Fu bruciato vivo tra il 430 e il 431 secondo la notizia tramandata dall'Historia persecutionis vandalicae di Vittore di Vita. Questo santo potrebbe essere identificato con il vescovo Pampiniano, di sede sconosciuta, il cui nome si trova nella lista dei partecipanti al concilio del 24 febbraio 418.Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 814.
Il nome di questo santo è riportato in modo diverso dalle fonti: nei manoscritti di Vittore di Vita è indicato come Pampinianus o Panpinianus; mentre nelle liste del concilio del 418 si trova Papinianus e Papianus.
Floro introdusse il nome di Papiniano nel suo martirologio al 1º dicembre; fu seguito da Adone e Usuardo, che però spostarono la sua festa al 28 novembre.
Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 28 novembre, assieme a Mansueto di Urusi, con queste parole:
Note
Bibliografia Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2004. Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Roma, Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, 1961-1969. André Mandouze, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire, 1. Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), Paris, Éditions du Centre National de la Recherche Scientifique, 1982, p. 814
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