Di lui si conosce una tavola firmata e datata 1592 (anno della sua inscrizione all'Accademia del Disegno) nel vescovado di Pescia, che mostra uno stile rustico e attardato a modelli del primo Cinquecento, con qualche aggiornamento naturalistico ispirato da opere di maestri di spicco come Jacopo Ligozzi, soprattutto nella coloritura. Personalità ancora poco studiata, a lui vengono ricondotte alcune opere firmate e non nella zona di Pescia, del Valdarno (pieve di Cascia) e a Firenze (come un'Adorazione dei pastori firmata nel convento di Santa Croce) e nel Mugello.
Nel 1653 si ha l'ultima notizia negli archivi dell'Accademia.
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