubblico e privato, la capacità della lingua di plasmare la realtà e l'illusorietà del controllo che si pensa di avere su di essa. Forte in questo senso il legame con la sua concezione e riflessione sulla lingua, che il poeta - a suo avviso - deve saper controllare e destrutturare.
Se l’opera e la poetica di Yu Jian hanno spesso generato accesi dibattiti, Fascicolo 0 è forse la poesia più emblematica. Essa è stata oggetto sia di forti critiche che di apprezzamenti. Alcuni, come He Yi 贺奕 , Zhang Ning 张柠, Li Zhen 李震 e Xie Mian 谢冕 che organizzò un seminario all'università di Pechino incentrato sul componimento poco dopo l’uscita dello stesso, ne hanno elogiato il valore. Altri, tra cui Chen Qufei 陳去飛 e Cai Yi 蔡毅, non l'hanno invece ritenuta un componimento all'altezza di essere considerato una poesia.
La poesia è stata anche trasposta in uno spettacolo teatrale sperimentale, diretto da Mo Sen 牟森 e interpretato da Wu Wenguang 吴文光, Wen Hui文慧 e il documentarista Jiang Yue 蒋樾.
Saggi Nel panorama della poesia cinese contemporanea, Yu Jian è stato, con l'amico Han Dong, uno dei principali esponenti della corrente che a partire dagli anni Ottanta del Novecento ha sostenuto la necessità di una scrittura colloquiale (kouyu, 口语), o “popolare” (minjian, 民间 ), contrapponendosi ai fautori di una scrittura elevata e formale (shumianyu书面语), o “intellettuale” (zhishi fenzi, 知识分子), rappresentata principalmente dai poeti Bei Dao e Shu Ting.
Le sue riflessioni sulla lingua sono esplicitate sia in saggi critici in cui prende posizione all'interno di questo dibattito, sia in altri saggi, interviste e interventi specifici in cui esprime la sua personale concezione della poesia. Uno fra i più importanti è il saggio Chuantong, yinyu ji qita (传统, 隐喻及其他, trad. lett. Tradizione, metafora e altre cose), pubblicato nel 1995. Due anni dopo, è stato integrato in Cong yinyu houtui: zuowei fangfa de shige (从隐喻后退: 作为方法的诗歌, trad. lett. Ritirarsi dalla metafora: poesia come metodo), a sua volta incluso nel 2004 nel quinto e ultimo volume della raccolta delle sue opere Jujueyinyu: zongpi shouji, pinglun, fangtan ( 拒绝隐喻:棕皮手记、评论、访谈, trad. lett. Rifiutare la metafora: Note su quaderno in pelle marrone, critica, interviste), che comprende anche altri saggi ed interviste .
Documentari Yu Jian è anche regista di documentari, nei quali indaga la vita nello Yunnan, con attenzione a questioni ecologiche, socio-politiche e culturali, esprimendo nel contempo la sua visione poetica. Tra i suoi documentari più importanti Jade Green Station (bise chenzhan, 碧色车站) (2003), nominato per il Silver Wolf Award dell’Amsterdam International Documentary Filmmaking Festival, e Hometown (guxiang, 故乡)(2010), realizzato in collaborazione con l’antropologo Zhu Xiaoyang 朱晓阳.
Jade Green Station è un documentario incentrato sulla ferrovia della città di Bise 碧色, il cui nome indica anche il colore verde-blu della giada, da cui deriva il titolo in inglese dell'opera (Jade Green Station). La ferrovia, costruita nel 1910 su commissione francese, collegava la provincia cinese dello Yunnan al Vietnam. Essa trasformò il piccolo paese di Bise, attraversato da questa nuova via, in un importante punto di passaggio. Yu Jian ha documentato il trambusto quotidiano e la nuova realtà di questa cittadina, attraverso le testimonianze raccolte degli abitanti della zona e dei lavoratori o ex lavoratori della stazione. Attraverso queste voci egli esprime la sua percezione del tempo, della storia e della vita. Il documentario si apre con dei soli suoni di sottofondo, come l'abbaiare dei cani, il cinguettio degli uccelli, il suono di una radio, per poi mostrare le persone che animano l'area della stazione. Venditori ambulanti, passeggeri, personale ferroviario raccontano le loro memorie e le loro ambizioni. Yu Jian assegna particolare attenzione alle tracce del passato, rendendo Bise - nei suoi conflitti fra passato e presente - un luogo d'incontro tra la vecchia Cina imperiale e quella moderna. Un contadino, ad esempio, racconta dei campi agricoli comuni sperimentati durante il periodo della collettivizzazione socialista; un altro della nuova mentalità sul matrimonio, mentre il personale ferroviario viene inquadrato nel momento in cui ascolta una comunicazione da parte delle autorità, nel quale viene promulgata ed elogiata l'etica del buon lavoro e vengono esposte le norme di sicurezza. Significative le inquadrature delle zone vicine ai binari, diroccate e infestate dalle erbacce, accompagnate dalla lettura della poesia East Coker di T.S. Eliot.