Furbo di tre cotte o di sette cotte è un modo di dire riferito figurativamente a una persona estremamente furba, dotata di un'astuzia sottile e di raffinata intelligenza .

Uso L'espressione si trova attestata in Pietro Aretino (1546) Isabella Novarese, Perché si dice "furbo di sette cotte"?, Treccani.it, in Federico De Roberto che nell'opera I Viceré (1892) narra di un "Abate borbonico di tre cotte"Federico De Roberto, I Viceré, Newton Compton Editori, 2011 e in Eugenio Montale, che nella raccolta di racconti brevi scritti tra il 1946 e il 1950, intitolata Farfalla di Dinard, scrive di "un cozzone della Camargue, un cafone di tre cotte" Giuseppe Pittàno, Frase fatta capo ha: dizionario dei modi di dire, proverbi e locuzioni, Zanichelli, 1992, p. 85.

Il termine "cotte" sta per "cottura" e si riferisce in alcuni casi al processo di raffinazione o di distillazione di alimenti o bevande tanto più purificati quanto più volte sottoposti al procedimento della cottura, per esempio tre o sette volte. Scriveva ad esempio Domenico Auda : «acqua vita di sette cotte, cioè della più purgata che si possi avere» Domenico Auda, Breue compendio di marauigliosi segreti approuati, e pratticati con felice successo nelle indispositioni corporali. Con vn trattato bellissima per conseruarsi in sanità,&vn compendio vtile ... In questa quinta impressione ricoretto,&ampliato, G. Longhi, 1673 p.327.

In particolare, il procedimento delle tre cotte si usava per la raffinazione dello zucchero da canna in Sicilia per cui «[...]chi lo vuole perfettissimo e finissimo, lo fa di tre cotte, ricocendolo e ripurgandolo al fuoco tre volte» Nella traduzione di P.M. Remigio fiorentino, dal latino al toscano, del 1574 delle Due deche dell'historia di Sicilia di Tomaso Fazello.

Note

Bibliografia Salvatore di Rosa, Perché si dice? - Origine e significato dei modi di dire e dei detti più famosi, Club degli Editori, 1980

Voci correlate Glossario delle frasi fatte

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